Nuove restrizioni covid in Italia dal 16 gennaio

Nuove restrizioni covid in Italia: saranno introdotte con il nuovo decreto Conte che entrerà in vigore il prossimo 16 gennaio con zone a rischio più rigide e altri divieti. L'Iss è particolarmente allarmato per l'evoluzione della curva pandemica in Italia ma anche dalle drammatiche notizie in arrivo da tutte Europa, dove ieri si è registrato il record di morti.

5' di lettura

Nuove restrizioni covid in Italia: sono in arrivo e sono inevitabili. Divieti e obblighi saranno inseriti nel nuovo decreto Conte che sarà in vigore dal 16 gennaio. Cinque regioni sono già in fascia arancione, presto – con i nuovi criteri – avranno lo stesso colore anche altre zone delle Penisola e altre ancora entreranno in fascia rossa.

Numero record di morti in Europa

L’Istituto Superiore della Sanità ha descritto al governo una situazione di grande allarme, nel giorno stesso in cui l’Europa ha fatto contare un numero record di morti.

«Nel periodo tra il 15 e il 28 dicembre – si legge nel report consegnato al presidente Conte e al ministro della Salute, Roberto Speranza – l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1.03, in aumento da un mese e dopo sei settimane di nuovo sopra a 1»,

Se si considera che dal 28 dicembre la situazione epidemiologica in Italia è costantemente peggiorata il quadro è ancora più chiaro.

Misure in linea con quelle adottate durante le feste

Il nuovo decreto Conte (dpcm), confermerà gran parte delle restrizioni e degli obblighi già adottati durante la zona rossa delle feste di fine anno e sarà più semplice – con l’aggiunta di nuovi parametri – entrare nella fascia più alta di rischio.

Tra qualche paragrafo elenchiamo le misure che saranno inserite nel governo (ma se la situazione epidemiologica dovesse compromettersi ancora nei prossimi giorni non si escludono ulteriori obblighi e divieti).

Le varianti più contagiose di covid

Oltre alle conseguenze per le feste di Natale (si sapeva che sarebbe accaduto), l’allarme arriva dal «contesto europeo», che è «caratterizzato – scrivono gli esperti dell’Iss – da un nuovo aumento del numero dei casi in molti Paesi Europei e la circolazione delle varianti virali con una potenziale maggiore capacità di trasmissione».

Il Regno Unito nel dramma

Vi basta andare a verificare gli ultimi dati provenienti dal Regno Unito: da dieci giorni si registrano più di 50.000 casi al giorno (in alcuni anche 60.000). Solo ieri i morti sono stati 1.325. Con un totale che ha ormai raggiunto quota 80.000. Anche la Germania, che nella prima fase della pandemia aveva numeri molto meno drammatici, ha contato ieri 1.188 decessi.

«L’epidemia – e questo è il chiaro avvertimento degli scienziati italiani – si trova in una fase delicata che sembra preludere a un nuovo rapido aumento nel numero dei casi nelle prossime settimane se non venissero definite e implementate rigorosamente misure di mitigazione più stringenti».

Ovvero: nuove restrizioni covid in Italia. Resteranno le fasce, con una stretta che dovrebbe rendere più consistenti i divieti nelle zone di rischio e “facilitare” il passaggio nella fascia rossa o arancione.

Nuove restrizioni covid in Italia: le regioni a rischio

Come saprete sono già cinque le regioni in zona arancione (dopo l’ordinanza del ministro Roberto Speranza): Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Sicilia e Calabria. Alcune di loro – il Veneto in particolare – sono di fatto, con i parametri che verranno introdotti – già in zona rossa. Emilia Romagna, Lombardia e Sicilia, quasi.

Ma le regioni a rischio in Italia sono anche altre: il Friuli Venezia Giulia, il Piemonte, le province autonome di Bolzano e Trento, la Puglia, l’Umbria. Mentre sta diventando pesante anche la situazione del Lazio, che negli ultimi mesi aveva retto bene l’impatto della pandemia.

Il governo non ha intenzione di rinunciare alla divisione del Paese in fasce di rischio, anche perché l’alternativa sarebbe il lockdown nazionale, che ha costi sociali ed economici ancora più rilevanti, e magari non tollerati in quei territori dove il contagio da covid non è elevato.

Ma – come detto – si lavora a un aggravamento delle restrizioni. Una situazione come quella britannica pregiudicherebbe la campagna vaccinale: salterebbe tutta la tempistica, non sarebbe più ipotizzabile il raggiungimento dell’immunità di gregge in autunno.

Nuove restrizioni covid in Italia: le misure

Sarà sicuramente prorogato il divieto, anche in fascia gialla, di varcare i confini della regione di residenza. Neppure per raggiungere le seconde case. Si potrà fare solo per validi motivi e con autocertificazione.

Divieti nei comuni e limiti alle visite

Nelle zone rosse e arancione non sarà possibile spostarsi dai comuni di residenza, con la consueta deroga per chi abita in comune con meno di 5.000 abitanti: potranno spostarsi entri un raggio di 30 chilometri, ma non potranno uscire fuori regione o raggiungere il comune capoluogo.

In zona rossa saranno consentite a visite ad amici e parenti: ma non più di due persone (e con un massimo di due minori che hanno meno di 14 anni o diabili).

Niente da fare per bar e ristoranti

Anche nelle regioni gialle resterà l’obbligo per bar e ristoranti di chiudere entro le 18, e sarà consentita in questo orario solo la vendita da asporto o la consegna a domicilio. Per questo settore i giorni duri continuano.

Palestre, piscine

Resteranno al momento ancora chiuse sia le palestre, sia le piscine. Il governo sta studiando un protocollo specifico per verificare se esiste la possibilità di consentire l’apertura delle strutture anche solo per delle lezioni individuali.

Ma è un quadro in costante divenire, così come è in evoluzione la situazione pandemica in Italia e in Europa. La situazione è preoccupante, ma tutti ritenevano possibile una nuova feroce ondata di contagi proprio a gennaio. Riuscire a contenerla ora il più possibile potrebbe garantire un prosieguo dell’anno con qualche libertà in più. Ma si uscirà da tunnel solo dopo che buona parte della popolazione verrà immunizzata.

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