Nuovo decreto, il più importante: dai contagi al vaccino

Il nuovo decreto sarà il più lungo e importante per contrastare la diffusione del coronavirus nel nostro Paese ci condurrà fuori dalla pandemia. Lo ha dichiarato il ministro Francesco Boccia e per questo verranno definite delle rigorose misure per evitare che nelle feste di Natale si inneschi una terza ondata che sarebbe disastrosa.

4' di lettura

Il nuovo decreto sarà più lungo dei precedenti e avrà un compito fondamentale nella lotta al coronavirus: traghettare l’Italia da questa fase a quella dei vaccini, evitando di incorrere in una terza ondata, che sarebbe disastrosa. Anche perché imporrebbe uno stop alla somministrazione del vaccino.

Il nuovo decreto sarà decisivo

«Sono ore decisive per questo nuovo decreto – ha dichiarato il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia -. Sarà probabilmente il più lungo per durata della storia recente tra i provvedimenti che sono stati emessi per regolare le nostre azioni durante la pandemia da coronavirus. Parte il 4 dicembre, c’è un dibattito alla Camera e non è corretto anticipare le conclusioni, ma andrà sicuramente oltre l’Epifania, se un giorno o una settimana dopo lo stabilirà il dibattito».

Eviteremo il nuovo lockdown nazionale

«Dicembre – ha aggiunto Boccia – dev’essere il mese che ci fa mettere in sicurezza il Paese senza fare un lockdown nazionale. Da qui a 15 giorni tutta Italia o gran parte d’Italia sarà gialla, pensiamo a restrizioni puntuali per il periodo delle feste che non ci fanno allentare i nostri comportamenti».

«Il 7 gennaio il Paese ripartirà – ha concluso -, incrociando una grande campagna di vaccini».

«Nel nuovo decreto – ha spiegato il ministro della Salute, Roberto Speranza, nel suo intervento al Parlamento – abbiamo bisogno di mantenere una linea di rigore e serietà e questo richiede un approccio di grande cautela se vogliamo tenere la curva sotto controllo».

I due assi del nuovo decreto

Il nuovo decreto avrà due assi. Il primo riguarda la gestione della pandemia da coronavirus, il secondo forse è ancora più importante, soprattutto in questi giorni.

«Il secondo asse del nuovo decreto – ha spiegato Speranza – riguarderà la gestione delle giornate di festività natalizie: limiteremo gli spostamenti tra regioni, tra comuni e internazionali».

Il ministro Francesco Boccia

«Ora l’obiettivo è chiaro – ha aggiunto il ministro della Salute -: dobbiamo evitare che ci sia una coincidenza tra una potenziale fase di recrudescenza del virus e l’avvio della campagna vaccinale che sarà la più grande campagna di vaccinazione mai attuata in Italia».

«Da parte dell’Ema (l’ente regolatorio europeo che dovrà valutare e approvare i vaccini ndr), non sono pervenute approvazioni formali per i vaccini coronavirus, ma abbiamo due date: 29 dicembre e 12 gennaio, quando sono previste le prime validazioni per i vaccini Pfizer e Moderna. L’Ema terrà altissima l’asticella della sorveglianza effettuando tutti i controlli».

Un nuovo vaccino alla fase finale: Johnson & Johnson

A proposito dell’Ema, l’ente di controllo europeo sui farmaci sta sottoponendo a rolling review, ovvero la valutazione progressiva, anche un altro vaccino, il quarto, è quello della Johnson & Johnson.

La revisione progressiva è uno strumento che l’Ema utilizza per accelerare la valutazione di un farmaco promettente durante una emergenza di salute pubblica. Proprio come in questi mesi di piena emergenza coronavirus.

Nel caso di una revisione progressiva, il comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell’Ema rivede i dati non appena diventano disponibili dagli studi in corso. La rolling review continuerà fino a quando non saranno disponibili tutte le prove sufficienti per una domanda formale di autorizzazione all’immissione in commercio in Europa, come quella resa nota ieri per i vaccini Moderna e Pfizer.

Come funziona il quarto vaccino

Rispetto alla modalità di azione, specifica l’ente regolatorio in un aggiornamento pubblicato ieri sul portale, il vaccino di Johnson & Johnson Ad26.COV2.S, contiene istruzioni genetiche per una proteina nota come proteina spike (S) che è presente sulla superficie del coronavirus Sars-CoV-2. Quando una persona riceve la dose, «le sue cellule leggeranno le istruzioni genetiche e produrranno la proteina spike. Il sistema immunitario della persona tratterà quindi questa proteina come estranea e produrràdifese naturali – anticorpi e cellule T – contro di essa. Se in seguito la persona vaccinata entra in contatto con il Sars-CoV-2, il sistema immunitario riconoscerà il coronavirus e sarà pronto ad attaccarlo».

Potrebbe essere un’altra buona chance contro il coronavirus. Ma prima il nuovo decreto e queste feste di Natale blindate. Si spera per l’ultima volta.

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