Non mandare a puttane… Giovane irpino finisce nella rete anti lucciole

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Un giovane avellinese è rimasto imbrigliato nelle rigide maglie della giunta anti prostituzione del comune di Montesilvano, in provincia di Pescara. Sì, quello stesso comune che, per tentate di arginare la diffusione di lucciole in periferia, ha pensato bene di installare ben quattro cartelli, con inequivocabili scritte: Non mandare a puttane la tua dignità, non mandare a puttane la tua famiglia, non mandare a puttane la tua salute, non mandare a puttane la tua vita.

Non mandare a puttane... Un 20enne beccato a Montesilvano, il paese della crociata contro le prostitute

Gli istinti del giovane avellinese

Quei cartelli non sono stati un valido deterrente per frenare gli istinti del 20enne avellinese. E così si è avvicinato e caricato in auto una delle ragazze in abiti ultrasuccinti. Qualche minuto dopo, quando già stava per consumare l’atto a pagamento, sono piombati sul giovanotto e la meretrice le ineffabili squadre del Nap (no, non è un diminutivo del Napoli), gli agenti scelti della polizia municipale che fanno parte del Nucleo anti prostituzione. Gli squadroni delle puttane.

Il ragazzo irpino è stato costretto a rimettersi in ordine, mostrare i documenti e seguire i vigili in caserma. Gli è stata notificata una multa da 450 euro. Il sindaco di Montesilvano, Francesco Maragno, il vero artefice di questa caccia senza frontiere alle operatrici del sesso, ha “promesso” agli incauti frequentatori di prostitute anche una denuncia penale. Ma, al momento non sappiamo quale sia il reato contestato. Non c’è lo sfruttamento, e neppure gli atti osceni in luogo pubblico, anche perché eventualmente, si sarebbero consumati all’interno dell’abitacolo della vettura.

In tutto sei i clienti beccati in azione

Insieme al ragazzo irpino i Nap hanno scoperto altre cinque clienti in azione. Anche per loro multa inesorabile.

La campagna anti lucciole del sindaco di Montesilvano ha suscitato molte critiche. Soprattutto per il linguaggio usato (non mandare a puttane…). Perché le vittime dello sfruttamento (spesso siamo allo schiavismo, come ha detto il presidente Mattarella), diventano anche vittime di una comunicazione feroce, per non dire squallida. E pure perché “l’effetto choc”, che il sindaco ha volutamente ricercato, potrebbe nascondere una ricerca del “sensazionalismo” ad hoc, quello necessario per comparire sui media nazionali. Piuttosto che un concreto tentativo di risolvere un problema: lo sfruttamento delle ragazze (in assenza di contestazioni penali i clienti devono rispondere alla loro coscienza e alle loro famiglie).

Lo stesso sindaco ha ribadito, senza nessuna intenzione di tornare sui suoi passi: presto installeremo altri cartelli luminosi per ricordare a tutti l’ordinanza, rinforzeremo i Nap e aumenteremo le videocamere. Insomma, la crociata continua. Anzi, si intensifica.

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