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Home / Bonus e Incentivi » Contributi per famiglie » Reddito di cittadinanza / Nuovo reddito di cittadinanza: l’affitto che fine fa?

Nuovo reddito di cittadinanza: l’affitto che fine fa?

Nuovo Reddito di cittadinanza e affitto. Scopri nell'approfondimento come funzionerà il nuovo sussidio alla povertà, Garanzia d'Inclusione, e come verrà gestita la quota per l'affitto dedicata alle famiglie percettrici.

di Imma Duni

Aprile 2023

Nuovo Reddito di cittadinanza e affitto. Vediamo come funzionerà il nuovo sussidio anti-povertà, la Garanzia d’Inclusione, e come verrà gestita la quota per l’affitto dedicata alle famiglie percettrici (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Nuovo Reddito di cittadinanza e affitto: come funzionerà con la Garanzia d’Inclusione

Il Reddito di cittadinanza come lo conosciamo oggi ha i mesi contati.

Il sussidio che lo sostituirà dal 2024 non sarà la Mia, ma la GIL, la Garanzia per l’Inclusione. Sarà sempre destinato ai nuclei familiari in difficoltà economica e non ai singoli cittadini.

La GIL avrà un importo base fino a 780 euro (500 euro di base + eventuali 280 per l’affitto), parametrato alla scala di equivalenza familiare, per un massimo di 1.380 euro al mese o 1.430 euro con un disabile grave.

Il contributo dell’affitto, quindi, rimane in vigore e si andrà a sommare al contributo per la GIL, per un importo di 280 euro mensili.

Questo contributo sarà similare all’attuale Quota B del Reddito di cittadinanza.

Una seconda modifica riguarda la scala di equivalenza sulla base della quale sono determinati sia la soglia di reddito per accedere al sussidio, sia l’ammontare del sussidio stesso.

Ad ogni componente familiare viene attribuito un valore per il quale sarà moltiplicato l’importo annuo della prestazione (6.000 euro). In questo modo verrà definito l’aiuto economico di cui potrà godere la famiglia.

La durata della GIL sarà di 18 mesi rinnovabili per altri 12 mesi, con la sospensione di un mese non retribuito. Qui troverai tutti i dettagli in merito.

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Nuovo Reddito di cittadinanza e affitto: quali sono le differenze con l’Rdc

I nuovi requisiti da rispettare sono:

Non ci sono altre novità in merito ai requisiti da rispettare.

Sembrano confermati anche il doppio binario per il calcolo della Garanzia per l’Inclusione al quale si affiancherà di nuovo un contributo per l’affitto, come accade per il Reddito di cittadinanza e che abbiamo visto nel primo paragrafo, di 280 euro.

Ci sarà anche una fase 2 che aiuterà i percettori a trovare un lavoro.

La firma del Patto di attivazione digitale assieme al Patto di servizio. In pratica, i percettori del sussidio GIL dovranno impegnarsi a svolgere corsi di formazione previsti per legge e accettare le proposte di lavoro arrivate dal Centro per l’Impiego, che saranno considerate tutte congrue e non si potranno rifiutare, pena la decadenza dal sussidio.

Chi percepisce la GIL deve obbligatoriamente presentarsi, a seguito di una convocazione, presso un centro per l’impiego, perché lo scopo di questa misura è soprattutto quello di politica attiva del lavoro, ovvero accompagnare il disoccupato a reintegrarsi nel mondo del lavoro.

La Garanzia per l’inclusione durerà 18 mesi, dopo di che ci sarà un mese di stop non retribuito e potrà essere rinnovata per altri 12 mesi.

Scopri la pagina dedicata al Reddito di cittadinanza: pagamenti, diritti e bonus compatibili.

Nuovo reddito di cittadinanza e affitto
Nuovo reddito di cittadinanza e affitto. In foto una donna con delle banconote in mano.

Nuovo Reddito di cittadinanza e affitto: sussidio GAL e PAL

Nuovo Reddito di cittadinanza e affitto. Oltre alla GIL che sostituirà il Reddito di cittadinanza, del valore di 500 euro al mese più le eventuali 280 euro se si vive in affitto, sono previsti altri due sussidi: PAL e GAL.

Nel periodo transitorio che va da settembre a dicembre 2023, le persone occupabili che hanno perso l’Rdc, potranno ottenere per tre mesi la PAL, la Prestazione di Accompagnamento al Lavoro.

Il sussidio vale 350 euro al mese se si è single, oppure si trasforma in un contributo pari all’assegno che la famiglia riceveva in precedenza.

Per coloro che non rispettano i requisiti per la GIL, hanno un’età compresa tra i 18 e i 59 anni e un ISEE non superiore a 6.000 euro, è prevista la GAL, la Garanzia per l’attivazione lavorativa, dell’importo di 350 euro al mese.

La misura durerà al massimo 12 mesi non rinnovabili e vale fino a 525 euro a coppia.

Nuovo Reddito di cittadinanza e affitto: le nuove sanzioni

Chi, per ottenere il sussidio, dichiarerà il falso, rischia una condanna tra i 2 e i 6 anni di carcere. Chi invece non comunicherà all’INPS le variazioni del reddito o del patrimonio, come prescritto dalla normativa, rischia da 1 a 3 anni di reclusione.

I percettori condannati ad almeno un anno di reclusione perderanno il sussidio e dovranno restituire anche quello che hanno percepito.

I beneficiari del sussidio dovranno anche mettere in pratica alcuni obblighi stabiliti dalla legge; se non lo faranno, il sussidio decadrà.

Tra le cause aggiuntive di decadenza ci sono:

Abbiamo visto come funzione il nuovo Reddito di cittadinanza e affitto. Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sul Reddito di cittadinanza:

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