Camorra in Irpinia, ucciso per l’auto sbagliata: il vero obiettivo era “zorro”

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Dopo quattordici anni dall’omicidio di Giovanni Galluccio, è finito in carcere uno dei presunti killer che prese parte a quella drammatica notte del 20 settembre 2005 davanti agli uffici della Abella Costruzione. I militari del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna e quelli della Compagnia dei Carabinieri di Nola hanno arrestato Vincenzo Mercogliano, classe ’59, ritenuto vicino all’ex clan dei «marciuliani» per il delitto avvenuto a Tufino, in concorso con Marcello Di Domenico, collaboratore di giustizia, che si è accusato di essere il mandante dell’agguato e suo fratello Ciro Di Domenico, anche lui collaboratore di giustizia, che sarebbe l’organizzatore e autore insieme a Mercogliano del delitto.

Omicidio Galluccio: il vero obiettivo era Guerriero

Le dichiarazioni dei due pentiti hanno permesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli di riaprire le indagini sul delitto che poi hanno portato alla misura cautelare firmata dal Gip del Tribunale di Napoli Valeria Montesarchio.

Il vero obiettivo dei killer era Antonio Guerriero, ‘o zorro, pregiudicato di Avella, che aveva lo stesso modello di auto di Galluccio. Guerriero, ras emergente della zona, doveva essere punito per l’autonomia con cui stava conducendo alcuni affari. Marcello Di Domenico, negli interrogatori resto dinanzi agli inquirenti dell’Antimafia, fa riferimento ad una vendetta trasversale,a per colpire il cognato di Guerriero, Giuseppe Palma, ex affiliato alla Nuova Famiglia, nel mirino del boss del nolano per vecchie storie legate agli equilibri criminali della zona.

Di Domenico parla di Guerriero

“Il cognato di Peppe Palma – dice Di Domenico – era un ex appartenente alla polizia penitenziaria soprannominato “zorro”, titolare all’epoca dei fatti un impresa di costruzioni che si occupava anche del movimento terra e di fornitura di cemento”.

Nell’interrogatorio reso dopo la sospensione della collaborazione con una fuga durata pochi mesi, l’ex boss aveva anche chiarito come “alla morte di Zorro era interessato anche il clan Cava”.

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