Nonni con le canne, marijuana boom tra gli anziani

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Mentre in Italia continua lo stupefacente dibattito sulla legalizzazione della marijuana, altrove – dove la canapa ricreativa è già consentita – si assiste a un curioso fenomeno: il consumo è in costante e continuo aumento tra gli over 50. Nonni con le canne, si potrebbe sintetizzare. Accade negli Stati Uniti. E secondo gli esperti tutto questo è destinato a modificare l’esperienza della vecchiaia.

Mentre in Italia il furore ideologico, il pregiudizio, e diciamolo, un ipocrita calcolo elettorale, annebbiano – è il caso di dirlo – un qualsiasi dibattito razionale, basato cioè su dati e conseguenze, negli Usa tanti si chiedono: ma perché gli anziani si stanno avvicinando alla marijuana?

Vaporizzatori eleganti che piacciono alle nonnine

La risposta più logica è “perché no?”. In fondo – è l’idea che sta circolando con insistenza in America – quando gli adulti raggiungono la pensione, non devono temere test antidroga, ed hanno molto tempo a disposizione: per quale motivo non dovrebbero rendere più gradevoli le loro giornate con qualche tiro da una canna?

Senza contare che sono in produzione vaporizzatori sempre più eleganti e discreti e altri prodotti dal design rassicurante, tutta merce che sta contribuendo in modo determinante a togliere lo stigma negativo al consumo di canapa.

I nonni oggi: genarazione Woodstock

I nonni e la generazione Woodstock

C’è anche un altro dato. I nonni di oggi non sono certo quelli dei nostri genitori. E’ la generazione che si è accampata a Woodstock o in centinaia di altri raduni simili in tante parti del mondo (Italia compresa, cari ragazzi). Sono i giovanotti che hanno fatto il ’68, ma anche il ’77. Hanno fumato erba, o l’hanno vista fumare abbastanza a lungo da capire che una canna non potrà mai ucciderli o renderli dipendenti, e che – anche per questo – sono più aperti a credere che il consumo possa portare dei benefici alla salute.

Potrebbe capitare quindi di ascoltare frasi di questo tipo: cara signora venga a fumare un po’ di erba da noi, è arrivata dall’Olanda, molto meglio di quella schifezza che fuma nostro nipote. E’ un toccasana per le mie ossa doloranti e, a proposito, ho anche fatto biscotti buonissimi. Naturalmente alla marijuana…

Molto meglio la marijuana che gli oppioidi

Negli Stati Uniti la crescita del consumo di marijuana tra gli anziani non preoccupa, anzi. Ha coinciso con la riduzione della prescrizione di farmaci oppioidi, un vero cancro per quale Paese, e che provoca ogni anno migliaia di morti per overdose e milioni di tossicodipendenti. Soprattutto tra gli anziani. Per anni, con la complicità colpevole delle case farmaceutiche e il silenzio assenso del governo, questi medicinali micidiali (molto più potenti della morfina), sono stati prescritti per curare depressione, ansia e tanti altri problemi cronici.

Nonni con le canne, il boom in Colorado

In Colorado, dove la marijuana è stata legalizzata, il consumo di oppioidi è diminuito del 14 per cento. Un dato che ha convinto anche chi nutre preoccupazioni sul fenomeno dei “nonni con la canna”: l’erba ha sicuramente conseguenze molto, ma molto, meno gravi rispetto a quei farmaci. Senza contare che gli eventuali problemi di salute associati al consumo di marijuana, in particolare la possibile compromissione dello sviluppo cerebrale, non riguardano la popolazione anziana.

Accade in America. E quindi: l’interesse degli anziani per la marijuana è diventato subito un business. C’è un’azienda, la Wana Brands, che ha iniziato a vendere prodotti a base di cannabis. Con una peculiarità: ricordano medicinali già noti agli anziani. In realtà solo capsule a rilascio prolungato con diverse percentuali di Thc e Cbd. Risultato: inebriano gli utenti con diversi gradi di “fattanza” e possono avere (grazie al Cbd), effetti molto positivi su una serie di disturbi.

Ti vendo anche la lozione alla marijuana

Nel frattempo si è moltiplicata la vendita di prodotti alla marijuana: lozioni, tinture, spray. Tutte pubblicizzate allo stesso modo: oltre a fare quello che devono fare ti faranno stare anche meglio.

Il ragionamento che sta prendendo piede negli Stati Uniti è questo: se pure la marijuana non aiutasse in modo così importante gli anziani ad alleviare le loro condizioni di salute, potrebbe però offrire un senso di controllo sul proprio benessere.

Sul business della marijuana arrivano le case farmaceutiche

Ma il vero boom, la vera miccia che potrebbe far esplodere del tutto il consumo di marijuana tra gli anziani Usa, e non solo, è l’ingresso nel mercato – e in grande stile – dell’industria farmaceutica. E potrebbe accadere presto. La canapa indiana è già considerata una valida alternativa per altri farmaci tradizionali. Forse un giorno, non lontano, dovremmo abituarci a vedere gli anziani trascorrere i loro ultimi decenni di vita avvolti nella nebbia stupefacente della cannabis. E magari qualcuno dirà ai figli: non mangiare i biscotti della nonna!

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