Opzione donna 2023, c’è anche il criterio figli

Opzione donna 2023, c’è anche il criterio figli che modifica in parte la misura per la pensione anticipata. Saranno “premiate” le donne che hanno avuto due o più figli (uscita a 58 anni) rispetto a chi ne ha avuto uno (59 anni) o nessuno (60 anni). Chi potrà andare in pensione nel 2023.

5' di lettura

Opzione donna 2023, la misura è stata confermata e leggermente modificata dal governo. È stato introdotto il criterio che modula l’uscita in base al numero di figli.(scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Nel Consiglio dei Ministri il governo ha anche prorogato per un altro anno l’Ape Sociale, che consente di uscire a 63 anni con 30 o 36 anni (dipende dalla categorie) di contribuzione. Leggi cosa contiene la Legge di Bilancio 2023.

Su questo argomento può interessarti un post che spiega quanti soldi si perdono con Opzione donna (esempi); c’è una analisi dettagliata che racconta per Opzione donna quali contributi figurativi possono essere utilizzati; c’è un articolo interessante che mette insieme Opzione donna con la legge 104.

Guarda il video: LEGGE DI BILANCIO 2023 in BREVE: RDC, PENSIONI, FISCO. SI CAMBIA!

Oltre alle pensioni da 2100 euro tagliate per 2 anni, sulla Legge di Bilancio 2023 leggi anche:

Opzione donna 2023, cosa cambia?

Per Opzione donna è dunque scattata la proroga per un altro anno. Il governo Meloni, e in particolare il partito della premier, Fratelli d’Italia, ha anche proposto l’introduzione di Opzione uomo, che ricalca le caratteristiche della misura dedicata alle lavoratrici. Questo lascia intendere che la misura potrebbe diventare strutturale, seppur con qualche modifica.

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Alcune riforme sono già state introdotte. Per Opzione donna sono stati cambiati i criteri di uscita:

  • si andrà in pensione a 58 anni (con 35 di contributi) con due o più figli;
  • si andrà in pensione a 59 anni (con 35 di contributi) con un solo figlio:
  • si andrà in pensione a 60 anni (con 35 di contributi) se non si hanno figli.

Non si sa ancora se resterà la differenziazione tra lavoratrici dipendenti e autonome. Nella precedente versione di Opzione donna, funzionava così:

  • in pensione a 58 anni (con 35 di contributi) le lavoratrici dipendenti;
  • in pensione a 59 anni (con 35 di contributi) le lavoratrici autonome.

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Opzione donna 2023, solo contributiva

Il calcolo dell’importo per andare in pensione con Opzione donna resta ovviamente solo contributivo. Rientrano in questo calcolo anche i contributi che sono stati versati prima del 1996 che in altri trattamenti pensionistici sono calcolati con il sistema retributivo, più vantaggioso.

In pratica si prevede il ricalcolo delle anzianità che sono maturate prima della legge numero 335 del 1995.

Opzione donna 2023, in pensione le nate nel 1964 

Con la proroga di Opzione donna nel 2023 potranno andare in pensione le donne nate nel 1964 e che hanno avuto due o più figli. Se hanno 35 anni di contributi perderanno il ricalcolo su 7 anni di contributi versati prima del 1996. Significa che la penalizzazione sarà più ridotta rispetto a chi è andato in pensione negli anni scorsi. Si perde comunque sull’assegno pensionistico non meno del 20, 25%.

In pratica: 

  • raggiungimento dei 35 anni di contributi entro il 31 dicembre del 2022;
  • compimento entro il 31 dicembre del 2022, di 58 anni di età. La lavoratrice dovrà dunque essere nata entro il 31 dicembre del 1964. Ripetiamo se ha due o più figli.

Per le altre lavoratrici con un figlio o senza figli, se raggiunge l’età anagrafica rispettivamente un anno o due anno dopo.

E quindi nel 2023 potranno accedere a Opzione donna (con 35 anni di contributi):

  • le donne che sono nate nel 1963, se hanno un solo figlio;
  • le donne nate nel 1962, se non hanno figli.

Opzione donna 2023, con quali contributi?

Per determinare i 35 anni di lavoro effettivo necessari per andare in pensione con Opzione donna, vengono presi in considerazione:

  • i periodi di mobilità o cassa integrazione;
  • la maternità;
  • i periodi di congedo con la Legge 104.

Sono invece esclusi:

  • i contributi versati con la gestione separata;
  • i contributi figurativi per malattia o disoccupazione (che concorrono però a determinare il montante contributivo sul quale dovrà essere calcolata la pensione).

Opzione donna 2023, come si può andare in pensione?

Per perfezionare il requisito contributivo dei 35 anni, si può utilizzare anche la maternità obbligatoria, i contributi da riscatto (è possibile anche per i congedi parentali) e i versamenti volontari.

Opzione donna 2023, come funziona la ricongiunzione?

Per raggiungere il requisito contributivo non è possibile effettuare il cumulo gratuito dei contributi versati in casse previdenziali che sono diverse da Ago. Si può però procedere con la ricongiunzione onerosa. Ma anche versando contributi volontari.

È anche possibile il riscatto agevolato della laurea (5,265,49 euro l’anno), anche se si è in possesso di contributi maturati al 31 dicembre del 1996 e se iscritti alle gestioni obbligatorie prima del 1996. Chi ha intenzione di fare domanda di riscatto è importante sapere che deve essere fatta insieme alla richiesta di pensione.

Come presentare la domanda di Opzione donna?

La domanda si presenta online direttamente al sito Inps o rivolgendosi al Contact center o anche ai patronati (o intermediari).

Opzione donna 2023, c’è anche il criterio figli

Proroga anche per l’Ape sociale

Insieme a Opzione donna è stata prorogata anche l’Ape sociale, l’altra misura che consente una uscita anticipata per lavoratori fragili, caregiver, disoccupati o lavoratori impegnati in attività gravose.

L’Ape sociale è un trattamento di accompagnamento alla pensione di vecchiaia (che scatterà solo al raggiungimento dei 67 anni).

Si potrà uscire a 63 anni, con il requisito contributivo di 30 o 36 anni.

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