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Nuovo decreto aiuti: tutte le novità e cosa non aspettarsi

In questa breve guida andremo a vedere tutte le novità presenti nel nuovo decreto aiuti che arriverà nelle prossime settimane. Partiamo subito.

di Sara Fannino

Luglio 2022

In questa breve guida andremo a vedere tutte le novità presenti nel nuovo decreto aiuti che arriverà nelle prossime settimane. Partiamo subito (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Vedremo perché il nuovo bonus 200 euro sarà molto diverso dal precedente, mentre l’INPS non ha ancora pagato il contributo economico sul reddito di cittadinanza, fornendo diverse date di accredito attraverso il call center e risposte discordanti. Numerosi saranno gli esclusi, inclusi disoccupati e percettori dell’Rdc, che non riceveranno il nuovo accredito.

Indice

Nuovo decreto aiuti, quali sussidi e agevolazioni?

Il nuovo decreto aiuti dovrebbe arrivare durante la prossima settimana in Consiglio dei ministri. Si tratta di un vero e proprio provvedimento gemello di quello pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 17 maggio 2022, ovvero il decreto aiuti uno.

In questo nuovo pacchetto di misure è stato previsto l’ennesimo taglio dei contributi per tutti i cittadini con redditi medio-bassi, oltre che un’indicizzazione parziale delle pensioni. Anche quest’ultima riguarderà in particolare coloro che hanno gli assegni più bassi e si tratterà di una sorta di rimborso ex post dell’inflazione che è stata subita nel primo semestre dell’anno corrente.

I cittadini, inoltre, dovranno dimenticare la proroga del tanto discusso bonus 200 euro, o meglio, l’indennità una tantum sarà inserita nel nuovo decreto aiuti, ma sarà destinata unicamente a tutte quelle categorie escluse fino ad ora, come i lavoratori precari dei settori scuola e agricoltura. Questo inserimento costerà unicamente poche centinaia di milioni di euro.

Questo maxi provvedimento che aiuterà imprese, lavoratori, pensionati, disoccupati e più in generale le famiglie è stato ampiamente discusso tra governo e sindacati. Per volontà di questi ultimi si è parlato ancora di un’estensione ulteriore del contributo straordinario sugli extra profitti, per cui arrivano anche nuove proposte, come un’applicazione anche al settore bancario.

Quest’ultima idea, però, nonostante abbia accolto numerosi consensi anche da diversi partiti politici, potrebbe non trovare un riscontro nel nuovo decreto aiuti, soprattutto perché troppo complessa da attuare, sia a livello tecnico, che a livello puramente economico.

Secondo le stime effettuate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e da Palazzo Chigi, per il nuovo decreto aiuti dovrebbero essere sufficienti i circa 12 miliardi messi a disposizione per le nuove misure. Senza contare gli altri due miliardi (abbondanti) che occorreranno per sbloccare la maggior parte dei fondi ministeriali messi in stand by nel mese di luglio per finanziare il decreto n. 80 2022.

Il decreto aiuti sarà l’ultimo provvedimento di politica economica effettuato dall’attuale governo Draghi il cui mandato, ricordiamo, cesserà il prossimo 25 settembre, data in cui sono previste le elezioni.

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Nuovo decreto aiuti: bonus 200 euro e taglio delle accise

Vediamo insieme tutte le misure in arrivo nel nuovo decreto aiuti. Partiamo subito da lui, il bonus una tantum 200 euro. Come dicevamo poco fa questo sostegno non sarà prorogato e la motivazione principale riguarda i costi: 6,8 miliardi di euro è un prezzo troppo elevato da sostenere rispetto a tutte le altre misure da attuare per rinnovare gli aiuti fiscali, che sono scaduti o che sono prossimi alla scadenza.

L’indennità una tantum di 200 euro verrà ugualmente inserita nella nuova misura, ma riguarderà solamente tutti i cittadini lavoratori che sono stati esclusi dal primo provvedimento dello scorso maggio.

Un altro punto presente all’interno del nuovo decreto aiuti è il taglio delle accise e dell’iva sulla benzina e sul gasolio. Per ora questa misura è in vigore fino al 21 agosto, ma con il decreto dovrebbe essere prolungata ancora per un periodo di tempo, senza però raggiungere la fine dell’anno, ancora una volta a causa dei costi elevati. Per questa misura, però, non sono solo i costi il problema, poiché il governo ha anche l’esigenza di osservare la dinamica effettiva dei prezzi di benzina e gasolio.

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In sostanza, il taglio delle accise potrebbe durare fino al mese di ottobre e sarà, poi, compito del governo entrante estendere la misura o idearne un’altra, costi permettendo.

Nuovo decreto aiuti: sostegni a lavoratori e pensionati

Il terzo punto del nuovo decreto aiuti riguarda i cittadini con redditi medio-bassi: per costoro arriverà un nuovo sussidio direttamente in busta paga o nei trattamenti pensionistici. In particolare, per i lavoratori arriverà un rafforzamento della decontribuzione, che è stato già avviato con l’ultima legge di bilancio. Ancora non si è giunti a una soluzione e i calcoli sono in corso: quest’intervento potrebbe richiedere circa un miliardo e mezzo di euro e andrebbe a raddoppiare il taglio dello 0,8% che è stato introdotto all’inizio dell’anno corrente. Tra le ipotesi c’è anche quella di arrivare ad un taglio dell’1%.

Anche per questo provvedimento spetterebbe, poi, al governo entrante riconfermare la riduzione del cuneo fiscale, oppure riportare in alto il divario tra lordo e netto nelle buste paga.

Infine, per i pensionati è previsto un anticipo dei meccanismi di recupero dell’inflazione che dovrebbe arrivare già a partire dal mese di settembre, senza aspettare l’anno nuovo. Questa indicizzazione accelerata dovrebbe essere calcolata sull’inflazione delle prime sei mensilità del 2022, più contenuta rispetto ad adesso, e verrebbe scaglionata sulla base del meccanismo delle fasce di pensione.

Il costo per attuare questo provvedimento si aggirerebbe intorno al miliardo di euro, o poco meno.

Gli interventi finanziari più costosi, invece, saranno riservati alla riedizione degli sconti fiscali per il contrasto del caro energia. I costi dovrebbero essere così ripartiti:

Infine, qualche centinaio di milioni dovrebbe arrivare alle amministrazioni territoriali, per un totale di quasi un miliardo di euro. I fondi serviranno soprattutto per fronteggiare la nuova emergenza siccità.

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