Omicidio Willy. Il padre di un indagato: la galera farà bene a mio figlio

Il padre di Mario Pincarelli, uno dei quattro ragazzi arrestati per il delitto di Colleferro, sostiene che suo figlio e i fratelli Bianchi siano bravi ragazzi, solo un po' attaccabrighe, «ma per difendere gli amici deboli». IL problema «è che bevono» e tutto questo non sarebbe successo «se quel cretino non li chiamava per una lite finita». «Mio figlio si farà un po' di carcere, dieci anni, forse meno: gli farà bene, magari si raddrizza».

Omicidio Willy. Il padre di un indagato: la galera farà bene a mio figlio
Ha parlato anche il padre di Mario Pincarelli uno dei quattro giovani arrestati per l'omicidio di Willy Duarte Monteiro a Colleferro: mio figlio è un bravo ragazzo difende gli amici deboli.
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«Mio figlio è un bravo ragazzo e magari un po’ di galera gli farà bane, lo raddrizza». A parlare è Stefano Pincarelli, il padre di Mario, uno dei ragazzi arrestati per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte, a Colleferro, ammazzato di botte tra sabato e domenica.

Sono bravi ragazzi e Balleggia ha cantato

Il padre di uno degli indagati ha rilasciato le sue dichiarazioni a Repubblica. Avrebbe voluto non parlare, poi si è lasciato andare. E pure ammettendo la gravità di quello che contestano ai quattro giovani continua a definirli «bravi ragazzi», prendendosela con chi ha chiamato i fratelli Bianchi «per una lite che era già finita» e con Francesco Belleggia, l’unico ai domiciliari, «quello che ha cantato».

La colpa è di chi ha chiamato Bianchi

«Mio figlio è in carcere – ha dichiarato Stefano Pincarelli – perché ha aiutato gli amici». Per lui suo figlio «è un generoso, quando deve prendere le parti degli amici non ha paura di niente».

«La colpa – ha continuato Pincarelli – è del ragazzo che ha chiamato i Bianchi, la lite era finita». In pratica: perché li ha fatti intervenire? Anche se il punto dovrebbe essere un altro: perché hanno pestato tutti e massacrato Willy se la lite era finita?

«Mario è intervenuto per difendere Belleggia, quello che ha cantato, e si è rovinato. Forse aveva bevuto, ma non è certo Totò Riina. Sono tutti responsabili, ma quel cretino che ha chiesto aiuto ai fratelli Bianchi…».

E i carabinieri dov’erano

C’è un altro aspetto che fa infuriare il padre di Pincarelli: «Ci sono liti tutte le sere sotto la caserma dei carabinieri, perché non sono intervenuti prima?»

Dopo aver distribuito le colpe a chi ha «chiamato i fratelli Bianchi», a «Balleggia che ha cantato» e ai «carabinieri che non sono intervenuti», il papà di Mario Pincarelli individua un altro responsabile: l’alcol.

Il problema è che la sera bevono

«Danno tutti la colpa ai Bianchi, ma anche loro sono bravissimi ragazzi. Purtroppo è successo perché la sera bevono, una cosa e l’altra… Mi dispiace anche per i Bianchi, sì: sono bravi ragazzi, li ho visti crescere, sono stato con loro anche qualche giorno fa non posso dire niente di malamente riguardo a loro».

Dieci anni se li fa, forse cinque: magari si raddrizza

Ha poi aggiunto Pincarelli: «Mio figlio Mario fa a botte per difendere gli amici deboli. È uno che non ha paura di niente e deve prendere le parti degli amici, la mamma gli diceva sempre mi raccomando!, ma sa come sono i ragazzi, quando escono non sappiamo mica cosa fanno».

«Mario – ha continuato il padre – è disinteressato alla politica e allo sport, per lui esistono solo le ragazze. Qualcuno in giro dice che sia un attaccabrighe, lo so, ma in realtà è solo un ragazzo affettuoso che difende gli amici. Certo che se gli pesti un piede si fa rispettare».

Poi parla anche del futuro di suo figlio, che vede dietro le sbarre. «E’ indagato per un reato pesante, mi sa che alla fine dieci anni se li fa… Magari gli danno il ‘concorso’, ma 4 o 5 anni mi sa che se li fa. Un po’ di galera gli farà bene, comunque, magari si raddrizza. È un bel ragazzo, ha parecchie ragazze…».

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