Omicida di Montoro “evade” dalla casa lavoro. Aveva ucciso la sorella

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Ha ucciso la sorella e poi è stato processato per tentato omicidio di un fratello, ora Alfonso D’Aponte non ha fatto ritorno nella casa lavoro alla quale si trovava associato. Il suo nome è legato a un inquietante fatto di cronaca che risale al 1997. Quando il pastore di Montoro Inferiore (Avellino) uccise la sorella diciottenne con delle coltellate e la seppellì. L’uomo si era poi costituito ai carabinieri.

D’Aponte, condannato per omicidio: non torna alla casa lavoro

D’Aponte – anni dopo – era uscito dal carcere per un permesso premio, concesso dal Magistrato di Sorveglianza di Sulmonte dove si trovava ristretto per espiare una misura di sicurezza che gli era stata applicata dopo la condanna a diciotto anni per omicidio. E in quell’occasione aveva avuto un furioso litigio con i fratelli alla stazione. Le indagini erano costate a D’Aponte un nuovo processo. Questa volta per tentato omicidio ai danni di un fratello. L’uomo era stato poi condannato, in primo grado, a quattro anni per lesioni aggravate, ottenendo una derubricazione del reato richiesta dal suo avvocato, Rolando Iorio. Anche il legale, da giorni, non ha più notizie del suo assistito.

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