Sei femmina, niente calcio. Olivia indigna l’Italia

Olivia ha 7 anni e ama giocare a calcio. Il centro sportivo di Trastevere, a Roma, dove risiede, le ha negato di iscriversi a scuola. La storia ha fatto il giro del web, ha indignato l'Italia e scatenato la rivolta delle calciatrici di Serie A e della Nazionale, scese in campo virtualmente a difesa della piccola, che ora può finalmente praticare il suo sport preferito.

Sei femmina, niente calcio. Olivia indigna l'Italia
La storia della piccola Olivia ha attirato l'attenzione anche delle calciatrici della nazionale italiana.
3' di lettura

Le hanno vietato di giocare a calcio, perché non è un maschio. La notizia ha fatto il giro del web. La foto con Olivia, una bambina di 7 anni, mentre assiste a una partita in un campetto di Trastevere, in provincia di Roma, ha indignato tutta Italia. Lei, con le manine aggrappate alla recinzione, lo sguardo fisso nel seguire il pallone rotolare sull’erba sintetica, e quell’assurda considerazione che, ancora oggi nel 2020, cataloga il calcio a sport per soli maschi.

Vuole solo giocare a calcio

Qualche giorno fa la bambina ha scritto una lettera, che ha poi postato sui social, corredata da un disegno di un campo di calcio pieno di giocatori di entrambi i sessi. E in alto, la scritta «Evviva il calcio».

«Adoro molto il calcio e sono pure forte, ma non capisco perché la scuola sotto casa fa giocare i maschi e non le femmine», si è chiesta Olivia. Quindi, dimostrando molta più maturità e intelligenza dei grandi che le vietano di praticare il gioco che lei adora, ha proseguito:

«So che il calcio è un gioco da fare tutti insieme e io ho il diritto di praticarlo. Non voglio fare la fine della mia amica Maddalena, che giocava all’asilo, ma poi smise perché tutti le dicevano che il calcio era da maschi».

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Olivia, dopo le proteste dell’opinione pubblica, è riuscita ad iscriversi alla scuola calcio di Trastevere.

Interpellato da Repubblica, Roberto Attanasi, l’amministratore del centro sportivo del comune di Trastevere che ha negato a Olivia l’iscrizione alla scuola calcio, ha cercato di difendersi dalle accuse di sessismo:

«Lungi da noi precludere lo svolgimento di attività sportive promiscue. Ma storicamente non abbiamo avuto quasi mai richieste per i corsi di calcio da parte di bambine o ragazze», ha dichiarato, costretto poi a fare un passo indietro dopo lo tsunami di proteste proveniente soprattutto dal mondo del calcio femminile: Olivia potrà giocare a calcio assieme agli altri bambini.

Sono tante le calciatrici che hanno rivolto un pensiero alla piccola. A iniziare dalla vice-capitana della Nazionale azzurra, Alia Guagni: «Quando ero piccola mi chiamavano maschiaccio, mi dicevano che il calcio non era per le ragazze. Io non gli ho creduto. Non farlo neanche tu, raggiungi i tuoi obiettivi», le ha scritto, invitandola a unirsi con loro a Coverciano.

Le ha fatto eco il portiere della Fiorentina, Stephanie Ohrstrom, che ha promesso a Olivia una copia del suo libro «Elisa e Bella Francavilla».

Anche le calciatrici del Napoli, Federica Di Criscio e Eleonora Goldoni, hanno dedicato a Olivia un messaggio d’affetto: «Sei una donna e per le donne la strada per il Paradiso non è certo confortevole come l’erba sotto gli scarpini, anzi è lastricata di discriminazione».

L’Empoli, il Verona e la Roma si sono messe in contatto con la famiglia della piccola: le invieranno una maglietta, autografata, che Olivia potrà indossare, con orgoglio, durante gli allenamenti nel campetto della scuola che, ora sì, le consentirà di giocare a calcio.

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