Nuovo decreto. La battaglia sullo spostamento tra comuni

Nuovo decreto. Il divieto di spostamento tra i comuni nei giorni caldi delle feste di fine anno è quella che potrebbe innescare una battaglia in Parlamento. La misure viene ritenuto punitiva per chi risiede nel più dei mille comuni italiani che hanno meno di 5.000 abitanti. Il governo al momento non ha intenzione di concedere deroghe. Si sono opposte inutilmente anche le Regioni.

Nuovo decreto. La battaglia sullo spostamento tra comuni
Nuovo decreto: il divieto di spostamento tra i comuni nei giorni caldi delle feste di fine anno è quella che potrebbe innescare una battaglia in Parlamento.
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Nel nuovo decreto del governo per arginare la diffusione del coronavirus in Italia durante le feste di fine anno c’è una misura che più di altre sta suscitando polemiche e discussioni: il divieto di spostamenti tra i comuni a Natale, Santo Stefano e Capodanno.

Una misure, quella inserita nel nuovo decreto, che rischia di penalizzare soprattutto chi risiede nei piccoli comuni che, come ben sapete, in Italia sono tanti. Non si esclude che in Parlamento ci sia uno scontro tra i partiti proprio su questo punto. Le Regioni si sono già espresse unanimemente contro questa parte del provvedimento.

I rigoristi del governo non mollano

La questione è semplice: chi abita in un paese con mille abitanti non può recarsi nel comune accanto, di duemila abitanti, dove risiedono i suoi familiari più stretti. E’ una storia che si ripete ovunque. Ma al momento irigoristi del governo non mollano: è una questione di deroghe, se si allargano le maglie per le richieste dei residenti nei paesi si finisce per fornire scappatoie per tutti gli altri. Risultato: le restrizioni imposte per le feste di fine anno nel nuovo decreto diventano carta straccia.

Non possiamo sbagliare

Il governo ha nel frattempo chiarito con delle Faq i residui dubbi sui trasferimenti nelle seconde case e sulla quarantena. Entrambe le misure sono un chiaro disincentivo ai viaggi durante le feste di fine anno, che è il vero timore dell’esecutivo: l’incubo che si ripeta quello che è accaduto in estate è sempre presente.

Ma quel rischio, già corso in estate, ora potrebbe avere conseguenze ancora più disastrose: i contagi sono alti, siamo in pieno inverno, gli ospedali sono ancora pieni, bussa alle porte l’epidemia di influenza stagionale e sta per iniziare la vaccinazione contro il coronavirus. E’ un periodo troppo delicato. Il ritornello che arriva dal governo è chiaro: non possiamo sbagliare. Anche a costo di misure restrittive al limite del punitivo.

Le date dello stop totale agli spostamenti

E allora, al momento è così: con il nuovo decreto legge, entrato in vigore il 3 dicembre, resta il divieto – ovunque, a prescindere dal colore della fascia – dal 21 dicembre al 6 gennaio, di spostarsi tra regioni. Misure che diventano più stringenti il 25, il 26 dicembre e il primo gennaio, quando il divieto sarà esteso anche ai comuni. Ovvero, la decisione che ha suscitato le reazioni negative, a partire dalle Regioni. A sostenerla sono stati soprattutto i ministri rigoristi: Speranza, Boccia e Franceschini.

Speranza dice no a Bonaccini

Per le città la misure è ritenuta anche giusta ma, come detto, la questione riguarda i piccoli comuni. In Italia più di mille hanno meno di 5.000 abitanti. Una deroga riguarderebbe solo i residenti in quelle comunità. Ma è un braccio di ferro. Potrebbe concludersi con un nulla di fatto: resta tutto com’è. Del resto una proposta alternativa, lanciata dal governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, e cioè di imporre il divieto di spostamento tra le province e non tra i comuni, ha già trovato un muro fatto di no eretto dal ministro Roberto Speranza: non se ne parla.

Le domande sulle seconde case

Le Faq sulle seconde case hanno risposto soprattutto a due domande. Una riguarda il coniuge o partner che si trasferisce in un’altra regione fascia gialla entro il 20 dicembre, l’altro non può raggiungerlo tra il 21 e il 6 gennaio. Se hanno desiderio di trascorrere le feste insieme in un’altra casa devono spostarsi insieme entro il 20.

Se invece la seconda casa non è in un’altra regione, ma in un altro comune, non sarà comunque possibile raggiungere il coniuge o partner che si è già trasferito il 25, il 26 dicembre e il primo gennaio.

Per tutte le altre domande e i dubbi sul nuovo decreto del governo si può trovare una risposta cliccando qui.

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