Omicidio Tornatore, chiesto l’ergastolo per Vietri

Omicidio Tornatore, chiesto l'ergastolo per Vietri
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Fine pena mai. Il pm dell’antimafia di Napoli, Simona Rossi, al termine di quattro ore di requisitoria, ha chiesto l’ergastolo con isolamento diurno per il 56enne di Montoro, Francesco Vietri (difeso dagli avvocati Italo Benigni e Anna Caserta), accusato del concorso in omicidio e distruzione di cadavere di Michele Tornatore, ammazzato con due colpi di pistola in testa e uno al torace, prima che il corpo fosse bruciato in una Nissan Almeira il 4 aprile del 2017. Sei anni di reclusione, invece, sono stati richiesti per l’altro imputato, il 31enne di Fisciano, Pasquale Rainone, accusato di distruzione di cadavere senza l’aggravante mafiosa, che era stata fatta cadere dal ricorso in Cassazione curato dall’avvocato Marino Capone.

Omicidio Tornatore: citata l’indagine bis

Il pm ha anche chiesto la trasmissione degli atti alla Procura di Avellino, in riferimento a Vietri per calunnia nei confronti di Rocco Ravallese. L’imputato ha infatti ritrattato alcune dichiarazioni relative proprio al coinvolgimento di Ravallese, finito in un’indagine bis sull’omicidio di Tornatore con  Gerardo Iannone e Roberto Guarnaccia, anche loro citati nel corposo fascicolo redatto dal nucleo investigativo dei carabinieri di Avellino, guidati dal capitano Quintino Russo.

Nella requisitoria il pm ha ricostruito il movente alla base dell’omicidio di Tornatore, sul quale comunque esistono ancora tanti punti d’ombra. Come prova l’altra indagine della Dda che è alla ricerca di altre persone che avrebbero partecipato, con ruoli diversi, al delitto. Una morte riconducibile a dei debiti non saldati da Tornatore.

Debiti dietro la morte di Tornatore?

“Vietri si è contraddetto più volte in udienza. Ha dichiarato inizialmente di non aver mai prestato soldi a Ravallese, salvo poi ammettere di averlo fatto e che questo denaro doveva andare agli “amici di Avellino” di Ravallese. Vietri nega di aver prestato quei soldi perché non vuole apparire come creditore. Anche se poi ritratta tutti i passaggi delle sue dichiarazioni precedenti relative alla provenienza dei soldi di Ravallese dal clan dei Genovese. Ditemi se questo non serve allo scopo far cadere l’aggravante mafiosa?”, ha chiesto retoricamente il magistrato del pubblico ministero nella sua requisitoria.

Vietri ha anche negato di aver prestato i soldi allo stesso Tornatore. Fatti – ha ricordato il pm – smentiti dal figlio della vittima in aula (i familiari della vittima si sono costituiti parte civile con l’avvocato Pasqualino Del Guercio). Il ragazzo aveva raccontato di aver allentato i rapporti col padre – da un anno e mezzo prima del delitto – per problemi familiari e dopo aver premesso che il genitore aveva debiti in un po’ con tutti. Fra i quali proprio Vietri.

“Problemi economici, problemi di usura – ha ricordato il pm in aula – così aveva detto il testimone riferendosi al padre. Oltre a parlare di un interessamento di Vietri, negli anni passati, per le proprietà immobiliari della famiglia Tornatore. E di come il padre gli avesse raccomandato di stare lontano dal Vietri, indicandolo come “una persona pericolosa”.

Omicidio Tornatore, il pm su Rainone

Sulla posizione di Rainone il pm ha menzionato delle intercettazioni ambientali raccolte a casa di Iannone. Dopo la notifica a Rainone dell’avviso di garanzia e a rendere interrogatorio (all’epoca gli era stato contestato concorso nell’omicidio e nella successiva distruzione dell’autovettura della vittima e del cadavere). Rainone, l’11 ottobre, si era avvalso della facoltà di non rispondere.

“Rainone – ha ricordato il pm – ha mostrato l’atto a Iannone, dopo averlo raggiunto a casa. E proprio Iannone consigliava a Rainone la strategia da adottare rispetto a dichiarazioni da rendere”.

Viene citato anche il colloquio n.723 delle 11.14, captato dagli investigatori il 6 settembre 2017 nella abitazione di Gerardo Iannone, dove Pasquale Rainone e Roberto Guarnaccia, nel parlare proprio con Gerardo ‘o topo (questo il soprannome di Iannone), si mostrano preoccupati perché era girata la voce del possibile coinvolgimento di Rainone nell’omicidio di Tornatore per il quale era stato arrestato Vietri.

Rainone – intercettato – si lamenta di come il suo nome stia “camminando troppo”. E ipotizza che qualcuno possa averlo menzionato.

Ricostruzioni che ora toccherà alle difese provare a smontare il prossimo 4 luglio, quando discuteranno i legali e il pm avrà la possibilità di replicare. Prima che arrivi la sentenza dei giudici Luigi Buono e Giulio Argenio, affiancati dalla giuria popolare.

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