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Opzione Donna 2023: futuro incerto, cosa sta succedendo

Opzione Donna 2023: quale futuro? Quattro ipotesi al vaglio: dalla conferma dei requisiti alla proroga per 6-8 mesi, passando per Quoziente figli e fragili. Ecco cosa potrebbe accadere.

di Carmine Roca

Dicembre 2022

Opzione Donna 2023: il futuro è ancora incerto, ecco le ultime novità in merito (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice:

Opzione Donna 2023: futuro incerto, ipotesi al vaglio

Che caos intorno a Opzione Donna 2023. Il Governo Meloni non riesce a trovare la quadratura del cerchio e non ha ancora stabilito se e come cambiare la misura previdenziale dedicata alle donne lavoratrici.

Le ipotesi al vaglio sono addirittura 4:

La proroga di Opzione Donna è inserita nella legge di bilancio che dovrà passare l’esame della Camera per essere approvata entro il 31 dicembre.

In un primo momento sembrava che la misura che consente alle donne lavoratrici di uscire dal mondo del lavoro a 58 anni (dipendenti) o 59 anni (autonome) con 35 anni di contributi, dovesse rimanere invariata anche nel 2023.

Scopri la pagina dedicata all’opportunità di Opzione Donna per andare in pensione anticipata.

Successivamente, per alleggerire la portata della spesa pubblica, il Governo Meloni ha provato a inserire dei paletti per accedervi: il primo è stato il “quoziente figli”, che avrebbe consentito alle donne con 2 o più figli di andare in pensione a 58 anni, alle lavoratrici con un figlio di uscire a 59 anni e alle donne senza figli di andare in pensione a 60 anni.

Il secondo paletto è stato quello di limitare al massimo la platea di beneficiarie, rendendo Opzione Donna 2023 accessibile soltanto alle categorie fragili, individuate in:

Una volta resosi conto che soltanto 2.900 lavoratrici avrebbero potuto sfruttare Opzione Donna (con un impatto sui conti pubblici sceso fino a 20,8 milioni di euro nel 2023), il Governo Meloni ha compiuto un passo indietro, accantonando l’ipotesi “fragili”, per un testa a testa tra due soluzioni.

La prima è una proroga secca di 6-8 mesi con i requisiti attuali (58-59 anni di età e 35 di contributi); la seconda prevede l’innalzamento della soglia anagrafica a 60 anni per tutte le lavoratrici, senza sconti in base al numero dei figli.

Chi la spunterà? Tutto dipende dalle coperture e dal tipo di compromesso che la maggioranza di Governo è chiamata a raggiungere.

Intanto, durante un’audizione sulla manovra alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, Fabrizio Balassone, capo del dipartimento economia di Bankitalia ha avvertito l’esecutivo, affermando che “Opzione Donna frena la partecipazione delle donne al mercato del lavoro”.  

Per saperne di più su Opzione Donna 2023 e su come e quando conviene sfruttare questa misura, ti consigliamo la visione di questo video-guida:

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Opzione Donna 2023: quali sono i requisiti attuali?

Cosa ne sarà di Opzione Donna 2023, ma soprattutto, quale sarà la formula di uscita? Una volta spiegate le possibili soluzioni, vediamo insieme chi può andare in pensione con Opzione Donna.

Questa misura previdenziale è stata introdotta nel 2004, dall’allora Governo Berlusconi, e prevede alle lavoratrici dipendenti di andare in pensione con 58 anni di età e 35 di contributi e alle lavoratrici autonome di accedervi con 59 anni di età e 35 di contributi.

A rendere poco sfruttata Opzione Donna, oltre alla finestra mobile di 12 mesi per le dipendenti e di 18 mesi per le autonome, è il ricalcolo dell’assegno con il sistema contributivo. In pratica, l’intera anzianità contributiva, anche quella maturata prima del 1996, viene accorpata nel regime contributivo, particolarmente penalizzante.

Rispetto a un potenziale calcolo dell’assegno col sistema misto, l’importo della pensione con Opzione Donna è ridotto del 20-25%.

Opzione Donna 2023
Opzione Donna 2023: quale futuro? Quattro ipotesi al vaglio, ecco cosa potrebbe accadere.

Opzione Donna 2023: quanto si prende di pensione?

Prendiamo come esempio una lavoratrice dipendente, con una retribuzione lorda annua di 25.000 euro, che a 58 anni è pronta ad accedere a Opzione Donna con 35 anni di contributi versati.

Per calcolare l’assegno dovremo individuare il montante contributivo: per ogni anno di lavoro dipendente si accantona circa il 33% della propria retribuzione annua, quindi il 33% di 25.000 euro è 8.250 euro. Moltiplicato per 35 anni di contributi, ci dà come risultato 288.750 euro, l’importo del montante contributivo.

Su questo valore incide – negativamente – il coefficiente di trasformazione: più alta è l’età del pensionato, più alto sarà la percentuale del coefficiente, che a 58 anni è del 4,289% (a 67 anni è del 5,757%).

Il 4.289% di 288.750 euro ci dà come risultato 12.384,49 euro, l’importo lordo di un anno di pensione. Al mese, la nostra lavoratrice prenderà circa 700 euro netti di pensione.

Se calcolassimo l’assegno con il sistema misto, quello utilizzato per tutte le pensioni, dovremmo individuare gli importi di due quote. La prima con i contributi versati fino al 1995, calcolata con il sistema retributivo; la seconda con i contributi versati dal 1996, calcolata con il sistema contributivo.

Mettiamo il caso che la nostra lavoratrice abbia versato 9 anni di contributi fino al 1995 e gli altri 26 dal 1996 ad oggi. La prima quota tiene conto del 2% di aliquota calcolata sulla retribuzione percepita negli ultimi anni di lavoro, generalmente più alta (ad esempio 28.000 euro).

Quindi il 18% (2% x 9 anni di contributi) di 28.000 euro è 5.040 euro, l’importo della prima quota. La seconda, invece, va calcolata tramite il montante contributivo (214.500 euro) e su questo va applicato il coefficiente di trasformazione del 4,289%: 9.199,90 euro, l’importo della seconda quota.

Sommiamo le due quote (5.040 e 9.199,90 euro) per avere l’importo lordo di un anno di pensione: 14.239 euro, circa 2.000 euro lordi in più rispetto all’assegno di Opzione Donna 2023 calcolato con il sistema contributivo puro.

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