Nuovi concorsi per la scuola: cosa cambia e per chi

Nuovi concorsi per la scuola. Con il decreto del Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta cancella le preselettive e rischia di penalizzare i neolaureati nei concorsi per docenti, inclusi quelli già banditi. Cosa cambia.

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Nuovi concorsi per la scuola: con il decreto del Ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, cancella le preselettive e rischia di penalizzare i neolaureati nei concorsi per docenti, inclusi quelli già banditi. Ecco cosa cambia.

    Nuovi concorsi per la scuola: cosa cambia con Brunetta

    La semplificazione dei concorsi pubblici per assumere risorse nella PA in breve tempo e aumentare l’efficienza della macchina statale si rivela un’arma a doppio taglio.

    Per velocizzare la progressione dei concorsi il Ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, ha soppresso le prove preselettive, sostituendole con una valutazione dei titoli.

    Questo passaggio, passato in sordina, per quanto riguarda i concorsi rivolti alla scuola rischia di tramutare i concorsi ordinari banditi nel 2020 dalla Ministra Lucia Azzolina in concorsi «straordinari» mascherati. Lo ha spiegato il Corriere della Sera:

    «I due concorsi ordinari per oltre 40 mila posti nella scuola» si legge sul Corriere «rischiano di trasformarsi in concorsi straordinari camuffati, riservati ai precari storici e ai quali sarà pressoché impossibile accedere ai giovani laureati».

    L’eliminazione della preselettiva, attuata in base all’art. 10 del decreto legge 44/2021, stabilisce che la preselezione ,di fatto, deve dipendere dalla «valutazione dei titoli riconosciuti per legge»: come l’ottenimento di un master e gli anni di servizio accumulati nella scuola.

    Così facendo si rischia l’esclusione di fatto dei giovani laureati che, anche avendo brillantemente concluso gli studi, non potranno competere con chi ha anni di esperienza perché il titolo di servizio pesa molto di più.

    Nuovi concorsi per la scuola: cosa cambia?
    Nuovi concorsi per la scuola: cosa cambia con Brunetta e Bianchi

    Nuovi concorsi per la scuola: a Bianchi l’ultima parola

    Un esito più che paradossale. Non ci sono ancora informazioni certe su come questi titoli, sia di studio che di servizio, verranno valutati in sede di concorso.

    Una cosa è certa: l’ultima parola spetterà al Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, dato che i concorsi per la scuola erano stati già banditi con regole diverse, il Ministro avrà la facoltà di decidere se mantenere la preselettiva o se scegliere di valutare i titoli e, in quel caso, come valutarli.

    «Spetterà al Ministro Bianchi, quindi, decidere se mantenere la prova preselettiva – dando a tutti i candidati pari opportunità di accedere alla seconda fase del concorso – oppure se sostituirla con una valutazione dei titoli favorendo così i precari storici». (Money.it)

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