Nuovo decreto Conte: altra stretta alla movida

Nuovo decreto Conte: tra le misure adottate ci sarà una nuova stretta a quel che resta della movida con il divieto anche di asporto dopo le 18 per evitare folle e apericena. Confermate le fasce colorate e i criteri più rigidi. Si discute sul parametro per numero dei contagi per ogni 100.000 abitanti: le regioni “furbette” potrebbero aggirarlo facendo pochi tamponi.

Nuovo decreto Conte: altra stretta alla movida
Nuovo decreto Conte: tra le misure adottate ci sarà una nuova stretta a quel che resta della movida con il divieto anche di asporto dopo le 18 per evitare assembramenti.
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Arriva il nuovo decreto Conte e arriva una nuova stretta, a partire da quel che resta della movida. Stop agli aperitivi, agli assembramenti di persone che sorseggiano drink davanti ai locali. Troppi casi negli ultimi giorni, troppe segnalazioni: da nord a sud. Il che significa fine dalla vendita da asporto dopo le 18. Cancellati anche i residui di “apericena”.

Se le discussioni nel governo per il decreto di Natale erano state un continuo braccio di ferro tra rigoristi e l’ala morbida dell’esecutivo (quella che proponeva misure più blande), la ripresa dei contagi, le varianti del covid, la pandemia che morde feroce nel resto d’Europa, stanno spingendo vero un nuovo decreto Conte all’insegna delle restrizioni e con scontri ridotti al minimo.

Il tasso di positività risale al 13.3%

Il tasso di positività schizzato al 13.3% non consente mediazioni. La linea dura è stata proposta dal ministro della Salute, Roberto Speranza. Nessuno ha obiettato. Non c’è lo shopping di Natale da salvare e tutti sono coscienti che questa fase sia la più cruciale dall’inizio della pandemia.

Oggi lo stesso Speranza e il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, avranno una riunione online con i presidenti delle Regioni. Solo dopo l’incontro il nuovo decreto Conte potrebbe avere il via libera.

Entrerà in vigore dal prossimo 16 gennaio.

Le misure che saranno inserite nel nuovo decreto Conte dureranno tra un mese e i 45 giorni. Si punta ad approvare il decreto legge il 13 gennaio, dopo la riunione del Consiglio dei ministri. Ci sarebbe quindi il tempo di darne adeguata comunicazione ai cittadini.

Confermate le fasce colorate, ci sarà anche la zona bianca

Nel nuovo decreto Conte è scontata la riconferma del sistema a fasce colorate per distinguere il livello di rischio tra una Regione e l’altra. Al rosso, arancione e giallo si aggiungerà anche il bianco. La fascia bianca sarà quella a più basso (quasi nullo), rischio di contagio. Prevede la fine di quasi tutte le restrizioni e la riapertura di attività come cinema, teatri, palestre e piscine. Resterà l’obbligo della mascherina e del distanziamento sociale e il divieto di assembramento.

Per entrare in zona bianca bisognerà avere meno di 50 casi ogni 100.000 abitanti. Ora, tanto per capirci, il Veneto è bel oltre i 400 e nessuna regione ha i numeri per vestirsi in bianco.

Non si esce dalla Regione

Sarà confermato nel nuovo decreto Conte, e anche questo era ampiamente previsto, il divieto di superare i confini regionali. Una misura che si adotterà ovunque, anche nelle zone gialle.

I centri commerciali chiusi nel fine settimana

I centro commerciali dovrebbero restare chiusi nei giorni festivi e prefestivi. Si sta valutando la possibilità di imporre restrizioni da zona arancione (anche nei territori in fascia gialla), in tutti i fine settimana. Ma sul punto non c’è ancora accordo.

Spostamenti, restrizioni arancione

Nelle zone arancioni (e ancor di più in quelle rosse), confermato il divieto di spostarsi dal comune se non sussistono i consueti motivi di necessità, urgenza e lavoro. Resta la deroga per i comuni con meno di 5.000 abitanti, ma sempre con i limiti già sperimentati durante le feste di fine anno: spostamenti per un raggio di massimo di 30 chilometri e senza la possibilità di raggiungere il capoluogo di provincia.

Il massimo di ospiti non conviventi

Resta anche la raccomandazione di non ricevere più di due ospiti non conviventi (al massimo accompagnati da due minori con meno di 14 anni o una persona disabile).

Dopo le 18, resta solo la vendita d’asporto

Tornando alla movida (o quel che resta), la misura più restrittiva riguarda l’asporto dopo le 18, che dovrebbe essere vietato. Resterà solo la vendita d’asporto. Nelle ultime settimane ci sarebbero state troppe violazioni. E quelle violazioni rischiano di penalizzare i tantissimi che sono stati invece, nonostante le difficoltà, rispettosi delle regole.

Il parametro contestato

Resta per ora in sospeso nel nuovo decreto Conte la possibilità di inserire tra i parametri per assegnare la fasce di rischio quello relativo al numero di contagiati per 100.000 abitanti. Gli scienziati hanno proposto di far scattare in automatico il passaggio in zona rossa per tutte le Regioni che superano i 250 positivi per ogni 100.000 abitanti. Una misura che si ritiene necessaria per evitare un nuovo caso Veneto, rimasto in zona gialla per mesi nonostante il gran numero di contagi per l’importante disponibilità di posti letto, ma proprio per questo diventato il focolaio covid in Italia.

Premierebbe le Regioni furbe…

Le Regioni non sono d’accordo: la misura potrebbe sfavorire proprio le Regioni che più si impegnano a cercare i contagiati da Covid. In pratica chi fa più tamponi rischia di trovarsi con maggiore facilità nella fascia alta di rischio. Si cerca un punto d’incontro, ma anche un sistema che eviti certe furbate (come analizzare pochi tamponi).

Da oggi sono in fascia arancione Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Calabria e Sicilia. Tutte le altre sono in fascia gialla. Dopo il 16 si prevedono diversi passaggi in zona rossa.

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