Ora anche i venditori del “paccotto” usano Instagram: così…

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Paccottiglia spacciata per note griffe, utenti fregati grazie a Instagram. Una nuova truffa, purtroppo, sempre più diffusa. Ne hanno già parlato i colleghi di La Repubblica in una loro recente inchiesta. Ora la truffa è sempre più social.

In sostanza le organizzazioni criminali o i privati creano falsi account Instagram e spacciano false griffe corredate da immagini, legati a link fasulli che riportano ad altrettanto fasulle schede di prodotto. Complici le immagini di elevata qualità, e informazioni dettagliate, il cliente non se ne accorge e procede all’acquisto. Tanti saluti: il truffatore sparisce e anche i soldi.

Perché le truffe su Instagram?

Oltre ai numeri di utenti in costante aumento, a favorire lo sviluppo di questo tipo di truffe sono anche le modalità di acquisto sempre più influenzate e correlate ai social network. Lo rivelano i servizi di e-commerce dedicati messi a disposizione da grandi brand che, fiutato l’affare di un pubblico in espansione come quello di Instagram, hanno programmato ingenti investimenti. I prodotti, con account business, riportano alla finestra di acquisto anche se, sul sito di chi vende, avviene solo la fase conclusiva della trattativa. L’utente, dopo aver cliccato sulle foto e letto le schede dedicate, ha già deciso di acquistarlo. Si è convinto dell’affare. E così anche i truffatori, attirati da queste opportunità, non si sono lasciati sfuggire l’occasione.

Perché si compra sui social?

I numeri messi a disposizione dal progetto  “Ghost Data” parlano di oltre 56mila account gestiti da organizzazione criminali internazionali che vendono prodotti tarocchi, apparentemente identici agli originali.

Lo studio di questi fenomeni criminali si incrocia con i cambiamenti delle abitudini dei consumatori e sulla migrazione degli utenti social verso Instagram. Uno spazio che viene preferito perché percepito come più autentico, svincolato dalla pioggia di critiche e lamentele che caratterizzano sempre più facebook, perfino più sicuro: con il sistema delle storie che si cancellano dopo 24 ore e sembrano quindi rassicurare l’utente sul fatto che i suoi contenuti non rimarranno nell’etere per sempre, a disposizione di chi è disposto a comprarle.

E, invece, proprio gli investimenti delle grandi aziende su questo mercato dimostra come, il bacino di utenza, rappresenti un’opportunità concreta e accessibile. Anche la criminalità se n’è accorta. E, come spesso capita, è arrivata prima degli enti deputati al controllo.

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