Il nuovo decreto firmato da Conte spiegato passo passo

Nuovo decreto Conte spiegato passo passo: cosa dice il Dpcm per spostamenti e attività. Come cambiano obblighi e divieti per i cittadini fino a novembre.

6' di lettura

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il nuovo decreto che entra in vigore domani, lunedì 26 ottobre, e durerà fino al 24 novembre 2020. Nel testo sono state confermate, in sostanza, le anticipazioni della bozza che ieri aveva fatto tanto discutere.

Non passa la linea delle regioni, è stata infatti ribadita la chiusura alle 18 dei locali pubblici. (Qui il testo definitivo del decreto) (Puoi scaricare il documento anche dal link di seguito “Decreto Conte 25 ottobre 2020”).

La domenica e i giorni festivi bar e ristoranti potranno restare aperti (sempre fino alle 18). Il Comitato tecnico scientifico ha ribadito come “l’apertura domenicale dei ristoranti può essere utile per limitare le riunioni familiari”. Chiudono inoltre piscine, palestre e strutture assimilate ritenute, di fatto, “non indispensabili”, restano aperti i servizi per la persona: come parrucchieri ed estetisti.

Col nuovo decreto Conte resta la possibilità di spostarsi fra i comuni e le regioni, ma c’è anche il “consiglio di non farlo” se non per esigenze indispensabili (ormai le conoscete: lavoro, salute, formazione non prorogabile). Per la scuola didattica a distanza solo per le superiori (almeno per il 70% delle attività) e ricorso a orari pomeridiani. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha illustrato le nuove norme alle 13.30.

Il nuovo decreto Conte in breve

Vengono sospese/i:

  • piscine,

  • centri natatori,

  • centri termali,

  • le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò,

  • gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto; impianti sciistici

  • restano sospese attività svolte in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso;


I divieti:

  • sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose (comunioni, battesimi, cresime);

  • sono sospesi i convegni, i congressi e gli altri eventi, ad eccezione di quelli che si svolgono con modalità a distanza,

Gli obblighi:

  • dopo le 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico;

  • si deve indossare la mascherina al chiuso e all’aperto (a eccezione di case e dove è possibile essere isolati da persone che non sono conviventi) ed è escluso dal divieto chi è malato di patologie non compatibili con l’uso della mascherina, i bambini fino a 6 anni e chi svolge attività sportiva;

  • i locali devono esporre all’ingresso il numero massimo di persone consentite nei locali;

  • le attività di ristorazione (tra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), sono consentite dalle ore 5.00 fino alle 18.00;

Le raccomandazioni (non obbligatorie, ma consigliate)


  • Usare le mascherine anche nelle abitazioni quando ci sono persone non conviventi

  • Spostarsi fra comuni, su mezzi pubblici o privati, solo per ragioni urgenti (come lavoro, salute, formazione scolastica non rinviabile)

  • Chiudere strade o piazze dopo le 21 se si evidenziano rischi di assembramenti non controllabili (non è indicato chi dovrebbe occuparsene, ma dovrebbe trattarsi dei sindaci o del Prefetto)

Le “concessioni”:


  • Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti;

  • E’ consentita la consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, e fino alle 24,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze (zone intorno al locale non specificate in modo chiaro)

  • E’ possibile accedere ai luoghi di culto (quindi anche cimiteri) con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, così da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro;

  • E’ possibile frequentare attività svolte da circoli sportivi (esempio quelli per il tennis)

Nuovo decreto Conte: come cambia la scuola

La scuola sarà “costretta” ad adattarsi ancora una volta, dopo i disagi estivi causati dalla “corsa” ad arredi più in linea con l’esigenza di ridurre i contagi: i famosi banchi con le rotelle.

Nel decreto, firmato da Conte, si fa infatti riferimento alla didattica in classe per il primo ciclo di istruzione e servizi educativi per l’infanzia (bambini dai 0 ai 6 anni) e didattica a distanza per almeno il 75% delle attività per licei e scuole superiori.

Le istituzioni scolastiche (sempre per le superiori) vengono spinte ad adottare orari flessibili e, quindi, è molto probabile che si ricorra a turni pomeridiani.

Nuovo decreto di Giuseppe Conte (Foto di Alexandros Michailidis by Shutterstock)

Bus e metropolitane

Il capitolo relativo agli spostamenti mantiene, ancora, la forma “del consiglio” e non dell’obbligo, andando a causare, probabilmente, nuove perplessità.

Nello specifico resta la possibilità di spostarsi fra comuni e regioni, ma si legge come sia fortemente raccomandato a tutte le persone di non “viaggiare, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi”.

Piscine, palestre e centri benessere

Una “nuova mazzata” arriva per i gestori di palestre, piscine, centri benessere e termali, che “vengono sospesi”, a eccezione di “quelli con presidio sanitario obbligatorio o che effettuino l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi”.

Addio anche a sale giochi, sale scommesse, sale bingo, casinò, teatri, cinema al chiuso e all’aperto.

Gli sport professionistici e amatoriali

Per quanto riguarda il calcio si andrà avanti con gli stadi a porte chiuse (senza pubblico), senza ulteriori deroghe (almeno non sono presenti nel decreto). Più divieti sono, invece, previsti per gli sport di contatto: sono confermati quelli svolti a scopo “amatoriale” (rispettando apposite prescrizioni dove previsto), ma vengono fermate – anche per gli allenamenti (vanno chiarite le modalità) – tutte le attività dei livelli provinciale e soprattutto regionale.

Nel calcio, come ricorda la Gazzetta dello Sport, giocano Serie A, B, C e D, ma si ferma tutta l’attività dall’Eccellenza in giù, nel femminile sì a Serie A e B;

nel calcio a 5 avanti Serie A, A2 e B maschile e A e A2 femminile;

nel basket proseguono i campionati nazionali di A, A2, B nel maschile e A1 e A2 femminile;

nella pallamano ammesse A1 e A2 maschile e femminile (le donne dovevano ancora iniziare);

per quanto riguarda la pallavolo saranno confermati i campionati di Serie A e di Serie B maschili e femminili e una parte dei tornei giovanili.

Negozi

Si “salvano” i negozi, il capitolo dedicato precisa infatti che: “attività commerciali al dettaglio si svolgono a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, ingressi in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni”.

Bar e ristoranti

Per quanto riguarda i servizi di ristorazione, come dicevamo, sono consentite le attività dalle ore 5 alle 18, il consumo a tavolo è possibile per un massimo di quattro persone, deroga ammessa solo se i presenti sono tutti conviventi (abitano sotto lo stesso tetto). Dalle 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico.

“Resta – invece – consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati; la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 24 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze”.

Anche sul capitolo adiacenze (zone intorno) restano diversi punti interrogativi che, probabilmente, saranno chiarito nei prossimi giorni.

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