Nuovo digitale terrestre, chi deve cambiare il televisore?

Con l'ormai imminente arrivo del nuovo digitale terrestre in molti saranno costretti ad acquistare un nuovo televisore o un decoder. Come verificare se il vostro apparecchio è compatibile con il nuovo formato? Come accedere al bonus? Le date del passaggio al nuovo digitale.

6' di lettura

Da settembre arriva il nuovo digitale terrestre. Che significa? Una cosa soprattutto: non tutti i televisori potranno supportarlo e dovranno essere cambiati.

In questo articolo vi spieghiamo come fare il test al vostro televisore per capire se è compatibile con il nuovo formato.

Ma anche come ottenere il bonus tv, ossia l’incentivo statale che vi consentirà di ottenere uno sconto per cambiare l’apparecchio.

Le modifiche tecniche previste sono diverse:

  • passaggio dalla codifica MPEG2 a MPEG4
  • cambio di frequenza di molti canali (bisognerà risintonizzarli)
  • passaggio finale al DVB-T2 e al protocollo HEVC

Beh, messa così la questione non è troppo chiara. Molte sigle ci dicono poco. Quello che vogliamo capire è in cosa questa rivoluzione annunciata (da anni) si traduce nella realtà? Ovvero: cosa cambia per noi e se il nostro attuale televisore potrà essere adeguato alla trasformazione.

In realtà, come vedremo se il nostro televisore non è adatto potremmo trovarci di fronte a due possibilità:

  • cambiare il decoder
  • cambiare il televisore.

Ma procediamo con ordine.

Nuovo digitale terrestre in tre tappe

Verifichiamo le tre tappe principali di questo passaggio. Come avrete capito sarà graduale.

  • Primo settembre 2021: si abbandona la codifica MPEG2 per la MPEG. Già in questa fase i televisori più vecchi non saranno in grado di visualizzare i canali HD. Ci potrebbero essere dei problemi.
  • Tra settembre 2021 e giugno 2022: risintonizzazione dei canali. In questo caso l’operazione sarà semplice: basterà rimodulare la sintonia dei canali.
  • Giugno 2022: si completa il passaggio al DVBT e nello stesso momento all’HEVC. Inutile dire che i televisori che non supportano questo tipo di protocolli avranno dei problemi.

Test semplice sul vostro televisore

Fin qui ok, ma come si fa a capire se il nostro televisore sarà adatto al nuovo formato o dovremo invece attivarci in anticipo per sostituirlo (o cambiare il decoder)?

È possibile farlo già ora. Con un test che è alla portata di tutti, anche quelli completamente a digiuno di conoscenze tecniche:

sintonizzatevi sul canale 100 (canale di test Rai) o sul canale 200 (canale di test Rai)

Semplice no?

Beh, a questo punto guardate la schermata fissa, se trovate la scritta “Test HEVC Main 10”, tutto ok. Il vostro televisore è adatto a ricevere il segnale tv anche con la nuova tecnologia.

Non avrete bisogno di cambiare l’apparecchio e neppure vi serve un nuovo decoder.

Se il test per il nuovo digitale terrestre va male

Se invece su quei due canali (100 e 200), non leggete un bel nulla perché lo schermo è nero o neppure quei canali si sintonizzano, allora c’è qualche problema.

Potreste aver bisogno di un nuovo televisore.

Ma prima fate un altro tentativo: risintonizzate tutti i canali.

Guardate di nuovo, possono accadere queste cose:

se compare la scritta “Test HEVC Main 10” risparmierete un bel po’ di euro: non vi serve un nuovo televisore.

I canali in questione (100 e 200) non si sintonizzano. Potrebbe significare che la tv non è abilitata o anche – e sarebbe meglio – che quei due canali non vengono ricevuti.

Potrebbe capitare che i canali 100 e 200 siano occupati da altre emittenti. Provate a spostare queste emittenti su un numero diverso con il settaggio dei canali e rifare la sintonizzazione.

Se sui canali 100 e 200 lo schermo resta nero e non compare nessuna scritta potremmo essere certi che il televisore non è in grado di supportare l’HEC Main 10.

Ma ci potrebbero essere ancora delle variabili. Non è certo che il formato 10 bit (per questo Main 10), sarà quello adottato dopo il luglio del 2022.

L’HEVC consente di modificare anche con un formato 8 bit, in quel caso molti dei televisori acquistati tra il 2016 e il 2018 potrebbero ricevere il segnale, anche se oggi non lo vedono.

Le tv che supportano il nuovo digitale terrestre

Ma quali sono i modelli di tv che di certo supportano (o meno), il nuovo standard?

In genere quelli acquistati dopo il 2017 dovrebbero essere capaci di ricevere il DVB-T e “leggere” il formato video HEVC.

Ma non tutti sono compatibili. I marchi minori e i piccoli televisori potrebbero non essere adatti.

I televisori acquistati tra il 2013 e il 2016 potrebbero ricevere il DVB-T2, ma non supportare il formato HEVC.

La tv che hanno bisogno di un decoder per il nuovo digitale terrestre

Questi sono i televisori che sicuramente avranno la necessità di un decoder.

  • Tv che sono state prodotte prima del 2010: potrebbero non mostrare i canali in alta definizione (non hanno il codec MPEG4).
  • Tv prodotte tra il 2010 e il 2014: ricevono pochi canali in alta definizione codificati MPEG4
  • Tv prodotte tra il 2014 e il 2015: non supportano il codec H265/HEVC
  • Poi ci sono le tv prodotte fino al 2017/18 che supportano tutti gli standard previsti dal nuovo formato tecnologico, ma non quello 10 bit. In questo caso serve un decoder esterno.
  • Chi è in possesso di televisori che non sono in grado di trasmettere in DVB-T2 o non codificano lo standard H265/HEVC dovrà necessariamente acquistare dei decoder.

Il bonus tv, a chi spetta e importo

Per facilitare il passaggio al nuovo digitale terrestre lo Stato ha messo a disposizione dei cittadini, che rispondono a determinati requisiti, un bonus fino a 50 euro che consentirà di adeguare con un decoder il vecchio televisore o di acquistarne uno nuovo.

Hanno diritto all’incentivo le famiglie con un reddito Isee fino a 20mila euro. Per accedere è necessario scaricare un modulo che si trova sul sito del Mise (ministero dello Sviluppo economico)

Quando e dove partono le nuove frequenze

Il passaggio alle nuove frequenze non sarà contestuale in tutta Italia. Alcune regioni passeranno prima, altre dopo. La transizione parte a settembre e si conclude, in alcune zone della Penisola, il 30 giugno del 2022.

Vediamo dove:

  • Dal primo settembre del 2021 al 31 dicembre 2021 (Area 2 e 3): Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto,Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, le Province di Trento e Bolzano.
  • Dal primo gennaio 2022 al 31 marzo 2022 (Area 1): Liguria, Toscana, Umbira, Lazio, Campania, Sardegna.
  • Dal primo aprile 2022 al 31 giugno 2022 (Area 4): Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Molise e Marche.

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