Non sono più idoneo al lavoro, ho diritto alla Naspi? Ci chiediamo in questo articolo se il lavoratore licenziato perché non più idoneo al lavoro ha diritto all’indennità di disoccupazione. - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata.
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O meglio, per essere precisi vediamo cosa succede quando un dipendente a causa di una patologia o di una menomazione non è più in grado di svolgere le precedenti mansioni e il datore di lavoro lo licenzia dopo aver verificato che non ci sono altri posti disponibili in azienda.
Ecco, in questi casi: il lavoratore ha diritto alla Naspi?
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Non sono più idoneo al lavoro, ho diritto alla Naspi? Giustificato motivo oggettivo
Dunque, diamo per scontato che il datore di lavoro abbia operato nel pieno rispetto della legge. E che quindi, prima di procedere al licenziamento, ha verificato se per quel dipendente c’erano delle possibili alternative, compatibili sia con la disabilità del lavoratore, sia con le esigenze dell’azienda.
Se lo ha fatto e ha quindi accertato che il dipendente non può essere “riqualificato”, scatta il licenziamento per giustificato motivo oggettivo.
In pratica il licenziamento non è stato causato dal lavoratore (in quel caso si sarebbe la definizione sarebbe stata per “giusta causa” o per “giustificato motivo soggettivo”), ma, appunto, per motivi oggettivi e che quindi non dipendono né dal dipendente, né dal datore di lavoro.
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Non sono più idoneo al lavoro, ho diritto alla Naspi? Contestare il licenziamento
Il lavoratore può comunque contestare il licenziamento. In genere per due motivi:
- eventuali vizi di procedura;
- non sono state prese in considerazione altre mansioni alternative.
Se si contesta il provvedimento del datore di lavoro sono necessari:
- la lettera di impugnazione stragiudiziale (da inviare entro 60 giorni dal licenziamento);
- il deposito in tribunale del ricorso (entro 180 giorni dall’invio dell’impugnazione).
Sarà il datore di lavoro a dover dimostrare l’eventuale assenza delle mansioni alternative che il lavoratore dichiarato non idoneo avrebbe potuto svolgere.
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Non sono più idoneo al lavoro, ho diritto alla Naspi? Sì, ecco perché
Risulta ovvio, già da questa breve sintesi, che al lavoratore licenziato perché non idoneo al lavoro spetti l’indennità di disoccupazione.
Del resto la Naspi si applica in tutti i casi in cui il lavoratore perde il posto per ragioni che non dipendono dalla sua volontà.
Il che vuol dire, anche per i licenziamenti per giusta causa.
A maggior ragione dunque, quando il licenziamento è stato causato da giustificati motivi oggettivi.
Non rientrano nella Naspi solo le dimissioni che sono state provocate da motivi personali e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, in quest’ultimo caso c’è stato un preventivo accordo tra il dipendente e il titolare dell’azienda.
Se un lavoratore perde il posto perché non più idoneo a svolgere determinate mansioni, non si può certo dire che abbia una qualsiasi responsabilità sul licenziamento. Per non perdere la Naspi deve però evitare di dare le dimissioni, in quel caso potrebbero esserci dei problemi per avere diritto all’indennità.

Non sono più idoneo al lavoro, ho diritto alla Naspi? Cosa fare
Il lavoratore che non ritiene di essere più idoneo – per le sue condizioni di salute – a svolgere determinate mansioni, dovrà seguire questa procedura per non rischiare di restare senza un posto di lavoro e anche senza una indennità di disoccupazione:
- deve presentare una richiesta formale scritta al datore di lavoro di assegnazione di mansioni alternative perché non più idoneo a svolgere quelle precedenti;
- il datore di lavoro, dopo aver valutato l’impossibilità di un reinserimento in altri ruoli, procederà a comunicare il licenziamento;
- con la lettera di licenziamento il dipendente potrà chiedere all’Inps di ricevere l’indennità disoccupazione.
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