Osio: il Sindaco di Parma che segnava solo gol pesanti

Compie gli anni Marco Osio, il "Sindaco" di Parma, come fu soprannominato dai tifosi ducali. Cresciuto nel Torino, dopo l'esordio con gol in A con l'Empoli, diventa grande al Parma, dove trascorre sei anni e vince una Coppa Italia e una Coppa delle Coppe. In carriera anche un'esperienza in Brasile, con il Palmeiras di Cafù e Rivaldo.

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Marco Osio non ha mai segnato tanto, non aveva il gol nel sangue, ma quelli che realizzava valevano come platino. E’ lui a far partire le danze il 27 maggio del 1990, aprendo le marcature contro la Reggiana nel 2-0 che vale al Parma la prima storica promozione in Serie A ed è sempre lui a spazzare via il Napoli regalando ai ducali il primo successo in massima serie.

Il ragazzo del Filadelfia, con il look da rockstar, cresciuto nel Torino, diventò “Sindaco” in Emilia (per i suoi discorsi da leader e come segno di sfida dei parmensi nei confronti della vera Sindaca di Parma, Mara Colla, che tergiversava sui lavori di ampliamento dello stadio Tardini). Tentò pure la carta sudamericana, sbarcando – primo italiano a farlo – in Brasile, nel Palmeiras sponsorizzato dalla Parmalat di Calisto Tanzi.

Osio, scuola Toro, al Parma diventa grande

Nato ad Ancona il 13 gennaio del 1966, Marco Osio esordisce in Serie A appena diciottenne con la maglia del Torino (4-2 all’Avellino). Girato in prestito all’Empoli, sempre in Serie A, realizza – guarda caso – il primo gol dei toscani nel massimo campionato italiano: un perentorio colpo di testa che vale l’1-0 contro l’Inter. Terminata la stagione, Osio scende in Serie B, al Parma: è la svolta della sua carriera.

Arriva in Emilia nell’estate del 1987. Il Milan dopo un lungo corteggiamento s’è preso Arrigo Sacchi, tecnico romagnolo emergente reduce da un’ottima stagione sulla panchina del Parma. Al suo posto la società prende un altro allenatore in ascesa, Zdenek Zeman, ma dopo qualche mese lo esonera.

E’ con Nevio Scala che comincia la scalata verso il Paradiso. Al termine della stagione 1989-1990, battendo 2-0 la Reggiana, il Parma conquista la Serie A e subito la qualificazione in Coppa Uefa grazie a un formidabile sesto posto da neopromossa.

Il Parma sul tetto d’Europa

E’ un crescendo di successi ed emozioni che Osio contribuisce a generare. Il Parma vola, sospinto da una difesa tenace composta da Benarrivo, Di Chiara, Apolloni, dal belga Grun e dal capitano Minotti; sorretto da un centrocampo di qualità con Zoratto e lo stesso Osio ad armare gli attaccanti Brolin e Melli.

Nella stagione 1991-1992 il Parma arriva settimo in campionato e vince il suo primo trofeo nazionale: la Coppa Italia, battendo la Juventus nella doppia finale. Dopo l’1-0 firmato Roberto Baggio all’andata, gli emiliani ribaltano il risultato al ritorno: segnano Melli e Osio (chi se no?).

Il trionfo in Coppa Italia regala al Parma la possibilità di prendere parte alla Coppa delle Coppe. E’ un cammino strabiliante: i ducali eliminano prima gli ungheresi dell’Ujpest, poi i temibili portoghesi del Boavista. Ai quarti di finale si scrollano di dosso i cechi dello Sparta Praga e spazzano via l’Atletico Madrid in semifinale. Il 12 maggio del 1993, l’apoteosi a Wembley: il Parma batte 3-1 l’Anversa, segna Melli, pareggia l’ex pisano Severeyns, poi ancora Melli e infine Cuoghi chiude i giochi. Osio non fa gol, non stavolta, ma contribuisce al successo smazzando due assist.

L’apice e il declino

E’ l’apice della carriera di Osio che, con due trofei in bacheca e dopo sei anni di Parma, decide di tornare a casa. Ha poco spazio con Asprilla in rampa di lancio e poi è arrivato pure Zola dal Napoli. Meglio andare via. Lo riprende il Torino, ma gli infortuni inizieranno a limitare le sue presenze in campo: saranno soltanto 27 in due stagioni, condite da un solo gol. Nell’estate del 1995 vola in Brasile: è il primo italiano a disputare il campionato paulista, che Osio vincerà in una squadra che vanta la presenza di Cafù e Rivaldo, ma anche di un giovane Roque Junior, di Djalimha e di Flavio Conceiçao. Il “Sindaco” si impegna, ma non riesce a fare breccia nel cuore dell’allenatore Carlos Alberto Silva.

Rientrato in Italia, si accontenterà di giocare qualche altro anno in Serie C1 e Serie C2, con le maglie di Saronno, Pistoiese e Faenza, concludendo la carriera a Parma, ma tra le fila dei Crociati.

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