Nuovo decreto Conte. Verso un’Italia arancione

Nuovo decreto Conte. Ieri la riunione tra governo e Regioni si è deciso di aumentare le restrizioni e facilitare il passaggio a fasce più alte di rischio. Dal 16 gennaio, soprattutto se il tasso di contagio dovesse continuare a crescere, molte aree del Paese si ritroveranno in zona arancione e alcune in zona rossa. Una sorta di lockdown leggero. In attesa che passi la terza ondata annunciata per metà gennaio.

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Nuovo decreto Conte. Resta il sistema a fasce, ma saranno più rigide e stringenti perché, come ha dichiarato il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia «ci ha già salvato da due lockdown» nazionali.

Con una consapevolezza: nel nuovo decreto Conte le misure saranno più restrittive perché sarebbe un errore grave non alzare lo sguardo e vedere quello che sta accadendo nel resto d’Europa. Ovvero: esplosione dei contagi in Gran Bretagna e Irlanda, nuova crescita esponenziale dei casi in Spagna e Germania, situazioni drammatiche in tanti Paesi dell’Est. E in altrettante nazioni nel resto del mondo non va certo meglio, tra nuove varianti(da ieri anche quella giapponese), e una terza ondata ormai in corso.

La riunione con i presidenti di Regione

Ieri riunione tra il governo e i presidenti delle Regioni. È emersa la necessità di alzare la soglia delle restrizioni per evitare che la curva epidemiologica peggiori in modo grave e metta a repentaglio la tenuta del sistema sanitario e la campagna di vaccinazione.

Proprio per questi motivi il nuovo decreto Conte (Dpcm), che entrerà in vigore il prossimo 16 gennaio non solo confermerà i divieti già previsti nelle zone di rischio, con l’aggiunta di quelli introdotti nel periodo delle feste natalizie, ma prevederà altre restrizioni. Non è il momento di mollare.

Situazione epidemiologica in costante peggioramento

Del resto i dati di queste ultime settimane consegnano una situazione in costante peggioramento sul fronte contagi da coronavirus. Così come sono tornati a salire in ricoveri nelle strutture sanitarie, comprese le terapie intensive, che segnalano quindi anche un aumento dei casi gravi. Ma non solo: la conta dei morti resta molto alta.

Basta ricordare i numeri di ieri: 12.532 positivi (con pochi tamponi), un tasso di contagio al 13.6% e 448 vittime. Dati troppo alti. E in costante crescita. I numeri di oggi potrebbero dare un quadro più chiaro della situazione e magari accreditare i timori che arrivano da governo e dagli scienziati. Motivo: il lunedì i numeri sono sempre più bassi, perché la domenica si elaborano meno tamponi.

La crescita dei casi continuerà nei prossimi giorni

«Il quadro epidemiologico – conferma il ministro Roberto Speranza – è molto complesso, con l’ultimo monitoraggio siamo tornati ad avere un Rt sopra 1, ci aspettiamo che la crescita continui nei prossimi giorni». Ovvero la terza ondata, che capita mentre i contagi sono già alti. In una situazione che è potenzialmente peggiore di quella del Regno Unito. Lì hanno perso tempo prima di imporre misure restrittive, in Italia si cerca di non commettere lo stesso errore.

Senza le restrizioni di Natale la pandemia sarebbe già fuori controllo

«Senza le misure che abbiamo adottato nei giorni festivi – ha aggiunto Speranza – avremmo avuto una moltiplicazione che avrebbe portato l’epidemia fuori controllo già in questi giorni».

Una frase forse dedicata a quanti, all’interno del governo, si sono battuti fino alla fine per evitare misure più stringenti durante le feste di fine anno.

La Lombardia è già rossa

L’esecutivo sta ora valutando criteri più severi, sarà difficile per quasi tutte le regioni non rientrare nella fascia arancione. Molte passeranno al rosso. Tra queste la Lombardia, come ha confermato ieri lo stesso governatore Attilio Fontana.

Misure inasprite con il nuovo decreto Conte

Saranno inasprite le chiusura. Colpiti ancora una volta bar e ristoranti: dopo le 18 sarà vietato l’asporto, resteranno solo le consegne a domicilio.

Si pensa a riaprire i musei, ma nel rispetto di regole stringenti. Ma è una scelta più simbolica che concreta.

Prorogato lo stato di emergenza

Il governo illustrerà in parlamento il nuovo decreto Conte. Con un decreto legge verrà prorogato al 30 aprile lo stato di emergenza (è saltata l’ipotesi di prolungarlo fino a luglio). Servirà soprattutto a gestire questa prima fase della campagna vaccinale e prorogare lo smart warking, soprattutto negli uffici pubblici.

Ci sarà la zona bianca

È stata confermata la zona bianca, la quarta fascia, dove rientreranno le regioni con un tasso di contagio molto basso (Rt inferiore a 0.5), e dove saranno riaperte tutte le attività.

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