Nuovo decreto sul Coronavirus: le regioni a rischio lockdown

Nuovo decreto: questo pomeriggio confronto tra Governo e Regioni per l'approvazione del testo contro la diffusione del contagio da coronavirus. Si parlerà anche di eventuali lockdown territoriali laddove l'indice di contagiosità superasse la soglia di massimo allarme (Rt 1.5). A rischio ci sono Campania, Basilicata, Piemonte, Sicilia e Lombardia.

4' di lettura

Se il contagio da coronavirus dovesse continuare a crescere e di conseguenza l’Rt (tasso di contagiosità) si avvicinasse alla soglia dell’1.5, nel nuovo decreto potrebbe essere inserita la possibilità di imporre blocchi regionali. I territori più a rischio, valutando il trend dell’ultima settimana, sono Campania, Basilicata, Piemonte, Sicilia e Lombardia.

Niente lockdown nazionale, ma…

Se da una parte il governo sembra orientato a escludere, fino a quando è possibile, un blocco nazionale, non si è certo pronunciato contro i lockdown localizzati, che possono riguardare singole città o, appunto, intere regioni. Il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia ha dichiarato qualche giorno fa che l’esecutivo ha già discusso la possibilità di imporre uno stop alla circolazione fra regioni. I punti per il governo sono due: arginare la diffusione del contagio e salvaguardare la tenuta economica del Paese. Il nuovo decreto seguirà questa linea, tenendo anche conto dei tre possibili scenari proposti dal Comitato tecnico scientifico. Dal più favorevole a quello catastrofico.

Le restrizioni contenute nel nuovo decreto

La speranza è che le misure contenute nel nuovo decreto siano sufficienti a contenere il contagio da coronavirus e ridurre al minimo la possibilità di un nuovo lockdown. Per ora, come saprete, il governo ha scelto di imporre una stretta alla movida, all’affollamento dei mezzi pubblici, a limitare la presenza di invitati a matrimoni e altre feste familiari, e sospendere tutto gli sport amatoriali di contatto. Oltre a incentivare di nuovo il lavoro a distanza.

Sono misure che hanno un peso su alcuni settori (bar, locali, wedding), ma che lasciano aperte tante altre attività produttive, già segnate da una lunga crisi.

Il lockdown potrebbe riguardare Napoli

I lockdown più circoscritti potrebbero interessare anche città come Napoli dove negli ultimi giorni si sono registrati fino a 500 casi al giorno, con la chiusura dei quartieri dove più alto è il rischio di contagio. Una scelta – quella delle chiusure rionali – già adottata a Parigi e Madrid, peraltro senza grandi successi.

Le regioni a più alto rischio lockdown, sono quelle dove il tasso di contagiosità è più vicino al limite: la Campania (Rt 1.31), la Basilicata (1.33), la Basilicata (1.33), il Piemonte (1.34) e la Sicilia (1.34).

Ricordiamo che l’indice diventa preoccupante quando sale oltre 1.25, se raggiunge 1.50, la questione si fa seria, perché ci si avvicina alla situazione incontrollabile.

La collaborazione dei presidenti delle Regioni

Oggi ci sarà una riunione molto attesa tra i rappresentanti del governo e i presidenti delle Regioni italiane. All’ordine del giorno le misure di contenimento del contagio da coronavirus inserite nel nuovo decreto (Dpcm).

Se fino a qualche giorno fa sarebbe stato ipotizzabile un braccio di ferro tra l’esecutivo e alcuni governatori sul ripristino di nuove restrizioni, oggi, con il contagio in crescita ovunque, il clima dovrebbe essere più collaborativo.

Preparare subito le strutture sanitarie

La diffusione del coronavirus è ancora sotto controllo e gli ospedali e le terapie intensive riescono a far fronte ai ricoveri senza un grande affanno, ma il trend in aumento dei contagi da coronavirus suggerisce una certa cautela oltre a imporre l’obbligo di attrezzarsi adeguatamente. Da una parte con obblighi che mirano al contenimento del virus e dall’altra all’organizzazione territoriale delle strutture sanitarie per reggere l’eventuale impatto di una crescita esponenziale dei casi, cosa che nessuno si augura ma che resta probabile, anche solo osservando quello che sta accadendo in tanti Paesi europei.

Nuovo decreto in approvazione. Luca Zaia
Luca Zaia

La posizione dei governatori

Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha già fatto sapere di essere favorevole a «ragionevoli misure di contenimento, ma senza fughe in avanti». E questa sembra essere anche la linea contenuta nel nuovo decreto del governo. Non è comunque ancora chiara la posizione del presidente veneto sulla chiusura alle 24 anche nei fine settimana per i locali notturni e l’invio dell’esercito. Si vedrà oggi.

In linea di massima dovrebbe sostenere la posizione veneta anche il presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, che solo dieci giorni fa e di fronte a una situazione epidemica della sua regione non così preoccupante aveva addirittura lanciato la proposta di riaprire gli stadi a ventimila spettatori. Proposta oggi inattuabile, chiaro.

Nuovo decreto in approvazione. Vincenzo De Luca
Vincenzo De Luca

Vincenzo De Luca è invece favorevole alla linea dura, ha già imposto parte delle restrizioni previste dal nuovo decreto del governo e indicato il lockdown regionale come ipotesi probabile qualora dovessero crescere ancora i contagi.

Il nuovo decreto e la fine delle campagne elettorali

«Noi siamo favorevoli – dichiarano infatti dalla Regione Campania – a qualunque misura possa incrementare i tracciamenti che già stiamo attuando perché siamo consapevoli che in aree densamente popolate la velocità del contagio va rallentata».

Rispetto a qualche mese fa il confronto Governo-Regioni dovrebbe procedere con maggiore serenità. Non ci sono i fumi nocivi di imminenti elezioni.

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