Nuovo decreto. Stop viaggi all’estero. Tutte le restrizioni

Nel nuovo decreto del governo sarà resa obbligatoria la quarantena di 15 giorni anche per chi si reca in Svizzera, Austria e Slovenia. Vacanze sulla neve addio. Riduzione degli spostamenti anche tra zone gialle. Ma sono previste deroghe. Governo al lavoro per il 4 dicembre.

Nuovo decreto. Stop viaggi all'estero. Tutte le restrizioni
Nel nuovo decreto del governo per arginare la diffusione del coronavirus imposta la quarantena obbligatoria per chi va in vacanza sulla neve all'estero.
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Se avete intenzione di trascorrere le vacanze di Natale all’estero, pensateci bene. Al ritorno sarete costretti a trascorrere un periodo di quarantena, per il coronavirus, che potrebbe durare quindici giorni. Nella lista dei Paesi a rischio, e quindi quelli dove è previsto l’isolamento di rientro, oltre a Belgio, Francia, Olanda, Repubblica Ceca, Spagna e Regno Unito, saranno aggiunti nel nuovo decreto Austria, Svizzera e gli altri Stati europei che non chiuderanno le piste da sci. La strategia è chiara: evitare gli spostamenti e rendere impraticabile la scelta degli italiani appassionati di neve che nelle ultime ore sono stati invitati a recarsi nelle località di montagna di Svizzera, Austria e Slovenia.

Oggi nuova riunione tra il governo e i capidelegazione. All’ordine del giorno una serie di misure da inserire nel nuovo decreto e sulle quali c’è ancora discussione. Misure previste per Natale. Il nuovo decreto in questione dovrebbe entrare in vigore il 4 dicembre. Zona gialla, arancione o rossa che sia, le restrizioni inserite del nuovo decreto saranno valide ovunque.

Le feste di fine anno non saranno come Ferragosto

Come hanno già ripetuto in ogni dove esponenti del governo e membri del Comitato tecnico scientifico, quest’inverno non si ripeteranno gli errori che hanno caratterizzato la scorsa estate, in particolare il periodo di Ferragosto, che l’esecutivo associa – come mole di “movimento” – alle imminenti feste di fine anno.

Il governo, sugli impianti di sci, sta cercando di stringere un accordo con Germania e Francia. Un asse con quelle due nazioni e l’obbligo della quarantena per chi si reca altrove, potrebbero essere sufficienti a ridurre e di tanto gli spostamenti degli italiani appassionati di vacanze sulla neve. Si resta a casa e si resta in pochi. Per un anno si può fare.

Divieto di spostamento anche tra Regioni in giallo

E’ probabile che nel nuovo decreto sia inserita anche un’altra restrizione: il divieto di spostamento da una regione all’altra anche se si tratta di territori inseriti nella fascia gialla, quella del rischio moderato. Del resto: la situazione epidemiologica è in lieve ma costante miglioramento, ma gli ospedali sono ancora in affanno, e la circolazione del coronavirus rimane elevata, certo più intensa di questa estate. Il discorso è chiaro: in queste condizioni il Paese non può permettersi lo spostamento nella Penisola di sette, otto milioni di persone. Non può permettersi una terza ondata tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera.

Industria del turismo invernale in affanno

Una linea, quella che il governo vuole imporre nel nuovo decreto, che non trova d’accordo i presidenti di molte regioni, quasi tutte del Nord. Si teme un contraccolpo grave sulla già provata “industria” del turismo in montagna. Non si escludono quindi alcune deroghe. Ma l’impianto complessivo del nuovo decreto dovrebbe rimanere invariato.

Ricongiungimenti familiari

Una delle deroghe previste nel nuovo decreto potrebbe riguardare i ricongiungimenti familiari. Su questo sembra ci sia un certo accordo. Ma congiunti molto prossimi: genitori, figli, coniugi, partner conviventi. Ma anche anziani soli. E stop. Per gli altri niente, si resta dov’è. In attesa che la pandemia deceleri e che arrivi questo benedetto vaccino (o la cura).

Cenone per sei

Sul massimo di persone a tavola per il cenone o il pranzo di Natale, il governo sembra orientato ad arrivare a un massimo di 6, 8 persone. La Germania è arrivata a dieci. Nel nuovo decreto la disposizione sarà in realtà una raccomandazione. Ovvero: nessuno verrà a controllare a casa vostra contando il numero degli invitati. Il governo punta sul buon senso. Una misura che serve a tutelare in particolare gli anziani e le persone che hanno uno stato di salute più fragile.

Saranno invece espressamente vietate – qui nel nuovo decreto si va oltre la raccomandazione – le feste pubbliche e private. Zero veglioni e zero concerti di fine anno. Il 2020 scivolerà via in silenzio. Sarà un anno che ricorderemo. Senza molto piacere.

Aperture dei negozi

Sulle aperture dei negozi il nuovo decreto dovrebbe confermare la linea che sta emergendo con convinzione nell’esecutivo, in raccordo con il Comitato tecnico scientifico e i governatori. Si allunga l’orario di apertura degli esercizi commerciali, spostandolo fino alle 22 per scaglionare meglio le presenze dei clienti, con il conseguente spostamento del coprifuoco (dopo le 22). Centri commerciali aperti anche il sabato e la domenica.

E’ possibile che nei giorni immediatamente precedenti le feste, cioè a partire dal 21, si ripristini il coprifuoco attuale, alle 21 o alle 22.

Le notti delle vigilie

Nel nuovo decreto dovrebbe essere prevista una deroga per andare oltre le 24 la notte di Natale e Capodanno. L’idea è questa. Ma bisognerà valutare la situazione epidemiologica. Se i contagi dovessero continuare a scendere, con un indice Rt ben al di sotto dell’1, con la situazione negli ospedali sotto controllo, non ci dovrebbero essere problemi. Soprattutto per la messa di Natale.

Il nuovo decreto potrebbe anche prevedere delle soglie limite per garantire la riapertura di bar e ristoranti. Con un indice Rt stabilmente sotto l’1, anche nel nuovo decreto si potrebbero ipotizzare aperture serali. Si valuterà settimana dopo settimana. Fino al 3 dicembre, e probabilmente anche oltre.

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