Omicidio Tornatore, ergastolo per Vietri. Sei anni a Rainone

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Ergastolo con isolamento diurno per Francesco Vietri, 56 anni, di Montoro (Avellino) e sei anni di reclusione per Pasquale Rainone, 31 anni, di Fisciano (Salerno) nel processo per la morte di Michele Tornatore, ammazzato nell’aprile del 2017 con due colpi di pistola in testa e uno al torace, prima di essere bruciato in un’auto. E’ questa la sentenza letta in Corte D’Assise ad Avellino, pochi minuti fa (ore 12.45 del 25 settembre 2019), dal giudice Luigi Buono, affiancato dal magistrato Giulio Argenio e dalla giuria popolare. La decisione è arrivata dopo una camera di consiglio durata oltre due ore.

Omicidio Tornatore: il pm chiede ergastolo per Vietri

Vietri, difeso dagli avvocati Italo Benigni e Anna Caserta, era accusato di concorso in omicidio e distruzione di cadavere. Accusa, quest’ultima, condivisa con l’altro imputato, Rainone. Per il 31enne era caduta in Cassazione l’aggravante mafiosa, dopo il ricorso dell’avvocato Marino Capone.

La giuria, con la sentenza di questa mattina, ha accolto le richieste del Pm, Simona Rossi, che con la Direzione Distrettuale Antimafia ha coordinato l’indagine. Delegata ai carabinieri del nucleo investigativo di Avellino, diretti dal capitano Quintino Russo.

Omicidio Tornatore, indagine bis: tre indagati

Dopo gli arresti, la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha continuato a indagare. E le intercettazioni raccolte dai carabinieri di Avellino si sono incrociate con altri fatti di cronaca del capoluogo irpino, finendo per scoperchiare una commistione fra vari ambienti criminali. Nell’indagine bis, sull’omicidio di Tornatore, ci sono per ora tre indagati. Ma il numero potrebbe crescere. Mancano infatti ancora numerosi tasselli per ricostruire un fatto di cronaca inquietante. A partire dal movente.

Durante il processo si è fatto più volte riferimento a debiti che la vittima avrebbe contratto con diverse persone. Anche pregiudicati. Debiti che potrebbero essergli stati fatali. Vietri in alcune deposizioni, poi ritratte, aveva fatto riferimento a degli “amici di Avellino”. Per gli inquirenti potrebbe trattarsi di clan attivi nel ristretto hinterland del capoluogo irpino.

Omicidio Tornatore: ipotesi usura

Una delle ipotesi – emersa durante il processo – è che Tornatore dovesse dei soldi allo stesso Vietri. Ne ha parlato anche il figlio della vittima in aula.

“Problemi economici, problemi di usura – aveva ricordato il Pm durante la requisitoria – il testimone aveva parlato anche di un interessamento di Vietri, negli anni passati, per le proprietà immobiliari della famiglia Tornatore. E di come il padre gli avesse raccomandato di stare lontano dal Vietri, indicandolo come “una persona pericolosa”. L’imputato si è sempre professato innocente. Ora i suoi avvocati impugneranno la sentenza in Appello.

Processo Tornatore, allarme bomba in tribunale

Per questa mattina, sono state disposte misura di sicurezza mirate. Dopo che giorni fa, nei bagni del bar Saint Tropez, è stata trovata una busta con all’interno un biglietto che annunciava l’esplosione di una bomba in tribunale. Il giorno indicato era proprio il 25 settembre. Ma le forze dell’ordine non hanno trovato traccia dell’esplosivo.

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