Nuovo stato di emergenza: non c’entra con Rem e bonus

Il nuovo stato di emergenza non c'entra con la proroga del reddito di emergenza e i bonus stagionali.

5' di lettura

Lo stato di emergenza è stato prorogato in Italia fino al 31 dicembre 2022. Questa volta non c’entra il Covid-19 e questa situazione non deve alimentare false speranze su una proroga del reddito di emergenza e dei bonus stagionali. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unicoLeggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Stato di emergenza prorogato al 31 dicembre 2022: perché non c’entrano reddito di emergenza e bonus

Il Governo guidato da Mario Draghi ha deciso di prorogare lo stato di emergenza, in scadenza il 31 marzo 2022, fino al 31 dicembre 2022. Le ragioni di questa decisione sono da ricercare nella guerra fra Russia e Ucraina.

Dopo che i russi, su decisione di Putin, hanno invaso l’Ucraina, l’Europa ha deciso di mobilitarsi. Il consiglio dei ministri, che si è riunito venerdì scorso, ha così deciso di prorogare lo stato di emergenza. Con quello che è stato ribattezzato “Decreto Ucraina“, l’Italia avrà più facilità a inviare aiuti umanitari e militari.

Lo stato di emergenza, infatti, attraverso l’approvazione di Decreti emergenziali, permette di adottare provvedimenti che, altrimenti, richiederebbero lunghi tempi burocratici; per esempio le restrizioni legate al Covid-19 o, in quest’ultimo caso, iniziative che scaturiranno rispetto all’evoluzione del conflitto fra Russia e Ucraina.

Nessuna proroga del reddito di emergenza e di bonus stagionali all’orizzonte. Queste misure di sostegno, approvate durante la pandemia, non hanno nulla a che fare con quello che il governo sta decidendo in questi giorni.

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Nuovo stato di emergenza: ecco perché il governo Draghi ha deciso così

Il governo, in una nota ufficiale, ha comunicato che: “Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi, ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza per intervento all’estero in conseguenza degli accadimenti in atto nel territorio dell’Ucraina”.

Il nuovo stato di emergenza, come è facile intuire, è molto diverso da quello approvato negli scorsi mesi. Di fatto, non c’entra nulla con il Covid-19 e con l’esigenza di applicare nuove restrizioni per ridurre la diffusione del virus.

Con simili premesse, è altrettanto semplice comprendere come questo nuovo stato di emergenza non renda più semplice l’approvazione di bonus e di altre misure straordinarie approvate durante il picco della diffusione del Covid-19.

All’orizzonte, insomma, non c’è nessuna proroga del reddito di emergenza né tantomeno sono previsti strumenti come i bonus stagionali. L’ultimo decreto emergenziale, il cosiddetto “Ristori Ter“, non includeva al suo interno misure simili.

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Decreto Ristori Ter: bonus e aiuti approvati. Niente proroga del reddito di emergenza

All’interno del Decreto Ristori ter c’erano questi aiuti:

  • riduzione dei costi per luce e gas con l’eliminazione di molti oneri di sistema. Le associazioni a tutela dei consumatori hanno stimato un aumento complessivo delle bollette da 40 a 70 miliardi per il 2022;  
  • credito di imposta, pari al 20%, per imprese a grande consumo energetico, che hanno registrato un incremento del costo per KWh superiore al 30% fra 2021 e 2019;
  • sospensione delle tasse per sale da ballo, discoteche e locali assimilati con riduzione del fatturato di almeno il 30% fra il 2021 e il 2019, con rifinanziamento da 20 milioni di euro del fondo per i parchi tematici, acquari, parchi geologici e giardini zoologici;
  • riduzione dei costi della cassa integrazione in deroga (cig) per hotel e agenzie di viaggio, ristoranti, bar, mense e catering, parchi divertimento, stabilimenti termali, discoteche, sale da ballo e sale giochi, nonché musei e radio taxi. Una cifra pari al 9% della retribuzione per le richieste di cig fino a 52 settimane; al 4% per chi utilizza il Fondo di integrazione salariale;
  • fondo perduto per numerose attività fra ristorazione, turismo e commercio al dettaglio. In questo approfondimento abbiamo spiegato, con un’utile tabella, quali saranno tutte le attività raggiunte dagli aiuti.

Nel documento, come anticipato, non hanno trovato spazio la proroga del reddito di emergenza e i nuovi bonus stagionali.

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