Nuovo decreto: cosa si può fare dopo le 18 e cosa è vietato

Nuovo decreto Conte: cosa si può fare dopo le 18 e cosa è vietato. Vediamo che prevede il nuovo Dpcm del 25 ottobre 2020 e quali attività chiuderanno.

5' di lettura

Cosa si può fare dopo le 18? Milioni di italiani se lo chiedono da ieri, dopo la pubblicazione del nuovo decreto Conte, che di fatto ridisegna abitudini e attività di diversi settori produttivi, senza dimenticare quelle imprese per le quali il Dpcm del 25 ottobre è una condanna a morte.

Il senso dei provvedimenti, contenuti nel nuovo decreto, è quello di ridurre le attività che i cittadini possono intraprendere, così da spingerli a non uscire di casa dopo le 18. In quest’ottica vanno lette le chiusure di cinema e teatri, ai quali si aggiungono anche palestre e piscine. (Qui il testo definitivo del decreto) (Puoi scaricare il documento anche dal link di seguito “Decreto Conte 25 ottobre 2020”).

Nuovo decreto: si può uscire dopo 18

Ieri, come ripetuto dal presidente del consiglio Giuseppe Conte, non è stato istituito alcun coprifuoco alle 18: dopo quell’ora, perciò, non sarà vietato uscire di casa e passeggiare. Anche se è fortemente consigliato di spostarsi solo per regioni improrogabili. Il famoso scioglilingua di questi mesi: spostamenti autorizzati per motivi di lavoro, salute, formazione e, in genere, quelle non rinviabili.

Gli unici coprifuochi sono quelle regionali. In Lombardia, Campania e Sicilia l’orario in cui non farsi trovare in strada è fissato alle 23, nel Lazio e in Calabria alle 24. Nella regione guidata da Vincenzo De Luca, inoltre, nella nuova ordinanza è vietato lo spostamento fra province fino al 31 ottobre 2020.

Ok all’uscita dopo le 18, ma niente cena al ristorante o aperitivo. Si può invece comprare cibo da asporto, ma è vietato consumarlo nei pressi del locale.

Non c’è limite di orario, quindi (salvo ordinanze regionali), per chi rientra da lavoro o va a fare jogging, ma è fortemente consigliato di incentivare lo smart working (il lavoro a distanza) e la didattica a distanza.

Nuovo decreto. Quali attività chiudono alle 18. (Foto di Cryptographer per Shutterstock)
Nuovo decreto. Quali attività chiudono alle 18. (Foto di Cryptographer per Shutterstock)

Quali attività chiudono alle 18

I ristoranti, i bar, i pub, le gelaterie e le pasticcerie possono rimanere aperti dalle 5 del mattino alle 18. Come chiarito dal nuovo decreto, ai tavoli possono sedere massimo 4 persone, un numero maggiore è consentito solo se sono tutti conviventi. Dopo le 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici. Le consegne a domicilio e l’asporto possono continuare fino alle 24.

E’ consentita la ristorazione negli alberghi e nelle strutture ricettive per i servizi riservati ai clienti che risiedono nella struttura. Ancora aperti, invece, “gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti”.

Sì ai parrucchieri, sconsigliata la visita da amici

E’ possibile andare a fare la spesa al supermercato o nei negozi di alimentari senza limiti di orario. Valgono le stesse regole per farmacie, parrucchieri e centri estetici che non dovranno abbassare la saracinesca, sarà inoltre possibile recarsi nei musei rispettando le regole sul distanziamento sociale.

Il capitolo dei “consigli” è molto vasto. Dopo le 18 è possibile andare a casa di amici o riceverne in abitazione, anche se è fortemente sconsigliato, raccomandazione che vale anche per i mezzi pubblici: in sostanza possono essere ancora presi, anche se si suggerisce di evitare spostamenti non necessari.

Il nuovo decreto in breve

Ricapitoliamo, con questo utile elenco, cosa cambia dopo la pubblicazione del Dpcm firmato dal governo e valido fino al 24 novembre 2020.

Vengono sospese/i:

  • piscine,

  • centri natatori,

  • centri termali,

  • le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò,

  • gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto; impianti sciistici

  • restano sospese attività svolte in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso;


I divieti:

  • sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose (comunioni, battesimi, cresime);

  • sono sospesi i convegni, i congressi e gli altri eventi, ad eccezione di quelli che si svolgono con modalità a distanza,

Gli obblighi:

  • dopo le 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico;

  • si deve indossare la mascherina al chiuso e all’aperto (a eccezione di case e dove è possibile essere isolati da persone che non sono conviventi) ed è escluso dal divieto chi è malato di patologie non compatibili con l’uso della mascherina, i bambini fino a 6 anni e chi svolge attività sportiva;

  • i locali devono esporre all’ingresso il numero massimo di persone consentite nei locali;

  • le attività di ristorazione (tra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), sono consentite dalle ore 5.00 fino alle 18.00;

Le raccomandazioni (non obbligatorie, ma consigliate)


  • Usare le mascherine anche nelle abitazioni quando ci sono persone non conviventi

  • Spostarsi fra comuni, su mezzi pubblici o privati, solo per ragioni urgenti (come lavoro, salute, formazione scolastica non rinviabile)

  • Chiudere strade o piazze dopo le 21 se si evidenziano rischi di assembramenti non controllabili (non è indicato chi dovrebbe occuparsene, ma dovrebbe trattarsi dei sindaci o del Prefetto)

Le “concessioni”:


  • Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti;

  • E’ consentita la consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, e fino alle 24,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze (zone intorno al locale non specificate in modo chiaro)

  • E’ possibile accedere ai luoghi di culto (quindi anche cimiteri) con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, così da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro;

  • E’ possibile frequentare attività svolte da circoli sportivi (esempio quelli per il tennis)

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