Omicidio Tornatore, in aula le intercettazioni: "Era agitatissimo"
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Omicidio Tornatore, in aula le intercettazioni: “Era agitatissimo”

Ancora delle intercettazioni al centro della nuova udienza nel processo sull’omicidio del 63enne Michele Tornatore rinvenuto cadavere a Contrada.

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Ancora delle intercettazioni al centro della nuova udienza nel processo sull’omicidio del 63enne Michele Tornatore, ammazzato con due colpi di pistola in testa e uno al torace, prima che l’auto che trasportava il suo cadavere fosse bruciata in una discarica di Serre, frazione di Contrada in provincia di Avellino, nell’aprile del 2017.

Questa mattina, durante il processo a carico del 54enne, Francesco Vietri, (detenuto con l’accusa di concorso in omicidio e distruzione di cadavere e difeso dagli avvocati Anna Caserta e Italo Benigni) e del 30enne Pasquale Rainone (accusato di distruzione di cadavere e difeso dall’avvocato Marino Capone), sono comparsi in aula Gianpaolo Malafronte (difeso dall’avvocato Raffaele Tecce), 38enne di Montoro, indagato in un procedimento annesso per favoreggiamento, e la moglie.

Quelle intercettazioni…

L’uomo – proprio perché sotto inchiesta in una indagine correlata alla morte di Tornatore – ha potuto avvalersi della facoltà di non rispondere. Il pm dell’antimafia napoletana, Simona Rossi, ha condotto un serrato interrogatorio alla moglie di Malafronte, registrata in alcune intercettazioni telefoniche e ambientali, successive alla morte di Tornatore, in cui la donna è stata ascoltata mentre parlava col marito e con la moglie di Rocco Ravallese, l’uomo che con Roberto Guarnaccia e Gerardo Iannone, è indagato per concorso in omicidio in un’inchiesta bis della Dda napoletana sul decesso del 63enne di Montoro.

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A maggio del 2017 le donne sono state ascoltate mentre erano a bordo di una Renault Clio, quell’auto nella disponibilità di Ravallese che la moglie di Malafronte ha detto di “non ricordare”.

In quelle intercettazioni, lette dal pm in aula, si fa riferimento a “qualcuno che andava a vanti e dietro agitatissimo”. E a “un’auto rubata”, aggiungendo che “la moglie gli voleva far dire cose false”. In quell’intercettazione spunta anche la parola “formaggino”, il soprannome con cui era conosciuto proprio Francesco Vietri.

Chi era agitato? Chi era stato indotto a dire cose false?

A queste domande del pubblico ministero, la testimone ha risposto di non ricordare quelle conversazioni. E ha aggiunto che di Michele Tornatore che, “conosceva solo di vista”, lei non sapeva nulla e dell’omicidio “aveva appreso tutto dai giornali”.

Alcune foto nelle domande del pm

In un’altra telefonata la donna è ascoltata mentre il marito le chiedeva di “alcune foto” che non riusciva a trovare.

“Si riferiva a foto di una pizza che era andato a mangiare con Vietri”, ha riferito la teste incalzata dal pm.

Risposte che hanno innescato la reazione stizzita dell’avvocato dei familiari di Tornatore, il legale Pasqualino Del Guercio, che ha stigmatizzato la “reticenza della testimone”.

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E’ stata acquisita, su richiesta dell’avvocato Marino Capone, la consulenza medica stilata dal dottore Del Franco dopo l’escussione di Gerardo Lombardi, del nucleo investigativo provinciale dei carabinieri di Avellino.

L’investigatore ha spiegato le modalità con cui è stata realizzata l’attività di intercettazione e l’identificazione delle persone ascoltate.

I giudici Luigi Buono e Giulio Argenio, affiancati dalla giuria popolare, hanno ammesso con il 507 (assunzione di nuovi mezzi di prova) l’escussione del cittadino che aveva visto un incendio provenire dalla zona Serre, la sera del 4 aprile 2017, quando per gli investigatori è stata bruciata l’auto con dentro il corpo di Tornatore. Con le stesse modalità sarà ascoltato il caposquadra dei pompieri che è intervenuto a Contrada.

Proprio la registrazione della chiamata alla centrale operativa dei vigili del fuoco è stata acquisita su richiesta dell’avvocato Capone. L’intervento dei pompieri è avvenuto intorno alle 21.45 quando, in zona Serre, non c’era alcuna traccia dell’auto bruciata. Una prova che collocherebbe in un orario differente l’incendio in cui è stato distrutto il cadavere di Tornatore.

Il processo si avvia alla sua conclusione. Il 29 maggio è prevista la requisitoria del pm. Poi toccherà alle arringhe dei difensori degli imputati. Prima della fine dell’estate dovrebbe arrivare la sentenza.

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