Finalmente è possibile richiedere i nuovi contributi a fondo perduto perequativo, che vanno a compensare le perdite di fatturato dovute all’emergenza coronavirus nel 2020 - Scopri le ultime notizie su bonus e agevolazioni Inps. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
Dopo un lungo lavoro di coordinamento con il Ministero delle Finanze, l’Agenzia delle Entrate ha approvato il modello di istanza e reso disponibile, sul proprio sito, la procedura per fare domanda.
Vista però la complessità della richiesta l’Agenzia ha preferito pubblicare una mini-guida che mostri come compilare i quadri più importanti del modulo, proprio per evitare di rifiutare domande per puri errori formali.
Per una panoramica più ampia sui nuovi contributi a fondo perduto perequativo vi consigliamo la lettura di quest’altro articolo, in questa occasione ci concentreremo sulla richiesta dell’agevolazione.
- Nuovi contributi a fondo perduto, l’istanza
- Nuovi contributi a fondo perduto, determinazione dei compensi
- Nuovi contributi a fondo perduto, cos’è il minor importo
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Nuovi contributi a fondo perduto, l’istanza
La domanda per ottenere i nuovi contributi a fondo perduto perequativo può essere inoltrata, come di consueto, o autonomamente oppure tramite professionisti abilitati.
Chiunque voglia farlo in autonomia dovrà andare sul sito dell’Agenzia delle Entrate e:
- Accedere nell’area utente con identità digitale (SPID, CIE, CNS);
- Cliccare su «Fatture e corrispettivi»;
- Cliccare sulla procedura web indicata nel banner in sovraimpressione o selezionarla dopo averla cercata nella casella di ricerca.
Il modello di istanza, approvato con il Provvedimento del 4 settembre 2021, oltre ai dati anagrafici e dell’impresa, contiene tre campi di fondamentale importanza:
- Quantificazione di ricavi e compensi del 2019;
- Riduzione del risultato economico di esercizio (REE) del 2020 rispetto al 2019;
- Prospetto sugli aiuti da ricevuti.
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Nuovi contributi a fondo perduto, determinazione dei compensi
Per poter ottenere i nuovi contributi a fondo perduto l’azienda non deve aver percepito ricavi e compensi per oltre 10 milioni di euro.
In caso di imprese multi-attività bisognerà sommare tutti i ricavi di tutte le attività esercitate.
Per chi produce reddito agrario si dovrà fare riferimento al volume d’affari indicato nel rigo VE50 della Dichiarazione IVA 2020. Soggetti con più attività dovranno sommare tutti i volumi d’affari.
In caso invece di un subentro societario o di una acquisizione, si dovranno sommare compensi e ricavi di entrambe le società.
Nuovi contributi a fondo perduto, cos’è il minor importo
Nell’istanza andrà compilato il «minor importo richiesto», questo campo va quantificato considerando il risultato economico di esercizio del 2020, che dovrà essere inferiore di almeno il 30% rispetto a quello del 2019.
Una volta quantificati i REE 2020 e 2019 si dovrà ottenere la differenza fra i due. A questa vanno sottratti gli aiuti eventualmente già ottenuti dai vari aiuti Covid, ossia:
- Rilancio (art. 25, D.L. n. 34/2020);
- Centri storici e santuari (art. 59, D.L. n. 104/2020);
- Comuni montani (art. 60, D.L. n. 104/2020);
- Ristori, Ristori bis e maggiorazione 50% zone rosse (articoli 1, 1-bis e 1-ter del D.L. n. 137/2020);
- Natale (art. 2, D.L. n. 172/2020);
- Sostegni (art. 1, D.L. n. 41/2021);
- Sostegni bis automatico (art. 1, commi da 1 a 3, D.L. n. 73/2021);
- Sostegni bis attività stagionali (art. 1, commi da 5 a 13, D.L. n. 73/2021).
A questa ulteriore differenza vanno applicate le percentuali del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il risultato andrà inserito nel campo «minor importo».
Ricordiamo, infatti, che questo passaggio è necessario perché non è previsto un importo minimo erogabile. Significa che ad alcune aziende potrebbe non spettare nulla.
Ecco le percentuali previste per i nuovi contributi a fondo perduto perequativo:
- 30%, se ricavi e i compensi del 2019 sono inferiori o pari a 100.000 euro;
- 20%, se ricavi e i compensi del 2019 superano i 100.000 euro ma non 400.000 di euro;
- 15%, se ricavi e i compensi del 2019 superano i 400.000 euro ma non 1.000.000 di euro;
- 10%, se ricavi e i compensi del 2019 superano 1.000.000 di euro ma non 5.000.000 di euro;
- 5%, se ricavi e i compensi del 2019 superano 5.000.000 di euro ma non 10.000.000 di euro.
