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Orario di lavoro persone con disabilità: cosa sapere

Orario di lavoro per persone con disabilità: sono previste riduzioni o esoneri da turni di lavoro o lavoro notturno? Ecco cosa dice la legge.

di Carmine Roca

Giugno 2024

In questo articolo vedremo insieme qual è l’orario di lavoro per persone con disabilità: ecco cosa sapere (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Orario di lavoro per persone con disabilità: ci sono riduzioni?

Esiste un orario di lavoro specifico per persone con disabilità? No, attualmente non esistono norme specifiche che riducono le ore di lavoro svolto dalle persone con disabilità o in una situazione di disagio o svantaggio sociale.

Possono sicuramente chiedere di lavorare meno ore, attraverso la stipula di un contratto di lavoro part-time, come la generalità dei lavoratori, ma non sono esonerati da turni di lavoro o dal lavoro notturno, tranne se non sia compatibile con le condizioni di salute.

In fase di assunzione, comunque, è possibile sottoscrivere un contratto che consenta una certa flessibilità nell’organizzazione dell’orario lavorativo, individuando soluzioni compatibili con lo stato di salute del lavoratore.

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Orario di lavoro per persone con disabilità: esoneri, quando?

La normativa, dunque, non prevede per i lavoratori con disabilità, riduzioni dell’orario di lavoro al di fuori del contratto di lavoro part-time e neppure forme di esonero da turni, orario spezzato, lavoro notturno, se non nei casi previsti per la generalità dei lavoratori.

Ma quali sono questi casi previsti? Ad esempio quando è riconosciuta un’inidoneità al lavoro notturno o allo svolgimento di turni di lavoro da parte di organismi preposti al controllo delle condizioni di salute dei lavoratori, vale a dire l’Asl locale, le commissioni mediche di verifica o medici competenti nello svolgimento dei compiti di sorveglianza sanitaria, secondo quanto previsto dalla normativa sulla tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro (articolo 41 del decreto legislativo numero 81 del 2008).

L’esonero dal lavoro notturno o dai turni di lavoro potrebbe essere richiesto dal lavoratore con disabilità o previsto al momento dell’assunzione o nella convenzione tra il datore di lavoro e il servizio di collocamento, in caso di assunzione tramite collocamento mirato.

Per collocamento mirato intendiamo l’insieme degli strumenti tecnici e di supporto che consentono la valutazione adeguata delle persone con disabilità nelle loro capacità lavorative e il loro inserimento lavorativo.

Orario di lavoro per persone con disabilità: cosa valutare?

Durante la valutazione delle capacità lavorative della persona con disabilità effettuata in sede di accertamento delle condizioni di disabilità (articolo 1 della legge 68 del 99), svolta secondo le modalità indicate nel D.P.C.M. 13/01/2000, viene anche considerata la capacità della persona con disabilità di sopportare particolari modalità di organizzazione del lavoro come i turni, o il lavoro notturno.

Orario di lavoro per persone con disabilità: i permessi retribuiti

Ricordiamo anche che i lavoratori con disabilità grave, ai sensi dell’articolo 3, comma 3 della Legge 104 del 1992 hanno diritto a 3 giorni di permessi retribuiti, frazionabili anche in ore (2 ore al giorno, se l’orario lavorativo è di 6 ore al giorno; un’ora al giorno se l’orario lavorativo è inferiore alle 6 ore al giorno).

I permessi retribuiti sono riconosciuti anche al lavoratore dipendente caregiver del coniuge o di un familiare portatore di handicap grave e spettano anche quando lo stesso lavoratore con disabilità grave è a sua volta caregiver di un familiare con disabilità grave: in questo caso avrà diritto a 6 giorni di permessi retribuiti, 3 per sé stesso, 3 per il familiare assistito.

Orario di lavoro per persone con disabilità
Orario di lavoro per persone con disabilità: in foto un uomo con un orologio al posto della testa.

Faq su lavoro e disabilità

È possibile rinunciare al collocamento mirato?

Sì, è possibile fare rinuncia al collocamento mirato. Il collocamento mirato, infatti, non è un obbligo ma un’opportunità per il lavoratore disabile. Non essendo un obbligo, hai la possibilità di iscriverti e di cancellarti dal collocamento mirato in qualsiasi momento, senza alcun tipo di problema ma rinunciando, ovviamente, a tutti i diritti ad esso collegati.

Quali agevolazioni spettano per l’assunzione di disabili?

datori di lavoro che assumono lavoratori disabili possono beneficiare di uno sgravio contributivo di 36 mesi e in misura variabile in base alla percentuale di riduzione della capacità lavorativa del lavoratore impiegato.

Si può licenziare un lavoratore disabile?

Il rapporto di lavoro può essere risolto nel caso in cui, anche attuando i possibili adattamenti dell’organizzazione del lavoro, la commissione medica accerti la definitiva impossibilità di reinserire il disabile all’interno dell’azienda.

Chi vigila sull’utilizzo corretto dei permessi Legge 104

È compito del datore di lavoro vigilare sull’utilizzo corretto dei permessi 104 e ha il diritto di eseguire controlli per verificarlo. È fondamentale che i dipendenti rispettino le condizioni stabilite per l’uso corretto dei permessi 104 e agiscano correttamente nei confronti del datore di lavoro e dell’INPS per evitare sanzioni e licenziamenti.

Il datore di lavoro può controllare le attività del dipendente titolare di Legge 104 quando si assenta da lavoro per fruire di un permesso. Ecco tutto quello che devi sapere su Legge 104 e controlli investigativi.

È possibile modificare la scelta dei permessi per la Legge 104?

Sì, la scelta se siano meglio 3 giorni o 2 ore al giorno con i permessi per la Legge 104 non è vincolante e può essere modificata da un mese all’altro, anche all’interno dello stesso mese. Se desideri cambiare le ore di permesso già richieste durante il mese, dovrai convertirle in giorni e calcolare la parte residua a disposizione.

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