Nuovo decreto, spostamenti liberi tra comuni: la firma

Nuovo decreto, spostamenti liberi tra comuni: il governo ha deciso di eliminare il divieto di muoversi tra i comuni il 25 e 26 dicembre e il primo dell'anno. I ministri rigoristi, Speranza, Boccia e Franceschini, tentano di “limitare” i danni. Esultano Italia Viva, l'opposizione e tutti i governatori del centrodestra. Anche Di Maio favorevole all'eliminazione del divieto. La decisione nelle prossime ore. Entro lunedì l'emendamento che modifica il nuovo decreto.

Nuovo decreto, spostamenti liberi tra comuni: la firma
Nuovo decreto, spostamenti liberi tra comuni: il governo ha deciso di eliminare il divieto di muoversi tra i comuni il 25 e 26 dicembre e il primo dell'anno.
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Marcia indietro del governo sul nuovo decreto, o meglio sul divieto che più aveva suscitato discussioni, diviso la maggioranza e unito le opposizioni: lo spostamento tra i Comuni a Natale, Santo Stefano e il primo dell’anno. Non c’è ancora la firma, che dovrebbe arrivare presto, ma Palazzo Chigi ha ormai deciso di abbandonare la linea rigorista per accogliere le richieste che sono arrivate anche da molti sindaci, da numerosi presidenti di Regione e dall’Unione delle Province.

Resta da stabilire il come: il divieto previsto nel nuovo decreto potrebbe essere eliminato solo tra i Comuni con meno di 5.000 abitanti o per tutti, mantenendo la restrizione solo agli spostamenti tra le Province.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza

I timori dell’ala rigorista del governo

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sembra deciso: il nuovo decreto cambia, ma ne discuterà nelle prossime ore con l’area del rigore che all’interno del governo, che è rappresentata dai ministri Dario Franceschini, Roberto Speranza e Francesco Boccia.

I tre ministri non sembrano intenzionati a concedere il “lasciapassare” così alla leggera. Da settimane invocano di evitare il liberi tutti, con la convinzione che un Natale senza o con poche restrizioni possa far da detonatore a una ripresa del contagio.

Il Natale può essere più pericoloso dell’estate

Per Boccia, infatti, «l’allentamento non è giustificabile visti i dati della pandemia». Speranza ricorda i numeri per sottolineare che la situazione del contagio da coronavirus non consente “leggerezze”: «Ve tenuto il punto. Contiamo anche oggi 887 morti, bisogna mantenere la linea della massima prudenza sugli spostamenti tra i Comuni in quei tre giorni: l’epidemia da coronavirus ha ancora numeri troppo alti per abbassare la guardia». E ancora: «Il Natale può essere più pericoloso dell’estate. Dunque ripeto: state a casa, utilizzate le vacanze per limitare al massimo le occasioni di contagio».

Il ministro della Salute ha anche ricordato che «siamo vicini alla meta, facciamo un ultimo sforzo per non ritrovarci con una nuova ondata tra gennaio a febbraio quando cominceremo a distribuire il vaccino».

Ma i tre ministri sono isolati

I tre ministri sembrano però isolati all’interno dell’esecutivo.

Ieri ha infatti un po’ sorpreso il post del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che ha sempre sostenuto una linea rigida per evitare il rischio di una terza e violenta ondata subito dopo le feste. «E’ assurdo – ha dichiarato sulla sua pagina Facebook – che non ci si possa spostare tra piccoli comuni quando ci sono città con milioni di abitanti. La regola è poco credibile e crea un problema di percezione delle misure giuste e corrette».

I dettagli della modifica al nuovo decreto sugli spostamenti tra i Comuni verranno stabiliti questa sera, o durante il fine settimana, in un vertice tra Giuseppe Conte, i capidelegazione e i capigruppo della maggioranza.

Puntano a ridurre il danno

I tre ministri del rigore sono comunque minoranza. Puntano a ridurre il danno e limitare almeno gli spostamenti solo tra Comuni limitrofi, otto i 5.000 abitanti e all’interno della stessa Provincia. In caso contrario, ovvero una apertura “senza limiti”, questo filtra dal fronte rigorista, «decida il Parlamento», e questa volta, è la sintesi «in caso di aumento dei contagi dopo Natale si saprà di chi è la responsabilità».

Responsabilità che sarebbero chiare vista l’esultanza di Italia Viva, espressa nelle dichiarazioni di Maria Elena Boschi e Teresa Bellanova, una parte del Pd e dei 5Stelle, del presidente del Consiglio e dell’intera opposizione, Lega in testa. Responsabilità un po’ troppo estese e bipartizan per trovare un eventuale colpevole.

La soddisfazione del governatori del centrodestra

La direzione intrapresa dal governo, con la modifica del nuovo decreto sugli spostamenti dei comuni, è stata salutata con soddisfazione da Salvini e dalla Meloni. Oltre che da tutti i governatori del centrodestra. Il presidente della Liguria, Giovanni Toti, ha dichiarato: «Speriamo abbia vinto il buonsenso». Per il collega lombardo, Attilio Fontana, «mantenendo le più elementari norme di sicurezza si possono delineare soluzioni più eque».

La battaglia parlamentare

Ma la decisione sembra presa anche per un altro motivo, molto “parlamentare”. Mercoledì il Senato dovrà votare una mozione del centrodestra che introduce proprio la deroga per gli spostamenti tra i Comuni. Una mozione che potrebbe passare mettendo a rischio il governo, per disinnescarla la maggioranza già lunedì potrebbe presentare un emendamento che cancelli il divieto di spostamento dal nuovo decreto.

Resta solo da stabilire se il divieto verrà eliminato tra tutti i comuni o solo tra quelli con meno di 5.000 abitanti e della stessa provincia.

Presto sapremo.

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