Obbligo Pos oltre i 60 euro? Il governo ci ripensa

Obbligo Pos oltre i 60 euro? Il governo ci ripensa per evitare lo scontro con l’Unione Europea. La soglia potrebbe essere riportata a un massimo di 30 euro. Sono a rischio gli obiettivi (e i finanziamenti del Pnrr) da raggiungere per contrastare l’evasione fiscale.

7' di lettura

Obbligo Pos solo per le transazioni superiori a 60 euro? Il governo frena, la misura non piace a Bruxelles. Ma non solo: il nuovo limite va anche contro uno degli obiettivi del Pnrr, in particolare rispetto alla parte che riguarda l’evasione fiscale. (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

Obbligo Pos oltre i 60 euro: questione in sospeso
Obbligo Pos oltre i 60 euro: cosa farà il governo
Obbligo Pos oltre i 60 euro: cosa dice l’Europa
Obbligo Pos oltre i 60 euro: tracciabilità del contante
Obbligo Pos oltre i 60 euro: evasione fiscale
Obbligo Pos oltre i 60 euro: i risultati

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Su un post precedente abbiamo illustrato la scelta del governo di eliminare le sanzioni per chi rifiuta pagamenti digitali fino a 60 euro;  potrebbe interessarti sapere cosa si rischia quando si prelevano soldi in contanti dal conto corrente; ma non solo bisogna stare attenti anche con i versamenti sul conto di denaro contante: scattano i controlli.

Non si tratta di una obiezione da poco. Anche perché è proprio grazie alle misure di contrasto all’evasione fiscale che l’Italia è riuscita a sbloccare l’ultima tranche di 21 miliardi di euro di finanziamenti.

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Obbligo Pos oltre i 60 euro: questione in sospeso

Quella dell’innalzamento dell’obbligo per i commercianti di accettare pagamenti con il Pos fino a 60 euro (il limite era di 30), è una delle questioni ancora da dibattere prima di poter chiudere la nuova legge di bilancio.

La discussione sulla manovra inizia oggi in Parlamento.

L’aumento della soglia è una delle disposizioni previste dall’esecutivo che è stata messa nel mirino dai tecnici della Commissione europea. C’è in queste ore una linea diretta tra Bruxelles e governo italiano e al centro del discorso c’è proprio questo provvedimento.

Si stanno valutando le possibili conseguenze che potrebbe avere la norma rispetto all’obiettivo (che era stato già raggiunto) di rendere operative le sanzioni nei confronti di professionisti e commercianti che rifiutano i pagamenti con carta digitale e quindi del Pos.

Il governo Draghi, anche per accedere ai fondi del Pnrr, aveva sancito le linee guida rispetto ai pagamenti in digitale già all’interno del Recovery Plan. Sono state previste delle sanzioni per chi rifiuta bancomat, carta di credito o di debito per un qualsiasi tipo di importo.

L’innalzamento dell’obbligo a 60 euro contraddice in pieno le scelte dell’esecutivo precedente. Scelte, lo ripetiamo, che erano state concordate e approvate dalla Commissione europea.

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Obbligo Pos oltre i 60 euro: cosa farà il governo

Il governo ha dunque rallentato sull’innalzamento dell’obbligo a 60 euro. Abbassati anche i toni della polemica, per disinnescare un possibile scontro con Bruxelles (che potrebbe avere poi delle ripercussioni sui fondi del Pnrr). Insomma, non sembra si abbia intenzione di affrontare una guerra per il Pos.

Si sono intensificati i contatti tra governo e commissione Ue. Si vuole arrivare a un’intesa molto prima che a Bruxelles si avvii una valutazione formale della legge di bilancio (prevista tra qualche settimana). Ma prima anche della visita che la delegazione di tecnici europei farà tra qualche giorno proprio per discutere da vicino il contenuto della manovra.

Per ora l’esecutivo Meloni ha fatto sapere, rispetto alle deroghe per il Pos, che si intende agire subito per evitare incomprensioni. E quindi, così si legge in una nota, «dagli esiti delle interlocuzioni con la Commissione sul tema delle soglie al di sotto delle quali gli esercizi commerciali non sono obbligati ad accettare pagamenti con carta si terrà conto nel prosieguo dell’iter della legge di bilancio».

L’esecutivo sostiene che si intende avere un atteggiamento diverso soprattutto per le piccole imprese (in particolare dunque i commercianti) che arrivano da stagioni molto difficili, segnate in particolare dagli anni della pandemia e ora dal caro bollette.

Obbligo Pos oltre i 60 euro: cosa dice l’Europa

Vediamo cosa sostiene l’Europa rispetto ai pagamenti digitali: «Si ha facoltà di accettare le modalità di pagamento preferite, ma se i clienti intendono pagare per via elettronica (ad esempio mediante addebito diretto o pagamento con carta) in una valuta ammessa, il pagamento va accettato a prescindere dal luogo all’interno dell’UE in cui essi o i loro prestatori di servizi di pagamento sono ubicati».

Che è una posizione molto distante da quella del governo italiano, ma che soprattutto non prevede un limite entro il quale il commerciante (o il professionista) può dire al cliente di accettare solo contanti.

Oltretutto potrebbe essere più semplice imporre un limite di 30 euro e nel frattempo (entro giugno) ridurre le commissioni che si pagano per il Pos in Italia (oggi sono il doppio di quelle francesi).

Obbligo Pos oltre i 60 euro: tracciabilità del contante

Le vere divergenze con l’Unione europea sono in particolare sulla tracciabilità del contante. Che è appunto uno dei capisaldi per la lotta all’evasione fiscale (in Italia è a livelli molto alti).

Divergenze che si riscontrano anche nella decisione di elevare il limite del contante da 1.000 (come era previsto a partire da gennaio 2023) a 5.000 euro (la formulazione iniziale era di 10.000).

Sul limite da contante la divergenza è meno rilevante. Nel senso che l’Ue ha evitato per ora di porre delle soglie specifiche. E infatti la situazione tra i Paesi dell’Unione è molto variegata. Si passa da un limite di 500 euro in vigore in Grecia al nessun limite, come in Germania e Austria (Paesi che comunque hanno una evasione fiscale molto più bassa di quella italiana).

Obbligo Pos oltre i 60 euro: evasione fiscale

La questione centrale resta dunque la lotta all’evasione fiscale. In particolare per quanto riguarda l’Iva. In Italia raggiunge i 30 miliardi (il valore di una finanziaria), ed è la più elevata dell’Unione europea.

Ora, la lotta all’evasione fiscale è uno dei punti fondamentali del Pnrr. Ma non solo: a questo tema è legata la riforma fiscale (prevista dal precedente governo, ma deragliata dopo la caduta di Draghi).

Per capirci: se non c’è una riforma fiscale che introduca anche elementi di contrasto all’evasione fiscale saltano anche i soldi del Recovery.

Per armonizzare le norme sui pagamenti digitali dei diversi Paesi europei, l’Ue ha annunciato una proposta legislativa sulla materia, da presentare entro un mese. Con un obiettivo dichiarato: spingere forte per i pagamenti digitali e «avere una maggiore tracciabilità del denaro contante».

Una linea che non sembra quella che intende perseguire il governo Meloni.

Obbligo Pos oltre i 60 euro? Il governo ci ripensa

Obbligo Pos oltre i 60 euro: i risultati

Negli ultimi anni con la fatturazione elettronica e altri incentivi (adempimento spontaneo) hanno contribuito a ridurre la cosiddetta “evasione dell’Inco senza consenso”. In pratica quella che si verifica nella catena distribuzione/produzione. Così è stato anche possibile ridurre l’evasione delle imposte dirette.

Alzare a 60 euro la soglia del tetto per l’uso del Pos può incentivare questa forma di evasione piuttosto che ridurla.

Sull’aumento del limite a 60 euro si sono levate molte critiche anche in Italia. A partire dalla Federconsumatori, che ha definito la scelta del governo «inconcepibile e dannosa».

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