Nuovo Decreto Draghi, il coprifuoco fino alle 23

Nuovo Decreto Draghi: sarà in vigore dal 26aprile e potrebbe prevedere lo slittamento di un'ora del coprifuoco in zona gialla. In quelle aree riapriranno ristoranti, anche la sera, cinema e teatri: il tutti a casa alle 22 sarebbe un controsenso. Già decisa la mappa delle riaperture. Entro il primo luglio, curva epidemiologica permettendo, dovrebbe riaprire tutta l'Italia. Ma ci saranno protocolli da rispettare.

5' di lettura

Circola la bozza del nuovo Decreto Draghi, quello che dal 26 aprile decreterà la zona gialla – salvo sorprese – in undici Regioni. E lìdove si potrà tornare al ristorante o al bar anche la sera e con un coprifuoco spostato alle 23.

Sulla zona gialla e le riaperture la decisione è già presa, sul coprifuoco “ritardato” la discussione è ancora aperta.

Lo slittamento di un’ora non convince il ministro della Salute, Roberto Speranza, che vuole un coprifuoco ancora fino alle 22. Ma le spinte nella maggioranza vanno in un’altra direzione. Sarà decisivo il Consiglio dei Ministri, che dovrebbe svolgersi oggi. Possibile una mediazione, con il coprifuoco alle 23 in vigore dal primo maggio.

Un controsenso il coprifuoco alle 22

Del resto, questa è la domanda: se apri i ristoranti, i cinema e i teatri, che senso ha il coprifuoco alle 22? O meglio, facciamo l’esempio del cinema, chi va a vedere lo spettacolo delle 20 (quello più frequentato), come può tornare a casa senza infrangere la restrizione?

Lo slittamento del coprifuoco è sostenuto anche da diversi presidenti di Regione. E il motivo è sempre lo stesso: altrimenti perché riaprire i ristoranti?

Dal primo giugno a cena anche nei locali

A proposito di ristoranti. La bozza conferma che potranno accogliere i clienti all’interno del locale a partire dal primo giugno.

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Il nuovo decreto Draghi sarà in vigore fino al 31 luglio, proprio come lo stato di emergenza (a meno di altre proroghe).

Sistema dei colori addio?

Si discute anche sui sistema dei colori che la scorsa estate non c’era. È forte anche in questo caso la spinta a eliminarlo proprio in funzione delle vacanze estive. Il motivo? Crea incertezza in chi deve andare in ferie e anche in chi gestisce le strutture ricettive, siano alberghi o case vacanze.

Ci spieghiamo: se ho prenotato in Sicilia e la Regione passa in zona rossa, con ristoranti e bar chiusi e tutte le restrizioni che la fascia di rischio alto impone, che succede?

Che è una giusta considerazione. Ma la scorsa estate, l’assenza delle fasce colorate ha comunque causato una più rapida diffusione del virus.

Ok, quest’anno ci sono anche i vaccini. Ma bastano a fermare il contagio?

Molto probabilmente sarà decisivo – entro luglio – quello che accadrà con la curva epidemiologica e la progressione della campagna vaccinale.

Se i dati saranno buoni (molti meno ricoveri, contagi e morti), l’Italia a colori potrebbe sparire. In caso contrario la questione diventa più delicata. E, nel caso, sarà inevitabile aspettare l’autunno.

Comunque sia la questione è sul tavolo già nella fase di formazione del nuovo Decreto Draghi.

Il pass per circolare in Italia

Una delle soluzioni possibili per lasciare le zone di rischio ma consentire lo spostamento tra tutte le Regioni è quella del pass, ovvero il “certificato verde” che sarà rilasciato a chi è vaccinato (completamente), ha già avuto il covid o esibisce un tampone fatto tra 48 e 72 ore prima di partire.

Nella bozza del nuovo Decreto Draghi è inserita la possibilità per chi abita nelle zone gialle o bianche di spostarsi liberamente.

Ma è stata aggiunta una limitazione: potrà avvenire una sola volta al giorno e al massimo per quattro persone conviventi.

In queste aree (gialle e bianche), riaprono teatri, cinema, musei e sale da concerto.

Riparte lo sport? Quasi

Negli stadi e nei palazzetti dello sport si rientra dal primo giugno, con una capienza del 25% e non oltre i mille spettatori per strutture all’aperto e non oltre i 500 per quelle al chiuso.

Il primo giugno, lo ricordiamo, i campionati di basket e calcio, ma anche gli Internazionali di tennis, saranno finiti. La questione riguarda solo gli Europei.

Il nuovo decreto Draghi rispecchia in maniera fedele il pensiero e il programma dello stesso premier. Ne ha già parlato più volte, elencando priorità, punti critici e obiettivi.

Da lunedì un cambio di passo

Come detto restano da definire alcune questioni: lo slittamento del coprifuoco alle 23 e il sistema a colori dopo la fine dello stato di emergenza. Ma già da lunedì prossimo ci sarà un cambio di passo notevole. Che è anche un cambio di prospettiva rispetto al precedente governo (che, ricordiamo, non aveva ancora il supporto di una campagna di vaccinazione avviata).

Ossia: oltre all’attenzione per la gestione della pandemia sale in primo piano anche l’aspetto economico e sociale.

In particolare per quelle attività che sono chiuse da un anno. Come le palestre, che riapriranno il primo giugno. Le piscine (all’aperto) il 15 maggio.

Dal primo luglio riaprono i parchi a tema, i centri termali, e potranno di nuovo organizzarsi fiere e congressi.

Non sarà tutto così semplice. E cioè, non si apre e basta. Dovranno essere rispettati dei protocolli di sicurezza, che si preannunciano complessi, in alcuni casi rigidi.

Ma a questo punto è molto meglio di niente. Anzi, con o senza protocolli, il nuovo Decreto Draghi è una boccata d’ossigeno per una nazione sempre più in affanno.

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