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Nuove buste paga a marzo 2022, ecco cosa cambia

Nuove buste paga a marzo: vediamo come cambiano i cedolini per 22 milioni di lavoratori: l'effetto della riforma fiscale è una riduzione delle diseguaglianze.

di The Wam

Febbraio 2022

Nuove buste paga a marzo 2022, ecco cosa cambia per 22 milioni di lavoratori. Tra nuova Irpef, Assegno Unico, Bonus 100 euro e diverse detrazioni familiari, il cedolino dello stipendio sarà molto diverso. (Scopri le ultime notizie e poi Leggi su Telegram tutte le news sull’Assegno Unico. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Il netto in busta paga migliorerà per tutti i lavoratori che hanno un salario annuale fino a 50mila euro.

Per chi supera quella soglia andrà meno bene, anche se dovranno essere calcolati gli effetti delle detrazioni per i familiari a carico (fino a 21 anni).

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Nuove buste paga a marzo 2022 : non tutti sono pronti

Non tutte le aziende sono pronte per i nuovi cedolini. Bisognerebbe esserlo già marzo, ma c’è tempo per i datori di lavoro fino ad aprile per adeguarsi (con il conguaglio dei primi 3 mesi).

Lo ha chiarito con la circolare numero 4/E del 18 febbraio l’Agenzia delle Entrate. Nella nota l’ente fornisce altre precisazioni sulla tassazione Irpef e l’esclusione dall’Irap per commercianti, professionisti e artigiani (come è stato previsto nell’ultima Legge di Bilancio).

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Nuove buste paga a marzo 2022: addio detrazioni

Oltre agli effetti della riforma dell’Irpef, i cedolini di marzo riporteranno anche quelli del nuovo assegno unico per i figli fino a 21 anni di età. Per i lavoratori scompariranno le tradizionali detrazioni fiscali e verrà erogato il nuovo sostegno approvato dal governo. Ma solo se il dipendente ne abbia fatto richiesta entro il 28 febbraio, altrimenti l’assegno unico verrà riconosciuto il mese successivo a quello in cui è stata presentata la domanda.

E c’è un’altra novità: a marzo gli assegni del nucleo familiare non saranno più erogati dal datore di lavoro, il contributo infatti viene inserito nel nuovo assegno universale.

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Nuove buste paga a marzo 2022: Irpef a 4 scaglioni

La nota dell’Agenzia delle Entrate si sofferma in particolare sulle nuove aliquote, gli scaglioni d’imposta, la rimodulazione delle detrazioni da lavoro dipendente, da pensione, da lavoro autonomo. E scende anche sul pratico (per evitare equivoci), con una serie di esempi e simulazioni.

L’Agenzia ha ricordato che la nuova Irpef deve essere rimodulata su 4 aliquote (erano 5):

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Nuove buste paga a marzo 2022: vantaggi ai redditi bassi

Secondo i calcoli del Dipartimento, sono 1,13 milioni i nuclei familiari che si trovano nel primo scaglione di reddito, quello che comprende le persone che da un punto di vista economico sono più vulnerabili. Per queste famiglie il beneficio medio della nuova impostazione fiscale sarà in media di 1.935 euro l’anno.

Quella cifra ha una incidenza sul reddito loro pari all’11,6%. Un vantaggio che è in gran parte dovuto all’assegno unico.

Nuove buste paga a marzo 2022: effetto redistributivo

Il beneficio si riduce per i nuclei familiari che rientrano negli altri scaglioni. In quello successivo (tra 15.000 e 28.000 euro), il vantaggio economico scende in media a 500 euro.

La nuova impostazione ha un effetto redistributivo sicuramente migliore rispetto al passato. La diseguaglianza nella distribuzione del reddito diminuisce dell’1,65% (è stato calcolato con l’indice Gini).

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Nuove buste paga a marzo 2022: soprattutto al Sud

L’effetto redistributivo è più rilevante nelle regioni del Mezzogiorno rispetto a quelle del Centro – Nord.

Un dato che risulta anche dall’indice di redistribuzione globale:

«Gli effetti redistributivi per area geografica delle due riforme mostrano nel complesso un miglioramento nelle disuguaglianze territoriali. – spiega l’Agenzia delle Entrate -. Infatti, nel Sud Italia, l’indice di Gini calcolato per il reddito disponibile familiare presenta una riduzione maggiore rispetto allo stesso indicatore calcolato per le altre aree territoriali (-2,50%, contro il -1,66% del Centro e il -1,30% del Nord)».

«Nel complesso – aggiunge la nota di approfondimento – i risultati segnalano che la revisione dell’Irpef e l’introduzione del nuovo assegno unico universale sono strumenti efficaci per ridurre la disuguaglianza dei redditi disponibili».

Sarà tutto più chiaro con l’arrivo dei nuovi cedolini. A marzo per alcuni, ad aprile per tutti.

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