Riforma delle pensioni 2023: proroghe, anticipi e novità

Il tema pensioni resta al centro della campagna elettorale. I partiti all’unisono sembrano orientati a superare la legge Fornero, ma con notevoli differenze. Vediamo cosa propongono sulla riforma delle pensioni

7' di lettura

A meno di dieci giorni dal voto i partiti rincarano la dose sui più svariati temi. Tra favorevoli e contrari la riforma delle pensioni resta un tema scottante se non centrale. Analizziamo le proposte in campo. (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

Riforma delle pensioni: lo scenario attuale

Non manca molto alla fine dell’anno ma non c’è ancora chiarezza su quali saranno le misure della prossima legge di bilancio in tema di pensioni 2023.

Anche se leggermente inferiore rispetto alla previgente Quota 100, il governo è nuovamente chiamato ad ovviare al cosiddetto “scalone” tra Quota 102 (64 anni di età + 38 di contributi) e la pensione di vecchiaia (67 anni + 20 di contributi), con un salto di tre anni per il pensionamento a partire dal 1° gennaio 2023.

«Per la Riforma pensioni 2023 più che di novità si tratterà di molteplici proroghe delle misure già varate con la legge di bilancio 2022, non solo per evitare lo scalone ma – secondo il Presidente di Itinerari Previdenziali Alberto Brambilla in un’intervista al Corriere della sera – anche per il poco tempo a disposizione per introdurre dei correttivi alla Legge Fornero». 

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Riforma delle pensioni: possibile proroga Quota 102

Introdotta con l’ultima legge di bilancio in sostituzione di Quota 100, anche questa volta la misura di pensionamento Quota 102 sarà il primo rimedio per evitare lo scalone con i 67 anni richiesti per la pensione di vecchiaia. 

Se confermata, al posto delle vie ordinarie di pensionamento, pensione di vecchiaia e pensione anticipata, si potrà anticipare il pensionamento con almeno 64 anni di età anagrafica e 38 anni di contributi. 

Come evidenziato nell’articolo, sono giunte meno richieste di Quota 102 rispetto alle previsioni (6.400 domande). Questo sarebbe dovuto soprattutto alla penalizzazione conseguente ad un anticipo di tre anni per accedere alla pensione, che per la maggior parte della platea potenzialmente interessata dalla misura (ossia chi ancora interessato dal sistema di calcolo della pensione misto tra contributivo e retributivo) si stima possa ridursi complessivamente di circa il 9-10%, quindi del 3% per ogni anno di anticipo in via permanente

Riforma delle pensioni: la legge attuale

La possibilità di andare in pensione in via ordinaria, senza penalizzazioni, con gli stessi requisiti previsti negli ultimi anni, comunque, resterà ancora aperta. In particolare, non essendoci adeguamenti all’aspettativa di vita:

  • Pensione di vecchiaia a 67 anni + 20 di contributi fino a dicembre 2024;
  • Pensione anticipata con 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e  42 anni e 10 mesi per gli uomini fino a dicembre 2026.

Riforma delle pensioni: proroga Opzione donna, Ape sociale e precoci

Secondo Alberto Brambilla, viste anche le dichiarazioni delle diverse parti politiche, saranno prorogate nuovamente anche le misure Opzione Donna (58 anni + 35 di contributi per le lavoratrici dipendenti e 59 anni + 35 per le autonome) e l’Ape sociale (64 anni di età più a seconda dei 4 casi di bisogno 30 o 36 anni di contributi).

Di seguito una tabella che sintetizza le opzioni pensionistiche attuali.

Opzioni pensionistiche attuali

Fino a dicembre 2026, inoltre, sarà possibile andare in pensione con 41 anni di contributi per i lavoratori che possano vantare almeno un anno di contributi prima del compimento dei 19 anni d’età. Come per l’Ape sociale, anche in questo caso è richiesta una delle quattro situazioni di bisogno:

1. disoccupazione;

2. caregivers (assistenza a familiari);

3. disabilità, per le quali sono richiesti 30 anni di contributi;

4. lavori usuranti.

Riforma delle pensioni: superamento della legge Fornero

L’uscita dal lavoro e la revisione delle norme della riforma Fornero sono un capitolo importante dei programmi elettorali. Con proposte e promesse variegate sulle pensioni che riguardano tutti i partiti e tutti i leader politici, vediamo allora a meno di dieci giorni dal voto del 25 settembre 2023 quali sono tutte le posizioni dei partiti su Quota 41,Oopzione donna, Ape social e altro.

Riforma delle pensioni: il centrodestra

A cavalcare il tema della riforma delle pensioni in maniera decisa sono più di tutti Matteo Salvini e Silvio Berlusconi. Il leader di Forza Italia promette mille euro al mese di pensione alle mamme e alle nonne per 13 mensilità, così come la stessa cifra per le pensioni minime e di invalidità. La proposta pare però irrealizzabile visto che secondo alcune stime potrebbe costare oltre 18 miliardi l’anno.

La Lega di Salvini continua la sua battaglia per mettere uno stop definitivo alle norme della Fornero, introducendo prima di tutto la possibilità della pensione anticipata di anzianità con 41 anni di contributi. Salvini vuole inoltre la pensione di vecchiaia per le donne a 63 anni, la pensione di garanzia minima di mille euro per i lavoratori con carriere interamente nel regime contributivo, rendere strutturale Opzione donna prorogare Ape sociale, inoltre ultimamente ha rilanciato anche una promessa: uno sconto Irpef per le pensioni dei nonni che si prendono attivamente cura dei nipoti.

Giorgia Meloni, la vera candidata a Governare il paese, resta più sul vago rispetto ai suoi alleati del Centrodestra, parlando di flessibilità in uscita con accesso facilitato alla pensione, anche favorendo il ricambio generazionale, di stop all’adeguamento automatico dell’età pensionabile alle aspettative di vita, di rinnovo di Opzione donna, di adeguamento delle pensioni minime e sociali e di ricalcolo delle “pensioni d’oro”, ma senza specificare con quale meccanismo.

Riforma delle pensioni 2023: le novità
Riforma delle pensioni 2023: le novità

Riforma delle pensioni: M5S, Pd e Terzo polo

Il Partito democratico punta come si legge nel programma elettorale a maggiore flessibilità “a partire dai 63 anni di età e da realizzarsi nell’ambito dell’attuale regime contributivo e in coerenza con l’equilibrio di medio e lungo termine del sistema previdenziale”. Inoltre Letta promette anche una pensione di garanzia per le nuove generazioni “che garantisca una pensione dignitosa a chi ha carriere lavorative discontinue e precarie” ed infine di rendere strutturali Ape sociale Opzione donna. I suoi alleati Verdi-Sinistra italiana, però, vedono l’uscita dal lavoro a 62 anni o con 41 anni di contributi e una pensione minima almeno di mille euro al mese.

Anche il M5S vuole evitare un ritorno rigido alla Fornero, con un «ampliamento delle categorie dei lavori gravosi e usuranti e attraverso meccanismi di uscita flessibile dal lavoro». Promette pure la pensione anticipata per le mamme lavoratrici, la proroga di Opzione donna e una pensione di garanzia per giovani con carriere intermittenti. Infine ricordiamo che Tridico ha più volte proposto il riscatto gratuito dei contributi per la Laurea.

Infine la coalizione Azione di Calenda- Italia Viva di Renzi non ha nel programma elettorale un punto dedicato alle pensioni, con Calenda che diverse volte ha dichiarato che le pensioni non sono una priorità dell’agenda politica.

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