Nuovo dpcm, si decide per ristoranti, palestre e piscine

Nuovo dpcm. Riaperture, si decide per ristoranti, palestre e piscine: la decisione potrebbe essere presa in settimana, sarà importante l'ultimo report dell'Iss. Venerdì sarà consegnato a Draghi. Da valutare l'impatto delle nuove varianti. Si discute anche delle possibili riaperture di cinema e teatri. E si lavora sul decreto Ristori: sono previste novità.

Nuovo dpcm, si decide per ristoranti, palestre e piscine
Nuovo dpcm. Riaperture, si decide per ristoranti, palestre e piscine: la decisione potrebbe essere presa in settimana, sarà determinante l'ultimo report dell'Iss.
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Sarà una settimana cruciale per le possibili riaperture di ristoranti, piscine e palestre. Si potrebbero anche ipotizzare delle prime caute ripartenze (nel caso anche di cinema e teatri). Avrà un peso la situazione epidemiologica, ma il nuovo esecutivo sembra sia più orientato di quello precedente a misure di contenimento – quando è possibile – meno rigide, anche per cercare di non ridurre la spinta alla ripresa economica del Paese.

Nuovo Dpcm nel segno della discontinuità

Sulla riapertura di ristoranti, piscine e palestre se ne discuterà in vista dell’entrata in vigore del nuovo Dpcm, quando il 5 marzo scadrà quello emesso dall’esecutivo Conte. Potrebbe essere un provvedimento nel segno della discontinuità. E ripetiamo: se la diffusione del contagio da coronavirus lo consente.

Il governo sta analizzando tutti i settori che sono stati più penalizzati dalla “stagione delle chiusure”. Un lavoro che non serve solo per valutare il decreto Ristori, l’esecutivo punta infatti anche a definire il quadro generale e verificare se qualche attività (come appunto i ristoranti e i centri sportivi), possono tornare ad aprire.

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Saranno decisivi i risultati del report sulla diffusione della pandemia che venerdì verrà consegnato a Draghi dall’Istituto superiore della Sanità. Report che includerà anche una valutazione definita sui pericoli connessi alla diffusione delle varianti del coronavirus nel nostro Paese.

Si lavora al Decreto Ristori

Si lavora anche sulla crisi economica. Il neo ministro, Daniele Franco, è al lavoro sul dossier Ristori. Il decreto è già pronto, ma si tratta di quello che è stato studiato dall’ex ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Non sarà semplice discostarsi troppo da quell’impianto che prevede 37 miliardi di stanziamenti.

Potrebbe essere confermato il superamento dei codici Ateco.

I nuovi indennizzi terranno conto di tutti i costi fissi delle attività che sono state costrette a chiudere. E quindi: affitti, personale, bollette.

Saranno sottratti dagli aiuti quelli già erogati con la Cassa Covid o i crediti di imposta sulle locazioni.

Avranno accesso all’aiuto di Stato quelle attività che hanno registrato una perdita del fatturato tra il 33 e il 50% nel 2020 rispetto all’anno precedente.

La scadenza dei prestiti

Si sta comunque lavorando a un’altra novità. Quella di allungare i tempi di scadenza per i prestiti che sono stati garantiti dallo Stato. Per farlo verrà utilizzata la Sace con il programma «Garanzia Italia» e dal Mediocredito Centrale.

La Sace ha garantito prestiti fino a 21 miliardi, ma si potrebbe arrivare alla cifra monstre di 200 miliardi. Il rimborso delle somme sarebbe previsto in sei anni (con un preammortamento di tre anni).

Ma quei tempi potrebbero essere allungati ancora. Una decisione che darebbe un po’ di respiro alle imprese.

Tasse congelate

Dei 37 miliardi che erano stati messi a disposizione del decreto “scostamento”, 5 erano stati già accantonati per esentare le aziende dal versamento delle tasse congelate durante i vari lockdown.

Ma c’è anche un’altra novità nel decreto che il governo si appresta a varare il cinque marzo. Il 28 febbraio, se non arriverà un altro stop alla notifica degli atti, dal primo marzo l’Agenzia delle Entrate, inizierà a consegnare 54 milioni di raccomandate tra cartelle e avvisi.

Sarà inserito nel decreto Ristori un rinvio di altri due mesi. Se i tempi non dovessero essere sufficienti, il governo ha già un piano B: sarà previsto un decreto apposito

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