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Nuovo Reddito di cittadinanza, sono occupabile?

Scopri come funzionerà il nuovo Reddito di cittadinanza e occupabili e come capire se sei occupabile oppure no.

di Chiara Del Monaco

Maggio 2023

Con l’avvicinarsi dell’estate, molti percettori del Reddito di cittadinanza occupabili perderanno il contributo economico definitivamente. Ecco perché si chiedono se dall’anno prossimo avranno diritto all’Assegno di inclusione. In questo approfondimento vediamo come funziona il nuovo Reddito di cittadinanza e occupabili in base al Decreto lavoro (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Tra pochi mesi molti occupabili perderanno definitivamente il Reddito di cittadinanza e non sanno se avranno diritto alla misura che lo sostituirà, ossia l’Assegno di inclusione introdotto dal Decreto lavoro del 4 maggio 2023.

Per chiarire un po’ le idee degli attuali percettori, nei prossimi paragrafi vediamo insieme come funzionerà il nuovo Reddito di cittadinanza e occupabili e come capire se sei occupabile o non occupabile.

Indice

Nuovo Reddito di cittadinanza e occupabili: chi sono?

Una delle domande che si stanno ponendo i cittadini in vista dell’Assegno di inclusione è: sono occupabile? Ho diritto al nuovo Reddito di cittadinanza?

Il motivo di questa domanda si deve al contenuto del Decreto lavoro in merito alla misura sostitutiva del Reddito di cittadinanza. In particolare, secondo il documento pubblicato in Gazzetta Ufficiale solo qualche settimana fa, l’Assegno di inclusione spetterà in misura diversa in base ai componenti occupabili e non occupabili del nucleo familiare.

In particolare, chiariamo che per avere diritto all’Adi, un requisito fondamentale è che all’interno del nucleo familiare ci sia almeno una persona considerata non in grado di lavorare, quindi inoccupabile. Poi, se all’interno del nucleo ci sono anche persone occupabili questo non limita il diritto al beneficio.

Ciò che cambia, però, è il funzionamento dell’Assegno di inclusione in base alla condizione di occupabilità dei componenti. Ma come distinguere gli occupabili dagli inoccupabili?

Dunque, sono considerati occupabili i componenti del nucleo familiare di età compresa tra 18 e 59 anni, che non hanno una disabilità ai fini ISEE e nemmeno carichi di cura (cioè figli minorenni o persone disabili gravi di cui occuparsi). Anche se non sono conteggiate nella scala di equivalenza, queste persone ricevono il contributo economico in qualità di nucleo familiare, ma solo ad alcune condizioni.

In particolare, gli occupabili dei nuclei familiari che hanno i requisiti per ottenere l’Assegno di inclusione sono tenuti a partecipare ai percorsi di politiche attive del lavoro, seguendo corsi di formazione e riqualificazione professionale.

Invece, rientrano nei soggetti non occupabili i componenti del nucleo familiare minorenni, o di almeno 60 anni, oppure con disabilità. Inoltre non sono occupabili neanche coloro che hanno carichi di cura, cioè che si occupano di un figlio di età inferiore a 3 anni o tre o più figli minorenni o di componenti con disabilità grave o non autosufficienza.

Ricordiamo, a questo proposito, che quando si parla di disabilità si fa riferimento alla disabilità ai fini ISEE, e cioè oltre alla condizione di disabilità è necessario che il nucleo familiare del disabile soddisfi precise condizioni di reddito e patrimoniali, commisurate sugli indicatori che emergono dalla dichiarazione Isee. Viene fatta così una distinzione tra disabilità media, grave e non autosufficienza.

Ovviamente, al di là della condizione di occupabilità o non occupabilità, per richiedere e ottenere l’Assegno di inclusione bisogna rispettare una serie di requisiti, indicati nel prossimo paragrafo.

Scopri la pagina dedicata al Reddito di cittadinanza: pagamenti, diritti e bonus compatibili.

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Nuovo Reddito di cittadinanza: requisiti

Per fare domanda dell’Assegno di inclusione è necessario non solo far parte di un nucleo familiare con almeno un componente non occupabile, ma anche possedere alcuni requisiti legati al reddito, al patrimonio, alla cittadinanza e residenza e al tenore di vita.

Per semplificare, ecco una tabella con tutti i requisiti previsti dal Decreto lavoro, che dovranno essere confermati da un apposito decreto attuativo.


Assegno di inclusione – Adi
Requisiti di cittadinanzaEssere cittadino Ue, o suo familiare titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente
oppure cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo
oppure titolare dello status di protezione internazionale di cui al Decreto Legislativo 19 novembre 2007, n. 251;

Essere residente in Italia per almeno 5 anni, di cui gli ultimi 2 anni in modo continuativo, al momento della presentazione della domanda.
Requisiti redditualiAvere un valore dell’ISEE, in corso di validità, non superiore a 9.360 euro;

Avere un reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui, moltiplicati per la scala di equivalenza. Tale soglia è aumentata a 7.560 euro per nuclei familiari con tutti componenti over 67 o con un componente di più di 67 anni e altri con disabilità grave.
Requisiti patrimonialiAvere un valore del patrimonio immobiliare non superiore a 30 mila euro, come definito ai fini ISEE, diverso dalla casa di abitazione di valore ai fini IMU non superiore a 150.000 euro;

Avere un valore del patrimonio mobiliare, come definito ai fini ISEE, non superiore a una soglia di 6.000 euro. I massimali sono incrementati in base al numero di componenti del nucleo familiare, alla loro età e alla condizione di disabilità.
Requisiti sul tenore di vitaNon possedere navi e imbarcazioni da diporto (art. 3, c.1, D.lgs. 171/2005), autoveicoli di cilindrata superiore a 1600 cc. o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc.

Non essere stato sottoposto a misura cautelare personale, a misura di prevenzione, o a condanne definitive nei 10 anni precedenti la domanda.
Tabella requisiti Assegno di inclusione

Nuovo Reddito di cittadinanza e occupabili: come funziona

Finora abbiamo chiarito chi sono gli occupabili e chi i non occupabili e come sapere se si ha diritto all’Assegno Unico dal 1° gennaio 2024.

Adesso, invece, vediamo cosa cambia con il nuovo Reddito di cittadinanza e occupabili rispetto ai non occupabili.

Dunque, il nucleo beneficiario deve sottoscrivere un patto di attivazione digitale e presentarsi ogni tre mesi presso i patronati o i servizi sociali e i centri per l’impiego per aggiornare la propria posizione. Inoltre, la famiglia deve anche aderire a un percorso personalizzato di inclusione sociale o lavorativa, nell’ambito di uno o più progetti per identificare le esigenze del nucleo familiare e dei singoli componenti.

In più, i componenti occupabili del nucleo percettore sono tenuti ad accettare la prima offerta di lavoro, pena la decadenza del sussidio. A questo proposito, si considera congrua qualsiasi offerta lavorativa con contratto a tempo pieno o parziale, non inferiore al 60 per cento dell’orario a tempo pieno e con una retribuzione non inferiore ai minimi salariali previsti dai contratti collettivi.

Il cittadino in questione deve accettare l’offerta di lavoro in qualsiasi luogo del territorio nazionale, se si tratta di un contratto a tempo indeterminato. Invece, per contratti a tempo determinato, è tenuto ad accettare se la sede dista massimo 80 km dal domicilio.

Tutti i soggetti occupabili devono essere obbligatoriamente iscritti al “Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa”, cioè una piattaforma in cui sarà possibile trovare sia proposte di formazione che di lavoro. Ricordiamo, poi, che l’erogazione di sussidi per gli occupabili è subordinata al rilascio della dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro.

Invece, i componenti con disabilità o di età pari o superiore a 60 anni non sono obbligati a partecipare ai percorsi di politiche attive del lavoro. Se vogliono, possono comunque richiedere l’adesione volontaria a un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale.

Inoltre, l’art. 6 del Decreto lavoro stabilisce che sono esonerate dalla partecipazione alle politiche attive del lavoro queste categorie di persone:

Scopri come funziona l’Assegno di inclusione con più di 67 anni.

Nuovo Reddito di cittadinanza e occupabili: in foto, la mano di una persona al computer.

Nuovo Reddito di cittadinanza e occupabili: chi può richiedere lo Strumento di attivazione?

In merito al nuovo Reddito di cittadinanza e occupabili, il Decreto lavoro ha anche stabilito che i componenti occupabili di un nucleo beneficiario hanno diritto anche allo Strumento di attivazione o Supporto per la formazione e il lavoro.

In particolare, all’art. 12 del Decreto lavoro si legge: “Al fine di favorire l’attivazione nel mondo del lavoro delle persone a rischio di esclusione sociale e lavorativa, è istituito, dal 1° settembre 2023, il Supporto per la formazione e il lavoro quale misura di attivazione al lavoro, mediante la partecipazione a progetti di formazione, di qualificazione e riqualificazione professionale, di orientamento, di accompagnamento al lavoro e di politiche attive del lavoro comunque denominate”.

In poche parole, si tratta di un contributo economico del valore di 350 euro al mese, erogabili per massimo 12 mesi, che ha l’obiettivo di agevolare ancora di più l’inserimento lavorativo dei cittadini in grado di lavorare.

In particolare, possono accedere allo Strumento di attivazione sia i componenti del nucleo familiare che percepiscono l’Assegno di inclusione ma non sono conteggiati nella scala di equivalenza, sia i soggetti tra i 18 e i 59 anni che non hanno i requisiti per l’Adi e hanno un ISEE massimo di 6.000 euro all’anno.

I beneficiari dello Strumento di attivazione sono tenuti a sottoscrivere il patto di attivazione digitale e anche un patto di servizio personalizzato, basato sulle loro competenze e attitudini. Per tutta la durata dei corsi di formazione e riqualificazione professionale i richiedenti ricevono un’indennità di 350 euro mensili.

Inoltre, i beneficiari sono tenuti a confermare ogni tre mesi di tenere parte alle misure di formazione e attivazione lavorativa indicate nel patto di servizio personalizzato. In assenza di conferma, il Supporto per la formazione decade.

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