Nuovo decreto Conte: mezza Italia diventa arancione

Nuovo decreto Conte: entrerà in vigore dal 16 gennaio mentre già oggi dovrebbero essere decisi i nuovi criteri per imporre le zone colorare nelle singole regioni. Si va verso inevitabili restrizioni. Molte regioni torneranno da gialle ad arancione. Verrà introdotta anche la zona bianca.

Nuovo decreto Conte: mezza Italia diventa arancione
Nuovo decreto Conte: entrerà in vigore dal 16 gennaio mentre già oggi dovrebbero essere decisi i nuovi criteri per imporre le zone colorare nelle singole regioni.
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Con il nuovo decreto Conte sul quale il governo inizia a discutere nelle prossime ore potrebbe imporre la zona arancione per una buona parte delle Regioni, quasi mezza Italia. La fascia più restrittiva dovrebbe scattare in Lombardia, Liguria, Lazio, Veneto, Puglia e Calabria.

Ma anche in Emilia Romagna, dove l’aumento dei contagi negli ultimi giorni è molto preoccupante.

La soglia per passare da zona gialla ad arancione (Rt1) è stata superata ieri dal Veneto, mentre la Lombardia e la Liguria sono a un passo. Ma il rischio riguarda anche Basilicata e Piemonte.

Da nord a sud dunque, con la Sicilia che da qualche giorno sta segnando un significativo aumento dei contagi covid.

Il nuovo decreto Conte non potrà non avere come riferimento base questa situazione epidemiologica, con i contagi che sono in aumento quasi ovunque. Se ne discuterà in modo approfondito in questo fine settimana ed entrerà in vigore dal 16 al 31 gennaio, almeno.

Cosa prevede il nuovo decreto Conte

È scontata una stretta. Misure più rigide e la conferma dei divieti che sono già stati introdotti con il decreto di Natale. Uno fra tutti: il divieto di spostamento tra le Regioni, che sarà prorogato fino al 31 gennaio.

Il coprifuoco alle 22 resta, e non è mai stato in discussione. Così come viene confermata la chiusura di palestre, piscine e cinema.

Anche nelle zone gialle (che saranno rinforzate), il nuovo decreto Conte imporrà la chiusura alle 18 per bar e ristoranti.

I timori delle nuove varianti

Le restrizioni imposte con il nuovo decreto Conte sono decise per diversi motivi:

l’inversione di tendenza degli ultimi giorni, con la curva dei contagi che ritorna a crescere in modo costante e significativo in molte regioni;

la diffusione delle nuove e più contagiose varianti di Covid che ormai sono segnalate in una più di quaranta Paesi del mondo, Italia compresa;

l’inizio della campagna vaccinale che potrebbe essere compromessa da una eventuale, e molto temuta, terza ondata di contagi;

il possibile rientro a scuola di tanti studenti:

le incognite legate alla diffusione del virus influenzale;

e infine la pressione sulle strutture sanitarie che è tornata a crescere in maniera preoccupante.

E quindi, anche nelle zona gialle, il governo e il Comitato tecnico scientifico ritengono sua necessario rispettare in modo rigoroso le prescrizioni minime e personale: mascherina, distanziamento sociale e costante lavaggio delle mani.

Il nuovo decreto Conte e le soglie Rt

È ormai scontata l’introduzione dei nuovi e più stringenti indici Rt. Si deciderà nelle prossime ore e il provvedimento entrerà in vigore lunedì.

Ne abbiamo già parlato, ma li riportiamo in modo più schematico. Eccole.

Regioni in zona gialla

Rt, meno di 1: fascia gialla. Con le restrizioni che conoscete, e l’aggiunta dei divieti imposti nel decreto Natale. Ovvero: divieto di spostamento tra Regioni, limite di due persone per le visite a e di non conviventi. Bisogna ricordare che anche in fascia gialla, oltre alle restrizioni imposte dal governo, si possono aggiungere le ordinanze regionali o comunali.

Rientreranno quasi sicuramente in fascia gialla: Toscana, Friuli-Venezia Giulia e Campania e Molise. Probabilmente Val d’Aosta e Sardegna.

Regioni in zona arancione

Rt, superiore a 1. Si entra in fascia arancione (un destino segnato per molte regioni già nei prossimi giorni): spostamenti senza autocertificazione, ma solo entro i limiti del comune di residenza, bar e ristoranti chiusi, i negozi restano aperti.

Le regioni che dovrebbero rientrare in fascia arancione sono: Lombardia, Liguria, Lazio, Veneto, Puglia, Calabria. Quasi certamente Emilia Romagna, Sicilia. A rischio: Basilicata, Piemonte, Marche.

La zona rossa

Rt superiore a 1.25. Si entra i fascia rossa. Spostamenti vietati (con esclusione delle «comprovate emergenze»), negozi chiusi, ma le deroghe sono molte. Al momento non ci sono regioni che rischiano di essere inserite in fascia rossa.

Con i nuovi indici Rt e il nuovo decreto Conte si disegna il Paese che dovrà reggere l’eventuale impatto con la terza ondata nella fase forse più cruciale della pandemia. Le prossime settimane potranno essere decisive anche per capire come sarà il 2021.

Nel nuovo decreto Conte potrebbe anche essere inserita la fascia bianca, quella proposta dal ministro Dario Franceschini, che segnala un territorio a basso rischio di contagio Covid e dove è prevista la riapertura di tutte le attività con l’eliminazione di qualsiasi divieto di spostamento e del coprifuoco. Dovrebbe scattare quando si registrano meno di 50 contagi ogni 100.000 abitanti.

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