Ammazzato a colpi di pistola, quella lite prima dell’esecuzione

Gli investigatori indagano su un litigio che ci sarebbe stato giorni prima dell'omicidio, fra la vittima e un sospettato fermato ieri sera mentre si dirigeva verso Roma.

Omicidio di Orazio De Paola. Ipotesi di una lite fra la vittima e l'assassino prima della morte.
Omicidio di Orazio De Paola. Ipotesi di una lite fra la vittima e l'assassino prima della morte.
2' di lettura

Un litigio giorni prima dell’omicidio, forse per una donna. L’appuntamento per consumare la vendetta. I quattro proiettili esplosi a bruciapelo, il quinto mentre la vittima era a terra agonizzante. E’ questa una delle piste seguite, dagli investigatori, per spiegare la morte di Orazio De Paola, 58 anni, assassinato ieri a San Martino Valle Caudina (Avellino).

L’uomo fermato

I carabinieri del comando provinciale, come vi abbiamo anticipato ieri, hanno fermato un pregiudicato del posto, Gianluca Di Matola. Secondo una prima ricostruzione, De Paola aveva picchiato il ragazzo giorni prima dell’omicidio. E’ probabile che proprio quel litigio abbia rappresentato la miccia che ha spinto il presunto assassino ad attirare De Paola nella trappola.

Una telefonata per concordare l’appuntamento, poi l’omicidio con le modalità dell’esecuzione. Quindi, la fuga, almeno in parte ripresa dalle telecamere.

Quelle del comune, di sistemi di videosorveglianza privati e di una scuola nelle vicinanze. Quasi tutto, verrebbe da dire, alla luce del sole. Quasi tutto sembra suggerire che non sia stata un’azione premeditata da un professionista.Troppa improvvisazione, troppi i rischi di essere scoperti.

Le piste investigative

De Paola, in passato, era considerato un membro di spicco del clan Pagnozzi, egemone in quella zona della Valle Caudina, temuto anche fuori dai confini regionali. A San Martino era un intoccabile, non aveva bisogno di camminare armato e per altro probabilmente non gli conveniva, essendo stando per anni un sorvegliato speciale. Da 2019 era “praticamente un uomo libero”. Nessuno poteva immaginare quello che è accaduto ieri mattina.

Restano in piedi due piste. Quella personale, legata proprio al litigio di giorni prima, quando De Paola avrebbe picchiato il pregiudicato. Il motivo della lite potrebbe essere l’ “interesse condiviso” per una 30enne della zona, già ascoltata dai carabinieri.

E sullo sfondo c’è l’ipotesi che sia stato qualcun altro a ordire il tranello e l’esecuzione. Al momento, comunque, non c’è ancora la pistola che ha fatto fuoco. Grande attesa per l’interrogatorio del sospettato. Il ragazzo è stato fermato in auto, mentre viaggiava in direzione di Roma. Non ha opposto resistenza. Dalle sue dichiarazioni potrebbe arrivare la soluzione del mistero. Nel pomeriggio dovrebbe essere fissato il giorno dell’autopsia e ci sarà la notifica ai familiari della vittima, assistiti dall’avvocato Valeria Verrusio. A eseguirla sarà il medico legale, Lamberto Pianese, ieri a San Martino per l’esame esterno del cadavere.

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