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In linea generale possiamo dire che un nucleo familiare identifica una serie di persone, legate da parentela, che vivono insieme e condividono l’aspetto economico.
Ma non esiste una sola definizione di nucleo familiare, perciò si parla nello specifico di “nucleo familiare ai fini ISEE”.
Proprio per questo, quando si compila la DSU per richiedere l’ISEE in corso di validità, spesso si fa confusione su chi inserire nel nucleo familiare, anche perché non coincide con lo stato di famiglia anagrafico.
La normativa completa sul nucleo familiare ai fini ISEE si trova nella guida ufficiale redatta dal Ministero del Lavoro e pensata per quanti vogliono richiedere il Reddito di Cittadinanza. Andiamo a vedere in dettaglio tutte le regole!
Indice
- Chi inserire nel nucleo familiare ai fini ISEE: nucleo familiare e stato di famiglia
- Chi inserire nel nucleo familiare ai fini ISEE: regole sui coniugi
- Chi inserire nel nucleo familiare ai fini ISEE: regole sui figli minorenni
- Chi inserire nel nucleo familiare ai fini ISEE: regole sui figli maggiorenni
- Chi inserire nel nucleo familiare ai fini ISEE: quando un familiare si dice a carico?
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Chi inserire nel nucleo familiare ai fini ISEE: nucleo familiare e stato di famiglia
La normativa che delinea chi rientra nel nucleo familiare ai fini ISEE è contenuta nel DPCM 159/2013, ma non corrisponde allo stato di famiglia anagrafico.
Lo stato di famiglia anagrafico implica che le persone vivano insieme e siano coniugi o parenti. Diversamente, due persone non legate da parentela possono vivere insieme e avere due stati di famiglia diversi.
In dettaglio, lo stato di famiglia anagrafico è un certificato rilasciato dal comune. Esso contiene l’insieme delle persone che coabitano e hanno la stessa residenza, legate da un vincolo di matrimonio, parentela, tutela, adozione o affettivo.
Ad esempio, le coppie sposate e conviventi hanno un unico stato di famiglia. Una coppia convivente, ma non sposata, può avere due stati di famiglia o fare richiesta di rientrare nello stesso.
Nel nucleo familiare ai fini ISEE, invece, si considerano non solo tutte le persone che rientrano nello stato di famiglia anagrafico, ma anche le persone fiscalmente a carico e non conviventi.
Per esempio, un figlio che studia fuori all’università e ha una residenza diversa dai familiari, ma risultata a carico degli stessi, rientra anche nel loro nucleo familiare ai fini ISEE.
Vediamo quali sono in dettaglio le regole e le eccezioni che si applicano alle diverse casistiche.
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Chi inserire nel nucleo familiare ai fini ISEE: regole sui coniugi
Per quanto riguarda le coppie sposate o le persone legate da unione civile, la normativa stabilisce che:
- se i coniugi convivono e hanno la stessa residenza, ma sono a carico di altre persone, rientrano comunque nello stesso nucleo familiare;
- se i coniugi non hanno la stessa residenza, questi fanno comunque parte del medesimo nucleo familiare, ma devono scegliere quale stato famiglia tenere in considerazione;
- se i coniugi non hanno la stessa residenza, ma uno dei due vive all’estero, questo rientra nel nucleo familiare della persona che vive in Italia solo se è iscritto all’AIRE, che è l’anagrafe dei cittadini italiani residenti all’estero;
- dopo separazione e divorzio se i coniugi continuano a vivere insieme fanno parte dello stesso nucleo familiare.
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Chi inserire nel nucleo familiare ai fini ISEE: regole sui figli minorenni
Per quanto riguarda i figli a carico da inserire nell’ISEE, bisogna prima di tutto fare una distinzione tra maggiorenni e minorenni.
La normativa che identifica il nucleo familiare ai fini ISEE stabilisce, per i figli minorenni o i minori in affido, queste regole:
- i figli minorenni sono sempre inclusi nel nucleo familiare del genitore con cui vivono, anche se a carico dell’altro genitore;
- i figli che non vivono con i genitori e sono sullo stato di famiglia di altre persone, come un parente, fanno parte del nucleo familiare dei genitori a meno che non vi sia un provvedimento di affido definitivo o temporaneo;
- i minori in affidamento preadottivo fanno sempre parte del nucleo familiare affidatario e non dei genitori naturali.
Facciamo un esempio pratico per capire meglio e immaginiamo una coppia divorziata con un figlio minorenne che vive con la madre, ma è a carico di entrambi i genitori.
Il padre quando compila la DSU per richiedere l’ISEE non inserirà il figlio nel nucleo familiare, perché rientra in quello della madre.

Chi inserire nel nucleo familiare ai fini ISEE: regole sui figli maggiorenni
I figli maggiorenni che vivono con i genitori fanno parte dello stesso nucleo familiare, negli altri casi la situazione è un po’ diversa, ovvero:
- se un figlio è a carico dei genitori e non vive con loro, se non è sposato e non ha figli, fa parte del nucleo familiare dei genitori;
- se un figlio è a carico dei genitori e non vive con loro, però è sposato o ha figli, non fa parte dello stesso nucleo familiare dei genitori;
- se un figlio non convivente risulta a carico di un solo genitore, fa parte del suo nucleo familiare. Se è carico di entrambi e questi hanno stati di famiglia diversi deve scegliere uno dei due. Sempre se rispetta i requisiti per rientrare nel loro nucleo familiare.
Può essere utile fare un esempio, immaginiamo una persona maggiorenne che convive (senza essere sposato) con il partner, ma è a carico dei genitori. In questo caso il figlio rientra comunque nello stato di famiglia dei genitori.
Se invece lui e il partner avessero anche un figlio, allora non potrebbe rientrare nel nucleo familiare dei genitori e avrebbero due ISEE diversi.
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Chi inserire nel nucleo familiare ai fini ISEE: quando un familiare si dice a carico?
Per concludere vediamo come si determina quando una persona è “a carico fiscale” dei familiari.
In base alla normativa un familiare maggiorenne può essere considerato a carico dei genitori:
- se il suo reddito complessivo lordo non supera i 2.840,51 euro;
- solo se il familiare ha meno di 24 anni, se nell’anno di imposta precedente il reddito complessivo lordo non supera i 4.000 euro.
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