Nei verbali del pentito: a uccidere Tornatore non fu Vietri ma un altro

Nel verbale di un pentito viene messa in dubbio la dinamica dell'omicidio di Michele Tornatore, per il quale è stato condannato all'ergastolo Francesco Vietri.

Omicidio Tornatore. Le dichiarazioni di un pentito mettono in dubbio la dinamica.
Omicidio Tornatore. Le dichiarazioni di un pentito mettono in dubbio la dinamica.
2' di lettura

Nel verbale di un pentito viene messa in dubbio la dinamica dell’omicidio di Michele Tornatore, ucciso a colpi di pistola prima che il cadavere fosse bruciato nel 2017 in una discarica di Contrada (Avellino). Un delitto per il quale è stato condannato all’ergastolo Francesco Vietri.

Quelle dichiarazioni, ritenute inattendibili dagli inquirenti, sono invece considerate molto importanti dalla difesa (avvocati Nello Pizza e Anna Caserta) dell’imputato o quanto meno meritevoli d’attenzione. La Corte d’Appello di Napoli ha stabilito che venga rinnovata l’istruttoria dibattimentale per il processo di secondo grado.

Ma cosa c’è in quelle dichiarazioni?

In due dichiarazioni (il 13 e il 20 febbraio 2020), per certi versi contraddittorie, rese davanti all’Antimafia di Napoli, il pentito spiega di aver appreso che a uccidere Tornatore non era stato Vietri, ma un pregiudicato di Avellino ritenuto interno a un gruppo criminale strutturato e attivo in più comuni. Vietri si sarebbe solo impegnato a bruciare il corpo, carbonizzato in un’auto abbandonata di una discarica di Contrada. Al momento non entreremo nei dettagli dei verbali, proprio perché quelle dichiarazioni non sono state ritenute solide dall’accusa e non hanno ancora affrontato il vaglio del dibattimento in aula.

La persona che avrebbe fatto quelle confidenze al pentito è stata anche indagata e poi prosciolta (le accuse sono cadute senza arrivare a processo) nell’indagine bis sulla morte di Tornatore. Ora se ne riparlerà in aula. Dopo tre anni la morte del 63enne è ancora avvolta da tanti punti interrogativi.

L’indagine sull’omicidio Tornatore

I carabinieri del nucleo investigativo di Avellino, diretti dal capitano Quintino Russo, hanno ricostruito gli spostamenti dell’auto che ha trasportato il cadavere di Tornatore nel luogo in cui è stato bruciato. Sono stati raccolti diversi elementi che hanno spinto i giudici a condannare Vietri per il concorso in omicidio e Pasquale Rainone per la partecipazione nella distruzione del cadavere. Non è stata però mai trovata la pistola che ha ucciso Tornatore e resta un mistero l’identità di chi avrebbe partecipato al delitto.

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