No tax area, cambia con la rivalutazione?

No tax area, cambia con la rivalutazione o le soglie restano quelle dello scorso anno? Vediamo insieme cosa succede, come funziona e per chi l’esenzione completa dal pagamento delle tasse, chi ne ha diritto e le formule per calcolare l’Irpef lorda e netta.

8' di lettura

La no tax area cambia con la rivalutazione? Saranno cioè aumentate anche le soglie per rientrare nella fascia di chi non deve presentare la dichiarazione dei redditi? (scopri le ultime notizie sul fisco e sulle tasse e poi leggi su Telegram tutte le news sui pagamenti dell’Inps. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp e nel gruppo Facebook. Seguici anche su su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Al momento non sembra. Ovvero non c’è un meccanismo automatico che modifichi quella soglia rispetto al tasso di inflazione che viene registrato. Si tratta infatti di uno scaglione Irpef e può essere modificato solo con un adeguamento della normativa fiscale.

Infatti il governo Draghi aveva intenzione di innalzare quel limite da circa 8.000 euro a 12.000/15.000. Quella riforma del sistema fiscale è stata però affossata in Parlamento. Spetterà al governoMeloni vararne un’altra. I primi segnali sono già arrivati, con l’aumento della soglia forfetaria delle partite Iva per la flat tax, da 65.000 a 85.000 euro e l’introduzione della flat tax incrementale per imprese e dipendenti. Ma le soglie Irpef non sono state ancora riviste.

Su questo argomento puoi leggere un post che ti ricorda con le pensioni in no tax area quanto si risparmia; e c’è una agile guida per famiglie che spiega come pagare meno tasse.

No tax area, come funziona

Al momento sulla no tax area resta tutto com’è. Vediamo come e in che modo funziona.

Ripetiamo, la no tax area – disciplinata dalla legge numero 289 del 2002, articolo 2 – è riferita a una determinata soglia di reddito entro la quale  i redditi non devono pagare l’Irpef.

Queste sono le soglie, che sono diverse a seconda delle categorie:

  • lavoratori dipendenti: 8.145 euro annui;
  • pensionati: 8.500 euro;
  • lavoratori autonomi: 5.500 euro.

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No tax area, redditi esenti dall’Irpef

Queste sono le prestazioni assistenziali e previdenziali che sono esenti dall’Irpef, non sono quindi tassabili:

  • le pensioni (fino a 8.500), le indennità di accompagnamento e assegni erogati ai ciechi civili, ai sordomuti e agli invalidi civili;
  • Sussidi a favore degli hanseniani;
  • pensioni sociali;
  • le rendite Inail, esclusa l’indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta;
  • compensi per un importo complessivamente non superiore a euro 7.500,00 derivanti da attività sportive dilettantistiche);
  • le pensioni tabellari  erogate per menomazioni subite durante il servizio di leva prestato in qualità di allievo ufficiale e/o di ufficiale di complemento nonché di sottufficiali (militari di leva promossi sergenti nella fase terminale del servizio);
  • le pensioni tabellari corrisposte ai Carabinieri ausiliari (militari di leva presso l’Arma dei Carabinieri) e a coloro che assolvono il servizio di leva nella Polizia di Stato, nel corpo della Guardia di Finanza, nel corpo dei Vigili del Fuoco e ai militari volontari semprechè la menomazione che ha dato luogo alla pensione sia stata contratta durante e in dipendenza del servizio di leva o del periodo corrispondente al servizio di leva obbligatorio;
  • la maggiorazione sociale dei trattamenti pensionistici prevista dall’articolo 1 della Legge 29 dicembre 1988, numero 544;
  • l’indennità di mobilità, per la parte reinvestita nella costituzione di società cooperative;
  • l’assegno di maternità, previsto dalla legge numero 448 del 1998, per la donna non lavoratrice;
  • le pensioni corrisposte ai cittadini italiani divenuti invalidi e ai congiunti di cittadini italiani deceduti a seguito di scoppio di armi e ordigni esplosivi lasciati incustoditi o abbandonati dalle Forze armate in tempo di pace in occasione di esercitazioni combinate o isolate;
  • le pensioni corrisposte ai cittadini italiani, agli stranieri e agli apolidi divenuti invalidi nell’adempimento del loro dovere o a seguito di atti terroristici o di criminalità organizzata ed il trattamento speciale di reversibilità corrisposto ai superstiti delle vittime del dovere, del terrorismo o della criminalità organizzata;
  • gli assegni per la collaborazione ad attività di ricerca conferiti dalle università, dagli osservatori astronomici, astrofisici e vesuviano, dagli enti pubblici e dalle istituzioni di ricerca di cui all’art. 8 del DPCM 30 dicembre 1993, n. 593, e successive modificazioni e integrazioni, dall’Enea e dall’ASI.
  • le borse di studio corrisposte dalle regioni a statuto ordinario, in base alla L. 2 dicembre 1991, n. 390, agli studenti universitari e quelle corrisposte dalle regioni a statuto speciale e dalle province autonome di Trento e Bolzano allo stesso titolo;
  • le borse di studio corrisposte dalle università e dagli istituti di istruzione universitaria, in base alla Legge del 30 novembre 1989, numero 398, per la frequenza dei corsi di perfezionamento e delle scuole di specializzazione, per i corsi di dottorato di ricerca, per attività di ricerca post-dottorato e per i corsi di perfezionamento all’estero;
  • le borse di studio bandite dal primo gennaio 2000 nell’ambito del programma “Socrates” istituito con decisione n. 819/95/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 14 marzo 1995, come modificata dalla decisione n. 576/98/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, nonché le somme aggiuntive corrisposte dall’Università, a condizione che l’importo complessivo annuo non sia superiore a euro 7.746,85;
  • le borse di studio corrisposte ai sensi del D.Lgs. n. 257/91 per la frequenza delle scuole universitarie di specializzazione delle facoltà di medicina e chirurgia;
  • le borse di studio a vittime del terrorismo e della criminalità organizzata nonché agli orfani ed ai figli di quest’ultimi (Legge n. 407/98).

No tax area e la riforma fiscale

Queste soglie potrebbero essere modificate con una riforma fiscale che dovrebbe cambiare anche gli scaglioni di reddito. Quella che era stata prevista prevedeva la riduzione da cinque a quattro di questi scaglioni oltre a una nuova disciplina per le detrazioni.

C’è la necessità di elevare la soglia della no tax area per venire incontro a un numero più alto di cittadini che, proprio in conseguenza di un reddito basso, ha delle oggettive difficoltà a pagare le imposte Irpef.

Come viene calcolata la no tax area?

La no tax area non dipende dall’età del contribuente.

Per chi riceve un reddito da pensione, lo scorso anno il limite è stato portato a 8.500 euro, con l’aumento della detrazione da 1.880 a 1.995 euro.

La detrazione è salita da 1.104 a 1.265 anche per altri redditi (lavoro dipendente o occasionale), e questo ha consentito di raggiungere la soglia di 8174 euro.

Stessa cosa anche per gli autonomi, che hanno visto incrementare la soglia da 4.800 euro a 5.500.

No tax area, esempi

Facciamo un esempio pratico, che includa anche le regole legate alla detrazione.

Una famiglia monoreddito, composta da due genitori e due figli. La no tax area è di circa 16.000 euro. Entro quella soglia dunque l’imposta Irpef dovrebbe essere azzerata dalla detrazioni che spettano.

Per i redditi fino a 8.500 euro la detrazione spettante sarà di 1.995 euro.

Sulla stessa cifra (8.500 euro) la detrazione Irpef del 23%  sarà di 1.955 euro, e quindi la tassazione sarà pari a zero.

Le detrazioni calano con l’aumentare del reddito. E quindi per i redditi più alti di 8.500 euro saranno inferiori.

Per i redditi superiori a 8.500 euro e fino a 28.000, le detrazioni si calcolano secondo questa formula:

  • (978+922) x (28.000 – reddito complessivo) : 20.000
  • E quindi, se un lavoratori ha un reddito di 20.000 euro, le detrazioni saranno:
  • (978+902) x (28.000 – 20.000) : 20.000 = 1.338 euro

No tax area, cosa si include o esclude

Come abbiamo visto in base al reddito prodotto ci sono diversi livelli di detrazione.

Le stesse detrazioni sono determinate in funzione al reddito complessivo del contribuente, in considerazione dell’ammontare dei redditi di ogni categoria:

  • escludendo il reddito dell’abitazione principale oltre ai premi di risultato (benefici erogati dai datori di lavoro) con imposta sostitutiva del 10%;
  • includendo i redditi degli immobili locati e soggetti a cedolare secca;
  • al lordo degli oneri deducibili.
No tax area, cambia con la rivalutazione?

No tax area, detrazioni

Nella no tax area non si considerano nel calcolo complessivo le detrazioni per i familiari a carico, come il coniuge, i figli o altri parenti (articolo 12 e 13 del Tuir). Questi importi assolvono comunque allo stesso compito di altre detrazioni.

E quindi per abbassare l’Irpef lorda nei singoli periodi di paga o anche durante la liquidazione delle imposte con dichiarazione dei redditi.

In pratica così:

Irpef lorda – detrazioni previste dall’articolo 13 del Tuir – detrazioni familiari a carico (articolo 12 del Tuir) = Irpef netta.

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