Arresti Avellino Clan Partenio 2, aste: nomi, accuse e cifre

Nuovo Clan Partenio: quattordici arresti ad Avellino. Ecco nomi e cifre dell'inchiesta che si incrocia con le aste giudiziarie che sarebbero state truccate.

4' di lettura

Arresti ad Avellino nell’inchiesta sul Nuovo Clan Partenio. Questa mattina i carabinieri del comando provinciale del capoluogo irpino e i militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli hanno eseguito quattordici misure cautelari (otto in carcere e sei ai domiciliari) e il sequestro preventivo di cinque società e altri beni (fra crediti, quote sociali e azioni) per un valore complessivo di oltre quattro milioni di euro.

L’indagine è condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli (Pm Simona Rossi, Henry John Woodcock, Luigi Landolfi e Anna Frasca).

Le ipotesi di reato

Gli indagati sono accusati a vario titolo e con diversi gradi di responsabilità (accuse che ora dovranno passare al vaglio di un giudice) di Associazione per delinquere di tipo mafioso, Estorsione, Scambio elettorale politico-mafioso, Turbata libertà degli incanti, Falsità materiale, Truffa, Trasferimento fraudolento di valori e Riciclaggio.

Arresti Nuovo Clan Partenio: i nomi

Gli arresti in carcere sono stati eseguiti a carico di:

Livia Forte, 59 anni, di Avellino

Modestino Forte, 54 anni, di Avellino

Armando Pompeo Aprile, 61 anni, di Avellino

Beniamino Pagano, 40 anni, di Mercogliano

Damiano Genovese (che era già ai domiciliari), 37 anni, di Avellino

Carlo Dello Russo, 43 anni, di Mercogliano (già in carcere)

Nicola Galdieri, 45 anni, di Mercogliano (già in carcere)

Pasquale Galdieri, di 46 anni, di Mercogliano (già in carcere)

AI DOMICILIARI

Antonio Ciccone, 43 anni, di Avellino

Antonio Barone, 44 anni, di Avellino

Gianluca Formisano, 36 anni, di Serino

Emanuele Barbati, 43 anni, di Manocalzati

Manlio Di Benedetto, 41 anni, di Atripalda

Mario Gisolfi, 61 anni, di Montoro

Le società sequestrate

  1. LARA IMMOBILIARE S.r.l., con sede a Roma;

  2. PUNTO FINANCE S.r.l., con sede a Roma;

  3. RINASCIMENTO ITALIANO S.r.l., con sede ad Anzio;

  4. ARCA DI NOE’ S.r.l., con sede a Serino;

  5. NUVOLA S.r.l., con sede ad Avellino.

Nuovo clan Partenio: l’indagine

L’indagine prende spunto dall’inchiesta principale che aveva già portato a ventidue arresti. Questi accertamenti si focalizzano su quello che era considerato il motore economico del Clan.

Nelle carte si fa riferimento alle elezioni del Consiglio Comunale di Avellino del giugno 2018 quando, per l’accusa, Damiano Genovese (figlio del boss del primo Clan Partenio, Amedeo) sarebbe stato eletto consigliere comunale grazie anche a persone vicine al Nuovo Clan Partenio, in cambio della riassegnazione di un centro sportivo sito in Avellino.

Il patrimonio sequestrato

L’intero patrimonio sequestrato ammonta a 59 fabbricati e 26 terreni ai quali si aggiungono un milione e mezzo di euro sequestrato agli indagati fra conti personali e altri beni. E’ in corso, inoltre, un sequestro preventivo relativo a 5 società: 1 struttura di assistenza sociale-residenziale; 2 società immobiliari; 1 società di consulenza amministrativa; 1 attività di ristorazione.

Che succede ora?

Le persone raggiunte da misure cautelari, nei prossimi giorni, saranno interrogate dal gip e avranno la possibilità di chiarire la loro posizione. Poi le difese (affidate fra gli altri agli avvocati Gaetano Aufiero, Gerardo Santamaria, Fabio Tulimiero, Alberico Villani, Giovanna Perna, Nello Pizza e Carmine Danna) potrebbero decidere di ricorrere al Riesame.

L’accusa del voto condizionato

Per gli inquirenti il Nuovo Clan Partenio ha ostacolato il libero esercizio del voto, procurando preferenze per Damiano Genovese, l’ex consigliere comunale e per Sabino Morano (indagato a piede libero), ex segretario provinciale della Lega, autosospeso e indagato dalla DDA di Napoli.

Il clan, secondo gli inquirenti, ha interferito con le elezioni amministrative di Avellino nel giugno del 2018.

Il processo al Nuovo Clan Partenio

Intanto, a fine novembre, entrerà nel vivo il processo a carico dei ventidue imputati finiti nell’inchiesta sul gruppo criminale. Si tratta dell’indagine sul “braccio armato” della presunta associazione a delinquere. Il procedimento penale è stato trasferito all’aula bunker di Napoli.

Le accuse all’ala armata

Il gip, Fabrizio Finamore, quando parlava del Nuovo Clan Partenio, descriveva un organismo complesso, capace in alcune circostanze di sostituirsi a un tribunale, per dirimere questioni che spaziano dagli sfratti ai prestiti per piccole spese. L’usura e l’estorsione assumevano un ruolo preponderante nella prima ordinanza cautelare. Nella nuova operazione, eseguita questa mattina, ci si riferisce invece agli interessi economici che muovevano il gruppo criminale.

Il vecchio Clan Partenio

Il nome di Nuovo Clan Partenio, non è casuale. Per gli inquirenti, infatti, il gruppo criminale è nato dalle ceneri della vecchia associazione a delinquere che a fine anni ’90 ha insanguinato la provincia di Avellino, gestendo ingenti traffici di cocaina, confrontandosi con gruppi criminali dello spessore dei Cava e dei Graziano.

Un’organizzazione, che faceva capo ai cugini Genovese, poi decimata dagli arresti. Alcune delle persone, che gravitavano in quell’orbita, sono poi confluite nel nuovo gruppo criminale. (Qui il dossier completo di TheWam.net sul primo Clan Partenio).

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