Ordinanza Speranza: 3 regioni rosse, 9 in zona arancione

Ordinanza Speranza: il ministro della Salute ha deciso con una ordinanza il passaggio in zona rossa di Lombardia, Sicilia e provincia autonoma di Bolzano. Altre 9 Regioni saranno in fascia arancione. Restano in gialle Sardegna, Basilicata, Toscana, provincia autonoma di Trento e Molise. Nel Report dell'Iss c'è molta preoccupazione per l'aumento dei dati, «la pandemia in Italia è incontrollata».

3' di lettura

Ordinanza Speranza – Il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firmerà nelle prossime ore una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire da domenica 17 gennaio. Passano in zona rossa la provincia autonoma di Bolzano, la Lombardia e Sicilia.

Passano in zona arancione Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle D’Aosta. Restano in area arancione Calabria, Emilia-Romagna e Veneto.

La Campania insieme ad altre 5 regioni o province autonome restano in fascia gialla, sempre nell’ordinanza Speranza. Sono Sardegna, Basilicata, Toscana, Provincia Autonoma di Trento, Molise.

Ordinanza Speranza – L’Rt in tutte le Regioni

Nel report dell’Istituto Superiore della Sanità sulla diffusione del contagio da coronavirus emergono due dati. Il primo è il più preoccupante: la pandemia è incontrollata in Italia. Il secondo riguarda le Regioni con un indice di rischio elevato e un Rt superiore all’1.25 o comunque superiore all’1.

Sono 15 le regioni che hanno superato il valore soglia di 1 dell’indice di contagio Rt puntuale, la Lombardia e la PA di Bolzano con quelli più alti rispettivamente 1,4 e 1,5.

Le regioni con il valore piu’ basso, invece, sono il Molise (0.7), il Friuli Venezia Giulia 0.94 e il Veneto 0.96. Questo il dato dell’Rt puntuale al 13 gennaio relativo alla settimana dal 4 gennaio al 10 gennaio 2021.

Abruzzo 1.18

Basilicata 1.14

Calabria 1.05

Campania 0.99

Emilia Romagna 1.15

Friuli Venezia Giulia 0.94

Lazio 1.1

Liguria 1.15

Lombardia 1.4

Marche 0.97

Molise 0.7

Piemonte 1.14

Provincia Autonoma di Bolzano 1.5

Provincia Autonoma Trento 1.01

Puglia 1.18

Sardegna 0.99

Sicilia 1.19

Toscana 1.01

Umbria 1.29

Valle d’Aosta 1.19

Veneto 0.96

L’ordinanza Speranza è stata firmata anche sulla base di questi numeri e delle indicazioni dell’Iss.

Un altro parametro rilevante

C’è anche un altro parametro che riguarda la settimana appena trascorsa, il numero dei casi ogni 100.000 abitanti, che è stato alto in Veneto (365,21 per 100.000 abitanti), in provincia autonoma di Bolzano (320,82), in Emilia Romagna (284,64), e in Friuli Venezia Giulia (270,77).

E su tutto il territorio nazionale quell’indice è ancora lontano da livelli che permetterebbero il completo ripristino dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti.

Per capire bene il senso di quei numeri serve ricordare che l’Iss ritiene un segno di criticità su un territorio quando si superano i 50 casi ogni 100.000 abitanti. Già con quel numero l’incidenza sui servizi sanitari è elevata.

Iss: pandemia fuori controllo

«Questa settimana – si legge nel Report – si conferma il peggioramento generale della situazione epidemiologica nel Paese già osservato la settimana precedente. L’incidenza nazionale a 14 giorni continua a crescere e aumenta anche l’impatto della pandemia sui servizi assistenziali e questo si traduce in un aumento generale del rischio».

«Si mantiene un livello generale di rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile continua il report – dovuto ad un continuo aumento diffuso della probabilità di trasmissione di SARS-CoV-2 sul territorio nazionale in un contesto in cui l’impatto sui servizi assistenziali è ancora alto nella maggior parte delle Regioni».

Dodici regioni con un tasso di contagio eccessivo

«Sono 12 le Regioni e Province autonome – continua il Report dell’Iss – che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e aree mediche sopra la soglia critica (era 13 la settimana precedente). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale continua a essere sopra la soglia critica (30%)».

«Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in lieve aumento da 2.579 (al 4 gennaio) a 2.636 (12 gennaio); il numero di persone ricoverate in aree mediche aumenta anche lievemente, passando da 23.317 (04 gennaio) a 23.712 (12 gennaio) – evidenzia il documento – Tale tendenza a livello nazionale sottende forti variazioni inter-regionali con alcune regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica e il relativo impatto, uniti all’incidenza impongono comunque misure restrittive».

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