Nuovo decreto Draghi. Colori, ci sarà un report quotidiano

Nuovo Decreto Draghi. Entrerà in vigore dal 7 aprile: il premier valuterà giorno per giorno le situazioni delle singole regioni, obbligo ai medici di vaccinarsi. Linea dura con le case farmaceutiche e voce grossa in Europa. Il premier chiede al governo di non perdere tempo in inutili polemiche. Pronto ad allentare le misure se il calo dei contagi lo consentirà.

Nuovo decreto Draghi. Colori, ci sarà un report quotidiano
Nuovo Decreto Draghi. Entrerà in vigore dal 7 aprile: il premier valuterà giorno per giorno le situazioni delle singole regioni, obbligo ai medici di vaccinarsi.
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Nuovo decreto Draghi per l’emergenza coronavirus. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha dichiarato che guarderà i numeri dei contagi da coronavirus, dei ricoveri e dei morti. Solo quelli, prima di ogni decisione. Non i dati dei sondaggi. Una risposta a chi, a prescindere dalla situazione epidemiologica, invoca riaperture (per poi fare marcia indietro). Ma quei numeri il premier li vuole tutti i giorni. Per intervenire «in modo pragmatico», rispetto ai dati.

La prossima estate? Mascherine e niente discoteche

Perché se è vero che a Draghi non interessano i sondaggi (non ha nessuna intenzione di candidarsi dopo aver terminato il mandato), è pur vero che non può ignorare l’angoscia dei cittadini e le difficoltà economiche riguardano i singoli e interi settori produttivi di un Paese mai così in difficoltà.

Vaccinazione di massa, la guerra di Draghi

La guerra di Draghi oggi si chiama «vaccinazione di massa» contro il coronavirus. Una guerra che il presidente combatte su più fronti: in Europa, dove ha fatto sentire a più riprese la sua voce e invocato misure dure contro le case farmaceutiche che non rispettano i patti, e in Italia, dove chiede anche alle Regioni un cambio di passo. Ma soprattutto unità di intenti e di obiettivi. Perché serve a nulla un territorio virtuoso e vaccinato se quello accanto arranca. Anche questo tema potrebbe essere materia del nuovo decreto Draghi.

L’appello ai ministri

Ai ministri del suo governo ha chiesto altro: la fine delle polemiche innescate al solo scopo di ottenere un po’ di visibilità in cambio di qualche presunta manciata di voti, o meglio, di punti nei sondaggi.

Qui trovi notizie sul covid, le vaccinazioni e le ordinanze

Con le Regioni Draghi ha chiarito dopo le parole dure sul mancato vaccino contro il coronavirus ad anziani e fragili per preferire, in alcuni casi, categorie che avrebbero potuto aspettare con maggiore sicurezza il loro turno di vaccinarsi. Ma quelle parole, che hanno suscitato le reazioni dei governatori, non potevano non essere pronunciate.

Medici, vaccino obbligatorio e scudo penale

L’ultima battaglia si chiama «medici tutti vaccinati». I no vax tra i camici bianchi sono una esigua minoranza (1, 2%), ma quella minoranza non è accettabile: espongono consapevolmente e inutilmente i pazienti a rischi di contagio da coronavirus.

Nel nuovo decreto Draghi che entrerà in vigore il 7 aprile (e fino alla fine del mese), sarà inserita anche la norma che obbliga tutto il personale medico che è in contatto con i pazienti a vaccinarsi contro il coornavirus.

E i medici che si rifiutano? Potrebbe essere trasferiti a mansioni “interne”, sospesi o addirittura licenziati. Le tre opzioni sono sul tavolo.

Nel nuovo decreto Draghi ci sarà spazio anche per lo scudo penale per il personale sanitario nel caso si verifichino «lesioni non temporanee» provocate dal vaccino.

Resterò l’Italia a colori, ma…

Ma non è tutto. Il nuovo decreto Draghi sarà forse il primo completamente frutto del lavoro dell’esecutivo post Conte. Resterà la divisione dell’Italia divisa in fasce di rischio, e si prevede fino al 30 aprile senza nessuna zona gialla. Ma questa è solo una ipotesi: come detto Draghi valuterà i numeri di ogni singola Regione giorno per giorno. E giorno per giorno, se i dati indicheranno cali importanti nella diffusione del coronavirus, dei ricoveri e dei morti, potrebbe decidere di conseguenza.

In questo caso si torna al punto di partenza: i numeri. Per il premier contano solo quelli, o meglio sulla base di quelli assumerà tutte le decisioni. Anche le riaperture, che sono importanti per un Paese stremato, ma che devono essere decise solo se è possibile.

E se i numeri lo consentiranno, il nuovo decreto Draghi è lì per essere ripreso e modificato, con la possibilità di disporre immediati alleggerimenti della stretta se si verificasse un deciso rallentamento della diffusione del coronavirus.

Il ritorno in classe

A metà aprile sembra certo un graduale rientro in classe degli studenti delle scuole superiori. Come non si esclude un ritorno anticipato alle zone gialle con la riapertura, almeno a pranzo, dei ristoranti.

Al momento l’obiettivo principale è quello di frenare una nuova violenta ondata di contagi.

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