Coronavirus. Nuova serrata: si pensa al lockdown di Natale

Coronavirus. Dalle aperture di Natale al muovo lockdown per le feste il passo è stato brevissimo e sono bastate le scene delle folle tra le strade dello shopping. Ieri vertice d'urgenza convocato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Nuove serrate per i negozi. Deroghe agli spostamenti nei giorni delle feste solo per i comuni sotto i 5.000 abitanti.

Coronavirus. Nuova serrata: si pensa al lockdown di Natale
Coronavirus: dalle aperture di Natale al muovo lockdown per le feste il passo è stato brevissimo e sono bastate le scene delle folle tra le strade dello shopping.
5' di lettura

Le folle per lo shopping hanno fatto paura al governo. E quindi da possibili allentamenti delle misure anti coronavirus per le feste di fine anno, a partire dagli spostamenti tra comuni, ora si parla dinuove zone rosse, lockdown e serrate. Soprattutto nei giorni caldi delle feste, il 25 e il 26 dicembre e il primo dell’anno.

La domenica dello shopping selvaggio

File davanti ai negozi per andare al ristorante e gente accalcata fuori e dentro i bar. Scene del tutto simili a quelle di questa estate. Immagini che hanno fatto scattare l’allarme: nei giorni di festa e in quelli immediatamente precedenti potrebbe andare solo peggio. Soprattutto in un Paese che si appresta a entrare tutto in zona gialla.

Il coronavirus è più aggressivo

Da ieri il governo ha smesso di parlare di allentamenti. L’unica deroga possibile sarà per i comuni al di sotto di 5.000 abitanti, lì i residenti potranno spostarsi, ma solo nei comuni confinanti. Poi, stop.

Il rischio è troppo alto, i contagi consistenti, l’influenza stagionale alle porte, l’imminente inizio della campagna vaccinale e la riapertura delle scuole sono molto più di un invito alla prudenza. Anche perché in inverno, è stato dimostrato, il coronavirus è molto più aggressivo.

La liberi tutti al nuovo lockdown

Sono quindi allo studio nuovi provvedimenti restrittivi. Un cambio radicale di prospettiva rispetto a qualche giorno fa, quando una parte della maggioranza e tutta l’opposizione sembravano compatte nel sostenere aperture di Natale. Dal tutti liberi al lockdown il passo è stato breve.

Ieri vertice d’urgenza della maggioranza. Lo ha convocato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e hanno partecipato i capidelegazione Dario Franceschini, Roberto Speranza, Alfonso Bonafede, Teresa Bellanova e i ministri Francesco Boccia e Federico D’Incà.

Lockdown sul modello tedesco

E’ passata la linea del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che rappresenta il Movimento 5Stelle: sarà convocato con urgenza il Comitato Tecnico Scientifico per decidere, insieme al ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, nuove misure contro gli assembramenti.

Si segue la linea tedesca. La cancelliera Angela Merkel ha deciso il lockdown per le feste, scatterà il 16 dicembre. Eppure la Germania ha meno contagi e meno morti giornaliere rispetto all’Italia.

Quindi resta il divieto di spostamenti a Natale, il 26 dicembre e il primo gennaio. Il divieto per gli spostamenti verrà eliminato solo per i piccoli comuni, e in parte. Per il resto d’Italia le misure adottate saranno invece da zona rossa (a al massimo arancione). E a proposito di Germania, questo è proprio il modello Merkel. L’operazione “buonsenso” non funziona. Le folle di ieri lo hanno dimostrato. Ancora una volta.

«Quello che sta accadendo è inammissibile – hanno dichiarato i ministri al termine dell’incontro -. In Germania la Merkel chiude tutto e da noi le strade dello shopping sono stracolme in ogni città, ci sono resse davanti ai negozi e ai centri commerciali. In più, abbiamo notizia che nel prossimo week-end moltissimi scapperanno nelle seconde case o in vacanza, che i ristoranti sono già prenotati alla massima capienza per i giorni di Natale e Santo Stefano, che la gente sta affittando casali dal 31 dicembre al 2 gennaio per aggirare il divieto di spostamenti in vigore il primo gennaio. Se non facciamo qualcosa la terza ondata dell’epidemia di coronavirus non sarà un’ipotesi, ma una certezza». Da qui l’idea di imporre per quei giorni un vero lockdown.

Obiettivo: evitare la terza ondata

«E’ importante – sta ribadendo da giorni il ministro della Salute, Roberto Speranza – che vi sia la consapevolezza da parte di tutti che la situazione è molto seria».

Per chiarire ancora di più il concetto, il ministro ha scritto ieri sulla sua pagina Faceboook: «Sono ormai lunghi mesi che siamo tutti impegnati, con grandi e piccoli sacrifici, nella battaglia contro il coronavirus. La nostra comunità nazionale, pur tra mille difficoltà, è riuscita a mostrare un forte spirito di coesione e un grande senso di responsabilità. Sono convinto che continueremo a mostrare questa saldezza anche nelle prossime settimane, in occasione delle festività natalizie».

L’obiettivo è evitare la terza ondata. Anche per questo il governo si confronterà nelle prossime ore con gli esperti del Comitato tecnico scientifico. Si stabilirà come evitare una nuova impennata dei contagi da coronavirus.

L’opinione del Cts è ben conosciuta: «Già nel verbale di venerdì – ha dichiarato Agostino Miozzo, coordinatore del Cts – eravamo stati molto duri nello spiegare che la situazione è ancora molto delicata, la curva sta scendendo poco. Nelle ultime ore ad esempio abbiamo una lievissima flessione rispetto a sabato scorso, ma con molti meno tamponi».

Si tenterà di evitare il ripetersi delle scene viste ieri e sabato. Ai prefetti verrà chiesto di bloccare la circolazione nelle affollate strade dello shopping e nei centri storici. E’ in arrivo una stretta notevole sugli esercizi commerciali e i locali pubblici. Potrebbe essere modificato il nuovo decreto che prevede l’aperetura nei giorni festivi. L’ipotesi più probabile è una nuova serrata. Un lockdown, appunto.

Sale il tasso di positività al coronavirus

Preoccupa anche la risalita del tasso di positività. Una risalita che impedisce atteggiamenti da “fascia gialla”. Per le feste – a prescindere dai dati – l’Italia sarà tutta arancione, se non rossa. Il che significa: bar, ristoranti e pasticcerie chiuse. Saracinesche abbassate per tutti, con la consueta eccezione di farmacie, tabaccai ed edicole, oltre ai negozianti che rientrano nelle deroghe concesse dai codice Adeco.

L’ala rigorista del governo vorrebbe far scattare il provvedimento tra il 20 e il 21 dicembre. Gli altri componenti dell’esecutivo preferirebbero farlo partire a ridosso delle feste di Natale. La decisione dovrebbe essere presa oggi. Ma la discussione è in corso.

Sugli spostamenti tra i comuni è passata la linea del rigore. Ovvero: la deroga sarà concessa solo a chi risiede in centri che hanno meno di 5.000 abitanti. Potrebbero spostarsi nei comuni limitrofi o muoversi entro un raggio non superiore ai trenta chilometri.

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