Nuovi pagamenti assegno unico: come so che la somma è giusta

Nuovi pagamenti assegno unico temporaneo figli: scopri a chi spettano e come verificare se gli importi ricevuti sono corretti.

4' di lettura

Nuovi pagamenti in arrivo per l’assegno unico temporaneo. Ieri sono stati erogati degli accrediti, relativi a settembre, per alcuni beneficiari. Come si controlla se l’importo è corretto? Come si può sapere, insomma, se INPS ha versato i soldi dovuti?

In questo articolo parleremo di:

  • nuovi pagamenti dell’assegno unico temporaneo
  • come controllare l’importo del contributo
  • cosa cambia con il reddito di cittadinanza

INDICE

Assegno unico temporaneo: pagamenti in arrivo – A chi spettano?

Da ieri, 14 ottobre 2021, stanno arrivando i pagamenti dell’assegno unico temporaneo per alcuni beneficiari. Le ricariche sono riferite ai mesi di agosto e di settembre. Le date di accredito del contributo, per i figli a carico, cambiano da beneficiario a beneficiario.

L’INPS ha assicurato che riuscirà a pagare tutti gli arretrati, calcolati dal mese di luglio, entro fine ottobre.

Per chiedere gli arretrati dell’assegno temporaneo, bisogna presentare la domanda per il sussidio prima del 31 ottobre 2021. Chi riceve il reddito di cittadinanza, invece, non deve fare richiesta per il bonus figli e avrà diritto a una integrazione automatica sulla Carta Rdc.

Ma come si controlla che gli importi dell’assegno unico temporaneo siano giusti? Ne parliamo nel prossimo paragrafo.

Assegno unico temporaneo – Come si calcolano gli importi?

Per controllare se l’importo del contributo è corretto:

  1. Controlla l’ISEE che hai usato per fare domanda dell’assegno temporaneo
  2. Visita questa pagina dove ci sono le tabelle degli importi
  3. Verifica a quale fascia ISEE appartieni
  4. Moltiplica l’importo corrispondente per il numero totale dei figli
  5. Ricordati che per ogni figlio con disabilità è prevista una maggiorazione di 50 euro

Cosa fare se l’importo è sbagliato? Al momento non esiste una procedura ufficiale di rettifica e ricorso. Si può aprire una segnalazione attraverso il servizio online “INPS risponde”. In questo articolo abbiamo spiegato come usarlo.

In alternativa puoi contattare il call center Inps ai numeri 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 da cellulare. Per recarsi in una sede provinciale INPS potrebbe essere necessario effettuare la prenotazione. Ecco una pagina dell’Istituto che può esserti d’aiuto https://www.inps.it/prestazioni-servizi/servizio/2376.

Cosa succede se si riceve il reddito di cittadinanza? Ne parliamo nel prossimo paragrafo.

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Assegno unico temporaneo e reddito di cittadinanza – Quanto spetta?

Chi riceve l’Rdc ha diritto a una integrazione, sulla carta del reddito di cittadinanza, che è pari all’importo dell’assegno temporaneo di base senza la quota minori Rdc.

Ora vedremo come calcolare subito la quota minori e come ottenere l’importo dell’integrazione.

Facciamo un esempio con una famiglia composta da due genitori e due figli minori, con un ISEE di 5mila euro e un Rdc mensile di 700 euro. Per calcolare l’integrazione si procederà così:

  1. Calcola la scala di equivalenza della tua famiglia
    • Chi fa domanda ha valore “1”, ogni maggiorenne “0,4” e ogni minorenne “0,2”
    • Nel nostro caso quindi il valore complessivo sarà di 1,8
  2. Calcola la quota minori Rdc
    • [(Importo mensile Rdc (700 euro) x valore minori (0,4)]: valore complessivo della famiglia (1,8)] = 155,55 euro
  3. Sottrai all’importo base dell’assegno temporaneo la quota minori Rdc
    • [(167,5 x 2 figli) – 155,55 euro] = 179,45 euro

Assegno unico temporaneo: a chi spetta? – I requisiti

Le famiglie che chiedono il contributo devono rispettare questi requisiti:

    1. essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea, o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno semestrale;
    2. essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito (IRPEF) in Italia;
    3. essere residente e domiciliato in Italia con i figli a carico fino al compimento del diciottesimo anno d’età;
    4. essere residente in Italia da almeno due anni, anche non continuativi, ovvero essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale;
    5. Avere un indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) in corso di validità inferiore a 50mila euro

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