Novità reddito di cittadinanza, le aziende faranno la spia

Novità in arrivo per il Reddito di Cittadinanza. Le aziende giocheranno un ruolo chiave nel "far perdere" il sussidio.

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Novità in arrivo per la misura del Reddito di Cittadinanza (Rdc). Il Governo, con le sue ultime proposte, sta mettendo a rischio il beneficio economico per milioni di percettori. Andiamo subito a scoprire perché (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Indice:

Novità Reddito di Cittadinanza, ecco chi rischia di perderlo quest’estate

Pare proprio che il Reddito di Cittadinanza sia nuovamente al centro dell’attenzione. Dopo che lo scorso 15 giugno è partita la raccolta firme, indetta dal leader di Italia Viva Matteo Renzi, per la sua abolizione, in questi giorni la misura bandiera del Movimento Cinquestelle sta rischiando grosso.

O meglio, a rischiare saranno tutti quei cittadini percettori del Reddito di Cittadinanza che rifiuteranno anche solo una proposta di lavoro a chiamata diretta da un datore di lavoro privato.

L’obiettivo di quest’ultimo periodo, infatti, è contrastare la carenza di manodopera che interessa principalmente il settore del turismo e quello ricettivo. A giugno si contavano – 350 mila lavoratori da impiegare in ristoranti, strutture ricettive, lidi e locali e ancora oggi la mancanza di manodopera si fa sentire e ristoratori e albergatori sono disperati: “non si trova personale per la stagione estiva”.

La colpa è ricaduta principalmente sul Reddito di Cittadinanza che, secondo moltissimi cittadini ed esponenti politici, disincentiverebbe il lavoro favorendo, dall’altra parte, la “nullafacenza“. Una premessa che non poggia su dati concreti, come dimostrato da questo articolo di TheWam.net che smonta le 5 fake-news (notizie false) più diffuse sul reddito di cittadinanza.

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Rifiuto offerte di lavoro reddito di cittadinanza, nuovo emendamento

In sostanza, anche un solo “No” ad un’offerta di lavoro nel settore turistico-ricettivo, comporterebbe la perdita del beneficio economico a Cinque Stelle. Le proposte congrue potranno essere presentante direttamente dai datori di lavoro privati a tutti i percettori della misura pentastellata, che hanno firmato il patto per il lavoro.

Ricordiamo che, con i patti per il lavoro, il beneficiario del Reddito di Cittadinanza dovrà accettare obbligatoriamente una proposta di lavoro su tre, pena la revoca del beneficio. Una volta che il percettore RdC rifiuterà l’offerta di lavoro, il datore di lavoro privato inoltrerà una comunicazione al Centro per l’Impiego ai fini della decadenza della misura.

Questo, però, non è altro che un emendamento che è stato presentato dal Centrodestra al Decreto-Legge Aiuti, che è stato approvato dalle commissioni della Camera. Anche il Partito Democratico si è detto favorevole a questo emendamento, invece, è facile immaginare che il Movimento Cinquestelle, padre del Reddito di Cittadinanza, abbia votato contro questa proposta.

La norma prevede che sia il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, a definire, mediante un decreto attuativo che ad oggi ancora non esiste, le modalità di comunicazione e della verifica di una mancata accettazione di un’offerta di lavoro congrua.

Novità Reddito di Cittadinanza, quando può essere eliminato o ridotto

Ad oggi, però, esistono altre condizioni che comportano la revoca o la riduzione, chiamata anche “décalage”, del Reddito di Cittadinanza. In particolare, il beneficio economico a Cinque Stelle può essere revocato quando, all’interno del nucleo familiare percettore:

  • non effettua la dichiarazione relativa all’immediata disponibilità al lavoro;
  • non si presenta, senza alcuna giustificazione, a tutte quelle iniziative formative o per la riqualificazione professionale;
  • non aderisce alle iniziative di politica attiva o di attivazione;
  • non procede alla sottoscrizione dei Patti per il Lavoro, dunque, i Patti per l’Inclusione Sociale, che permettono un pieno reinserimento del cittadino in situazione di disagio economico nei contesti lavorativi e sociali;
  • non provvede alla presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica aggiornata in caso di modificazioni del nucleo familiare;
  • non partecipa ai progetti istituiti dal comune di residenza per utilità pubblica;
  • non accetta tre offerte congrue di lavoro o, qualora avesse rinnovato la prestazione economica anti-povertà, la prima offerta congrua;
  • non procede alla comunicazione della variazione della sua condizione occupazionale;
  • comunica falsità per avere un sussidio economico mensile del Reddito di Cittadinanza più elevato;
  • venga colto in flagrante, durante le attività ispettive svolte dalle attività preposte, mentre svolge un’attività lavorativa dipendente – attività di lavoro autonomo o di impresa – senza aver dato alcuna comunicazione.

Reddito di Cittadinanza, le ultime novità in arrivo

Insomma, pare proprio che il Reddito di Cittadinanza stia andando incontro a modifiche sempre più stringenti, vittima di una guerra ideologica. Oltre alla recentissima raccolta firme partita, appunto, lo scorso 15 giugno 2022 per la sua abolizione, il Reddito di Cittadinanza sta è sottoposto a controlli ancora più rigidi per il godimento della misura.

In particolare, come previsto dalla Legge di Bilancio dello scorso 30 dicembre 2021, l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, l’ente incaricato della gestione delle domande, dei controlli e dei versamenti mensili, ha iniziato ad effettuare i controlli incrociati con il Ministero della Giustizia.

Il nuovo protocollo INPS e Ministero della Giustizia consiste nello scambio di tutte quelle informazioni utili alla continua erogazione, oppure alla revoca del sussidio economico del Reddito di Cittadinanza. Si tratta di un nuovo modus operandi che permette di individuare e contrastare i cosiddetti “furbetti”, ovvero gli evasori della misura, che sono stati i protagonisti di qualche titolo di giornale dal 2019, anno di entrata in vigore della misura, ad oggi.

Questo interscambio di informazioni tra l’Istituto previdenziale e il Ministero Giustizia permetterà di scovare un grandissimo numero di profili irregolari, riuscendo così a colmare alcune delle lacune della misura, riguardanti la comunicazione tra le differenti amministrazioni interessate.

Il tutto permetterà di controllare la situazione di ciascuno dei beneficiari del sostegno per verificare l’eventuale esistenza, nel sistema del casellario centrale, di condanne con sentenza passata in giudicato da meno di dieci anni, per tutti i reati di cui all’articolo 7, comma 3, del decreto-legge 4/2019 sul Reddito di Cittadinanza.

Secondo le informazioni che l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale ha fornito ai cittadini, tutti i controlli incrociati che verranno effettuati saranno nel pieno rispetto della normativa sulla privacy di ciascun beneficiario del Reddito di Cittadinanza. Le comunicazioni avverranno attraverso la creazione di un circuito privato virtuale sicuro sulle dorsali pubbliche.

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