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Home / Fisco e tasse » Pignoramento / Notifica della cartella via PEC, quando non è valida

Notifica della cartella via PEC, quando non è valida

Vediamo in questo post quando può essere ritenuta non valida la notifica di una cartella via PEC. Cosa ha stabilito la Cassazione e quando la richiesta di pagamento può essere contestata.

di The Wam

Aprile 2024

Vediamo quando la notifica della cartella via Pec può non essere ritenuta valida. Quali sono le regole, gli orientamenti della legge e le sentenze della Cassazione. (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Come sono notificate le cartelle esattoriali

Le modalità di notifica delle cartelle esattoriali variano in base al destinatario e al metodo scelto dall’ente creditore. Le principali forme di notifica includono:

  1. Consegna a mani: direttamente al destinatario da parte di un incaricato.
  2. Raccomandata A/R: tramite servizio postale, sia esso pubblico o privato.
  3. PEC: esclusivamente per professionisti, Partite IVA, imprenditori, società e cittadini con domicilio digitale ufficiale.

Vedi in questo post quando la notifica della cartella esattoriale è corretta.

Validità della notifica tramite raccomandata

Quando la cartella è inviata tramite raccomandata e il destinatario non è presente, la notifica si considera valida solo se si seguono specifici passaggi:

Casi di notifica nulla

Se il destinatario risulta irreperibile, la notifica tramite raccomandata non è valida se l’addetto alla consegna non attesta di aver compiuto ricerche approfondite dell’interessato. Queste ricerche includono indagini presso i residenti nel luogo di consegna.

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Come funziona la notifica via PEC della cartella esattoriale

La notifica di una cartella esattoriale tramite PEC (Posta Elettronica Certificata) è un metodo che prevede particolari precauzioni per garantire l’efficacia e la validità della comunicazione. Questo metodo, come accennato, è riservato a destinatari specifici come professionisti, Partite IVA, imprenditori, società e cittadini registrati con un domicilio digitale.

Requisiti di validità della PEC

Un aspetto fondamentale per la validità di questa notifica è l’uso di un indirizzo PEC registrato in un registro pubblico, come il REGINDE (Registro Generale degli Indirizzi Elettronici) o l’IPA (Indice della Pubblica Amministrazione). Questo requisito assicura che la comunicazione sia tracciabile e affidabile.

Problemi di riconoscimento della PEC

Uno dei rischi associati alla notifica via PEC è che il destinatario possa non riconoscere l’importanza del messaggio e considerarlo erroneamente come spam o un tentativo di phishing. Pertanto, è fondamentale che il mittente utilizzi un indirizzo ufficiale e facilmente riconoscibile.

Direttive della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ha stabilito, con le sentenze numero 18684 del 2023 e numero 982 del 2023, che la notifica deve essere eseguita esclusivamente da un indirizzo PEC presente in un registro pubblico, definendo così un principio di trasparenza e sicurezza legale.

La cartella contestata

La validità della notifica di una cartella esattoriale può dunque essere messa in discussione da un contribuente se la notifica è effettuata da un indirizzo PEC non registrato nei registri pubblici.

Caso specifico di contestazione

Un esempio riguarda un contribuente che ha contestato la validità di una cartella di pagamento, sostenendo che la notifica era stata inviata con un indirizzo PEC non registrato. In risposta, l’agente della riscossione ha depositato la cartella contestata, ma il contribuente ha rafforzato la sua argomentazione in una memoria successiva.

Decisione della Corte di Giustizia di Catania

La Corte di Giustizia di Catania ha accolto il ricorso del contribuente, stabilendo che una notifica effettuata da un indirizzo PEC non registrato è invalida. I giudici hanno ritenuto che questa mancanza di registrazione violasse le norme sulla notifica degli atti giuridici, causando un danno effettivo al contribuente che ha perso l’opportunità di difendersi in modo adeguato.

Cosa dicono le altre sentenze

La giurisprudenza, comunque, ha opinioni divergenti sula validità delle notifiche delle cartelle esattoriali via PEC, soprattutto quando gli indirizzi PEC usati non sono registrati nei registri pubblici.

Divergenze tra i tribunali

Alcuni tribunali hanno considerato le notifiche effettuate da indirizzi non registrati come legalmente inesistenti e quindi non sanabili. Questo significa che tali notifiche non producono effetti giuridici validi e non possono essere corrette retroattivamente.

Sentenze sanabili

Altri tribunali, come mostrato dalla sentenza del Ctp di Napoli n. 7693/2022, hanno invece ritenuto che queste notifiche potessero essere sanate se non avessero causato un pregiudizio sostanziale al destinatario.

Mediazione della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ha cercato di mediare tra queste opinioni con le sentenze numero 18684 del 2023 e numero 982 del 2023. Ha dichiarato che la validità di una notifica da un indirizzo non registrato dipende dalla dimostrazione di un pregiudizio sostanziale subito dal contribuente. Questo approccio punta a bilanciare le esigenze di legalità formale con le conseguenze pratiche della notifica.

Implicazioni delle decisioni

Secondo la Cassazione, se una notifica di pignoramento, preavviso di ipoteca, fermo o intimazione di pagamento proviene da un indirizzo non registrato e il contribuente non ha avuto modo di contestare l’atto presupposto, la cartella di pagamento, allora ciò costituisce un danno. Il contribuente perde così l’occasione di difendersi efficacemente, configurando una violazione sostanziale dei suoi diritti.

Conclusione

La notifica delle cartelle esattoriali via PEC è una pratica che richiede, come abbiamo visto, una rigorosa aderenza a norme per garantirne la validità legale. Questo processo, sebbene tecnologicamente avanzato e conveniente, è soggetto a regolamenti dettagliati che proteggono i diritti dei contribuenti.

Riepilogo dei punti chiave

Importanza della consapevolezza legale

È fondamentale che tanto i professionisti quanto i cittadini comprendano i dettagli e le implicazioni di queste notifiche. Essere informati aiuta a prevenire situazioni in cui una notifica potrebbe essere considerata non valida, salvaguardando così i diritti individuali e facilitando una giusta risoluzione dei debiti tributari.

Notifica della cartella via PEC, quando non è valida
Nell’immagine un cittadino ha appena scoperto che la notifica della cartella via PEC non è valida.

FAQ (domande e risposte)

Come può essere invalida la notifica della cartella via PEC?

La notifica della cartella via PEC può essere considerata invalida in diversi scenari specifici. Il principale fattore che invalida una notifica via PEC è la mancata registrazione dell’indirizzo PEC utilizzato per la notifica nei registri pubblici, come il REGINDE o l’IPA. Questo requisito è essenziale per garantire l’affidabilità e la tracciabilità della comunicazione. Se il destinatario non riconosce la PEC perché scambiata per spam o phishing, ciò può ulteriormente complicare la validità della notifica. Inoltre, se l’indirizzo PEC usato non è riconducibile ufficialmente all’ente emittente, la notifica risulta non conforme alle normative vigenti.

Chi può ricevere la notifica della cartella esattoriale via PEC?

Le notifiche delle cartelle esattoriali via PEC sono limitate a determinate categorie di destinatari che includono professionisti, Partite IVA, imprenditori, società e cittadini che possiedono un domicilio digitale ufficiale. Questo metodo di notifica è riservato ai soggetti che, per la natura della loro attività professionale o commerciale, sono tenuti a mantenere attivo un indirizzo PEC registrato.

Quali conseguenze comporta una notifica via PEC non registrata?

Una notifica via PEC effettuata da un indirizzo non registrato nei registri pubblici non è valida e porta a conseguenze significative per il processo di riscossione. La principale conseguenza è che il destinatario ha il diritto di contestare la validità della cartella, poiché non è stata rispettata la normativa sulla trasparenza e tracciabilità delle comunicazioni legali. Questo può ritardare o annullare il processo di riscossione dovuto, causando pregiudizi sia all’ente emittente sia al destinatario.

Cosa stabilisce la Cassazione sulla notifica via PEC?

La Corte di Cassazione ha chiarito che la notifica di una cartella esattoriale via PEC deve essere effettuata esclusivamente tramite un indirizzo registrato in un registro pubblico. Questo principio è fondamentale per garantire la legalità, la trasparenza e la sicurezza giuridica delle notifiche. Le sentenze della Cassazione stabiliscono che la mancata adesione a queste direttive rende la notifica legalmente inefficace.

Quando è valida una notifica della cartella tramite raccomandata?

Una notifica della cartella tramite raccomandata è valida quando il destinatario è momentaneamente assente ma viene lasciato un avviso di giacenza e successivamente inviata una seconda raccomandata, la cosiddetta Comunicazione di Avvenuto Deposito (CAD). Se il destinatario è completamente irreperibile e l’addetto non attesta di aver compiuto ricerche approfondite, la notifica è considerata nulla.

Come influisce l’assenza di registrazione PEC sulla difesa del contribuente?

L’assenza di registrazione dell’indirizzo PEC utilizzato per la notifica impedisce al contribuente di riconoscere l’autenticità e la legittimità dell’atto ricevuto. Questo può portare a una mancata o errata risposta alla notifica, precludendo al contribuente la possibilità di difendersi o impugnare la cartella nei tempi giusti. Di conseguenza, l’invalidità della notifica per questi motivi può causare un pregiudizio sostanziale al contribuente, influenzando negativamente il suo diritto di difesa.

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