Non ci resta che il crimine: la recensione de “Il Pungiglione”

Non ci resta che il crimine
3' di lettura

Come “Non ci resta che piangere” di Benigni e Troisi, i nostri eroi (Giallini, Gassmann e Tognazzi) si ritrovano catapultati in un pomeriggio dell’Estate del 1982, durante i gloriosi mondiali di Spagna. L’Italia ha vinto contro l’Argentina. Bandiere italiane, felicità, ragazzi che si baciano, cori per Bruno Conti. Già dalla locandina viene infatti la voglia o quantomeno la curiosità di andare a vedere di che si tratta.I nostri eroi sono trascinati in un mondo certamente più colorato e spensierato rispetto ai giorni nostri grazie a un wormhole creatosi in quello che era il bar della Banda della Magliana.

Si parla della Banda più famosa del crimine italiano, ma rimane pur sempre una commedia e il regista Massimiliano Bruno è bravo a stare sul filo che divide la commedia dal poliziottesco e comunque non mancano le rotture di tensione e di picchi drammaturgici.

I voti del nostro Alfonso Perugini

Tra i tanti prodotti realizzati sulla Banda, Bruno è il primo a usare i soprannomi veri: “Er Negro”, “Renatino”, “Er Molisano”, “Accattone”, “Er Sorcio”, “Operaietto” ecc., ma anche il primo a fare una relazione (seppur solamente citata in un dialogo) tra la Banda e Andreotti. Si! Giulio Andreotti. Finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di fare il suo nome in un’opera filmica dedicata alla Banda della Magliana.

Addirittura il personaggio interpretato dalla bellissima e bravissima Ilenia Pastorelli si chiama Sabrina M., come la vera amante di Enrico De Pedis negli anni ‘80. È una Sabrina che per tutto il film sembra la pupa un po’ svampita del boss, ma alla fine c’è un gradevole colpo di scena che lascia spazio a un eventuale sequel, e questo non può che far piacere. Leo e Giallini sono di nuovo insieme 11 anni dopo “Romanzo Criminale”. Il primo, che interpretava “Nembo Kid”, si mette nei panni di Renatino e la sua interpretazione seppur diversa da quella di Alessandro Roja risulta molto gradevole, anche se il boss originale non faceva uso di stupefacenti.

Non ci resta che il crimine: locandina
Non ci resta che il crimine: locandina

Il secondo, che nel 2008 interpretava “Er Terribile”  è il trascinatore dei suoi amici. Insomma, è una bella reunion. Ruolo rilevante anche per il regista Massimiliano Bruno che funge da “Caronte” per il trio protagonista, mentre la fotografia di Schlatter ben si intona con i costumi curati da Alberto Moretti, ma soprattutto con la scenografia di Sonia Peng, che non commette errori usando automobili e targhe esistenti nel 1982 (errore molto comune tra gli scenografi italiani).

Ma il vero punto forte del film è il montaggio di Luciana Pandolfelli di cui si apprezzano specialmente i titoli di testa che riportano indietro ai fasti del poliziottesco di Umberto Lenzi e gli intermezzi tra una sequenza e l’altra. Un film da vedere, specie per i nostalgici del “meraviglioso decennio”.

Gruppo WhatsApp offerte di lavoro, bonus, concorsi e news

Ricevi ogni giorno gratis i migliori articoli su offerte di lavoro, bandi, bonus, agevolazioni e attualità. Scegli il gruppo che ti interessa:

  1. Telegram - Gruppo esclusivo

  2. WhatsApp - Gruppo base

Seguici anche su Google | Facebook | Instagram



Come funzionano i gruppi?
  1. Due volte al giorno (dopo pranzo e dopo cena) ricevi i link con le news più importanti

  2. Niente spam o pubblicità

  3. Puoi uscire in qualsiasi momento: la procedura verrà inviata ogni giorno sul gruppo

  4. Non è possibile inviare messaggi sul gruppo o agli amministratori

  5. Il tuo numero di cellulare sarà utilizzato solo per inviarti notizie